Strage di Milano:
ergastolo per Pellicanò

ESPLOSIONE PALAZZINA - Oggi la sentenza per i fatti di via Brioschi. Tre le persone che rimasero uccise, tra cui due fidanzati della nostra provincia: Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi. Il gup del tribunale di Milano ha disposto una provvisionale di oltre 2 milioni di euro complessivi per i parenti delle vittime. "I genitori di Chiara e Riccardo sono soddisfatti, ma il dolore resta"
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La palazzina di Milano sventrata subito dopo l’esplosione

 

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Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa

 

di Gianluca Ginella

Strage di Milano, condannato all’ergastolo Giuseppe Pellicanò. Oggi la sentenza del gup del tribunale di Milano, Chiara Valori. La condanna è per strage e devastazione. Il giudice ha disposto la decadenza della patria potestà verso le figlie (entrambe rimasero ferite nella deflagrazione di via Brioschi 65). Oltre 2 milioni di euro complessivi di provvisionale ai famigliari delle vittime.

Nessuno sconto per Giuseppe Pellicanò, accusato di aver provocato volontariamente l’esplosione nel suo appartamento della palazzina di via Brioschi, a Milano, il 12 giugno 2016. Questo anche se nel corso delle indagini una perizia aveva stabilito che la capacità di intendere e volere del 52enne era gravemente scemata per via di una forte depressione.

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I familiari di Chiara e Riccardo questa mattina al tribunale di Milano

Il gup Chiara Valori è uscita con la sentenza dopo circa tre ore di camera di consiglio: alle 13,30 ha letto la condanna per Pellicanò e si è riservata 60 giorni per le motivazioni. Il 52enne ha ascoltato la sentenza restando impassibile. Scontato che il suo legale ora faccia ricorso in appello. Il pm Elio Ramondini durante la sua requisitoria aveva chiesto l’ergastolo. Nell’esplosione erano morti la moglie di Pellicanò, Micaela Masella e due ragazzi della nostra provincia: Chiara Magnamassa, 28 anni di Monte San Giusto, e Riccardo Maglianesi, 28, di Morrovalle, due fidanzati che si erano trasferiti a Milano per inseguire i loro sogni. Il giudice ha stabilito anche 350mila euro di provvisionale a ciascuno dei genitori di Chiara e Riccardo (sommando, 1 milione e 400mila euro). 160mila euro al fratello di Chiara. Per le due figlie di Pellicanò il giudice ha stabilito 400mila euro ciascuna. «I genitori sono soddisfatti per la sentenza, certo il dolore per quello che è successo rimane. Hanno apprezzato il modo in cui il giudice ha condotto il processo» dice l’avvocato Valeria Attili, che assiste alcune delle parti civili (la mamma di Riccardo, e i genitori e il fratello di Chiara). Ad assistere le parti civili c’erano anche l’avvocato Danilo Bompadre (che si occuperà degli aspetti civilistici), Paola De Pascalis, Alessandra Calcaterra.

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Gli avvocati Danilo Bompadre e Valeria Attili al palazzo di giustizia di Milano

La mattina del 12 giugno 2016, una domenica, alle 8,45 del mattino una tremenda esplosione ha sventrato l’appartamento dove abitavano Giuseppe Pellicanò, la moglie Micaela Masella, e le loro due bambine. Devastata anche la casa di fianco, dove vivevano Chiara e Riccardo. Le indagini avevano poi accertato che a generarla era stato il 52enne Pellicanò, che aveva l’obiettivo di uccidere la moglie che lo stava lasciando per andare a vivere con un altro. L’esplosione aveva causato anche il ferimento di tredici persone, tra cui le figlie di Pellicanò. All’uomo, oltre che al reato di strage, vengono contestate diverse aggravanti: come quella di aver agito per motivi abietti e futili, di aver agito di notte, di aver commesso il fatto con l’abuso di relazioni domestiche. La seconda imputazione è di devastazione aggravata. Perché l’esplosione aveva causato danni ingenti a notevoli quantità di immobili: a cominciare da tutti gli appartamenti della palazzina e poi ad altri stabili, investiti dall’onda d’urto.

 

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