Il gotha dell’architettura nazionale
per “ricostruire la contemporaneità”
SISMA - Seminario venerdì 5 maggio a Treia organizzato da giovani professionisti. Michele Schiavoni: "Bisogna trovare una strategia di rilancio condivisa per l'entroterra devastato dal terremoto e da vent'anni di abbandono". Il presidente dell'ordine Renzo Fusari: "Senza visione buttiamo milioni di euro per case che resteranno vuote". Il sindaco Capponi: "Chi viene qui deve pensare ad un territorio invulnerabile"
di Gabriele Censi
Il laboratorio Treia ospita “Ricostruire la contemporaneità”. La scelta del gruppo di lavoro rappresentato da Michele Schiavoni dell’associazione Punto e a Capo è per una città che “è un esempio di recupero di spazi urbani”. Schiavoni, con Cristina Bevilacqua (altro giovane architetto), il sindaco Franco Capponi e il presidente dell’ordine Enzo Fusari, ha presentato il convegno-seminario di venerdì prossimo al teatro comunale che ospiterà docenti di spessore che hanno fatto la storia dell’architettura italiana. “Siamo in una fase di stallo tra emergenza e ricostruzione – ha detto Fusari – le ordinanze che si susseguono sono difficili da applicare. Questa sarà un’altra occasione di confronto, poi il 19 saremo a Visso, per dare risposte che guardino ad un orizzonte di decenni”. “Ci si muove troppo in ordine sparso – ha proseguito Schiavoni – è necessaria una strategia comune, per questo l’idea di un tavolo di lavoro per superare questo stallo che non è solo post sisma. Viviamo in un presente sospeso in attesa di decisione di altri. Negli anni ’70 dietro al maestro Paolo Castelli si progettava la città regione, oggi è diventata la città adriatica”.
“Avremo molti finanziamenti a fondo perduto – incalza Fusari – ma il rischio è di buttare milioni di euro per case che resteranno vuote senza le condizioni socio-economiche per vivere in quei territori”. Su questi temi interverranno tra gli altri Massimo Pica Ciamarra, direttore della rivista Le Carrè Blue, Franco Purini, dell’università la Sapienza di Roma e Cristiano Toraldo di Francia, docente Unicam. Previste due sessioni al mattino e al pomeriggio, ci sarà anche Cesare Spuri, i presidenti delle unioni montane, i rettori delle università di Macerata e di Ancona, la vice presidente della Regione Anna Casini, l’assessore Angelo Sciapichetti e la deputata Irene Manzi.
“E’ un momento cruciale – ha detto Franco Capponi – per definire le strategie per i nostri territori, siamo stati concentrati sulla burocrazia ora pensiamo ai contenuti. La legge urbanistica va rivista. Gli spazi che ricostruiamo devono avere nuove funzionalità, b&b e country house ad esempio. Scuole che siano punto di aggregazione sociale oltre che educativo. Poi c’è il tema dei materiali. Dobbiamo sviluppare una filiera locale per le costruzioni in legno e acciaio”. Capponi poi pensa ad un nuovo slogan che vada oltre “terra delle armonie”: “Oggi l’esigenza è lanciare il messaggio della sicurezza, chi viene qui deve pensare ad un territorio invulnerabile. Anche il consueto appuntamento annuale di Symbola sarà dedicato alla ricostruzione”.



