Ricerca Unicam per migliorare la qualità
del pecorino dei Sibillini

CAMERINO - I cambiamenti climatici metterebbero a rischio le proprietà nutrizionali dei pascoli. Esame organolettico di tre tipi di formaggi. Prima attivato un “consumer test” e poi praticata “un’asta sperimentale”. Esperto di marketing agroalimentare per valurare la “disponibilità a spendere” dei consumatori

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Flavio Corradini, con il prof.Andrea Catorci e la prof.ssa Paola Scocco mentre alle loro spalle gli esperti sono impegnati nel “consumer test”

 

di Ugo Bellesi

I pascoli naturali appenninici costituiscono uno dei giacimenti di biodiversità più importanti dell’Unione europea e pertanto sono tutelati da precise normative comunitarie. Purtroppo negli ultimi anni questi pascoli sono minacciati da vari fattori ambientali ed economici ma soprattutto dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. Infatti con l’aumento dell’aridità estiva si abbrevia il periodo in cui il foraggio è più ricco di proteine ed altri elementi essenziali, mentre arriva sempre più in anticipo il periodo in cui sono presenti grosse quantità di fibra con inevitabile abbassamento del valore nutrizionale del pascolo. Di conseguenza minori proprietà organolettiche del latte.

Tale situazione ha messo in allarme gli studiosi e i ricercatori dell’università di Camerino per le temute conseguenze negative sugli allevamenti ovini a causa del deprezzamento del latte e di tutti i prodotti caseari. Un danno che si aggiungerebbe ai danni provocati dal sisma e dalla burocrazia a tutti i livelli. E’ stato quindi creato un gruppo di ricerca formato da fisiologi, anatomici e zootecnici, sia dell’università di Camerino che dell’università di Perugia, coordinato dalla prof.ssa Paola Scocco. Ed è iniziata quindi la sperimentazione che si è avvalsa della preziosa collaborazione dell’azienda Di Pietrantonio di Belforte del Chienti.

pecorinoSono stati quindi prodotti tre formaggi pecorini in diversi periodi stagionali del pascolo in corrispondenza a diverse condizioni climatiche del foraggio e quindi a differente regime alimentare delle greggi. Dopo una prima analisi sensoriale dei tre formaggi effettuata nel Centro internazionale di analisi sensoriale di Matelica, dal 31 marzo al 1° aprile è stato realizzato un “consumer test” con la partecipazione di una decina di esperti in rappresentanza di varie tipologie di consumatori i quali hanno partecipato anche ad “un’asta sperimentale” per valutare il differente gradimento dei tre pecorini da parte della clientela. Ma soprattutto si è potuta stimare anche la “disponibilità a spendere” da parte dei consumatori per un prodotto artigianale di alta qualità nutraceutica ed organolettica. Questo specifico lavoro è stato condotto in collaborazione con il prof. Maurizio Canavari del Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Bologna, espertissimo di marketing agroalimentare. Tale ricerca ha lo scopo di valutare il reale valore di mercato di prodotti di alta qualità e le strategie per la loro promozione che comunque passa anche attraverso la comunicazione al consumatore, in modo da poter garantire maggiori guadagni alle aziende produttrici.

Il rettore dell’università di Camerino, Flavio Corradini,  si è detto molto soddisfatto del progetto ed ha espresso molto interesse per l’approccio di marketing utilizzato “che nel periodo post-sisma può portare – ha sottolineato – un contributo notevole alla ripresa dell’economia pastorale montale, che deve trovare in se stessa e nella propria millenaria cultura, innestata da nuove idee fornite dal mondo della ricerca, un potente motore di sviluppo”.


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