Cementir alla Regione:
“Sacci a Castelraimondo non riparte”
L'azienda ha scritto ai vertici di palazzo Raffaello, precisando la situazione. Critico il comitato Salva Salute: "Disattesa ogni richiesta"
La Cementir Sacci non è in grado di presentare alla Regione Marche, il piano industriale per lo stabilimento di Castelraimondo, la cementeria resterà ancora ferma. Nella lettera inviata dai vertici aziendali alla Regione, che chiedeva documentazione integrativa il presidente Mario Ciliberto spiega: “la società Cementir Sacci Spa non è in grado di elaborare, oggi, il richiesto ‘progetto industriale (Piano di investimenti) per l’installazione di cui trattasi, a causa della perdurante crisi”, relativa sia al mercato del cemento che al sito di Castelraimondo. Prosegue la lettera: “Detto documento potrà essere elaborato solo in presenza di un mutato contesto delle condizioni di mercato”. L’azienda si impegna a fare il piano quando ci saranno positivi cambiamenti di mercato “impossibile da stimare oggi, tale da consentire la ripresa delle attività di produzione della installazione”. Sulla documentazione integrativa richiesta dalla Regione a Cementir Sacci, interviene con una nota, anche il Comitato Salva Salute.
“Le richieste fatte della Regione Marche sono state completamente disattese dalla CementirSacci di Caltagirone. Infatti, con una nota, l’azienda si è rifiutata di presentare il piano industriale con il quale formalizzare l’impegno per “l’implementazione delle tecniche e tecnologie conformi alle Bat Conclusions con cronoprogramma puntuale di attuazione” nello stabilimento di Castelraimondo – scrive il comitato Css – CementirSacci avrebbe dovuto rendere noto alla Regione, come e quando adeguerà la cementeria alle regole dettate dall’Unione europea in materia ambientale. Ricordiamo che già nel 2013, come attestato dal Tar nel provvedimento di parziale annullamento dell’autorizzazione, l’impianto risultava rispettare solo poco più della metà delle prescrizioni all’epoca esistenti per la riduzione dell’inquinamento”. Il Comitato evidenzia quanto detto dalla Regione: “In passato ha sempre tollerato che lo stabilimento di Castelraimondo funzionasse in maniera “non del tutto a norma”, come ha scritto il Tar. Questa volta invece, in sede di Conferenza di Servizi del 26 gennaio 2017, il responsabile del procedimento, arch. Giuseppe Mariani, ha affermato che “non è possibile autorizzare l’installazione senza garanzie temporali certe di attuazione degli adeguamenti alle Bat”.
Nella nota di Salva Salute si critica il comportamento della Cementir Sacci: “Oggi l’azienda non solo si rifiuta di conformare gli impianti alle prescrizioni che già non rispettava nel 2013, ma anche alle nuove disposizioni nel mentre emanate dall’Unione europea, e che dovrebbe implementare tassativamente entro il 10 aprile 2017. Ciò vuol dire che CementirSacci non non vuole riavviare la produzione nello stabilimento di Castelraimondo, con buona pace dell’ambiente e dei lavoratori, ancora in attesa di una soluzione dignitosa della loro vicenda”.

I Comitati del NO, appoggiati anche dai sindaci fanno fuggire qualsiasi imprenditore. La poca fiducia nelle Istituzioni con i suoi organismi tecnici sono ignorati dai rappresentanti istituzionali. La politica impopolare è quella che fa crescere l’occupazione, poi in tempi non sospetti non succede proprio nulla.