Zone franche e case della Regione,
il contenuto del terzo decreto sisma

TERREMOTO - Dalle procedure più veloci per la ricostruzione, alla carta acquisti per le fasce più deboli, alla microzonazione, alle aree senza tasse per le imprese. Il governatore Ceriscioli soddisfatto del testo approvato dal consiglio dei ministri
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Il presidente del consiglio Gentiloni

 

di Gianluca Ginella

Zone franche per aiutare le imprese, carte acquisti per le fasce più deboli, case acquistate dalla Regione per dare sistemazioni migliori rispetto a strutture temporanee, piani di microzonazione sismica. Questi alcuni punti del terzo decreto sul terremoto che è stato approvato dal consiglio dei ministri ieri. Un decreto, di cui riportiamo alcuni passaggi nella bozza che è poi andata sul tavolo del Consiglio dei ministri, che va a modificare la legge sul terremoto e che punta a snellire le procedure verso la ricostruzione.

ZONE FRANCHE – Il nuovo decreto legge introduce le zone franche nelle Marche, in quei comuni che sono stati colpiti dal sisma, e in favore delle imprese. Le zone franche, si legge nel testo, saranno create «per evitare i fenomeni di spopolamento dei centri storici e favorire la ricostruzione del tessuto economico, sociale, culturale» per i comuni che fanno parte del cratere sismico. Zone che dovranno essere individuate. Grazie a queste possono avere agevolazioni le imprese localizzate all’interno delle zone franche, che rispettino alcune caratteristiche che vengono richiamate dalla legge per la ricostruzione in Emilia Romagna. Le agevolazioni prevedono l’esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca, fino ad un importo i 100mila euro per ciascun periodo di imposta. Si parla inoltre di esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività dell’impresa, nel limite di 300mila euro per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta. Esenzione delle imposte municipali per gli immobili che si trovano nella zona franca. Le esenzioni sono «concesse esclusivamente per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto e per quello successivo» si legge.

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Gualdo di Castelsantangelo sul Nera distrutta dal sisma

CARTA ACQUISTI – Per il sostegno alle fasce deboli, il decreto prevede la concessione di una carta acquisti che viene definita sul modello di quella del decreto sul terremoto de L’Aquila. In quel testo si legge: «Per le fasce deboli sarà messa a disposizione, ai cittadini italiani, una carta acquisti del valore di 160 euro mensili, da utilizzare per la spesa alimenta e sanitaria e il pagamento di luce e gas».

CASE MEGLIO CHE CASETTE –  La Regione Marche, così come Lazio e Abruzzo, sono autorizzate all’acquisto di «edifici residenziali da destinare temporaneamente ai residenti in edifici distrutti o danneggiati dagli eventi sismici che siano in zone rosse o che siano inagibili». L’obiettivo è quello di ridurre il numero di strutture temporanee. L’idea è di sopperire alle esigenze abitative per il periodo necessario alla ricostruzione o riparazione delle case danneggiate.

MICROZONAZIONE SISMICA – In vista dell’attività di ricostruzione, il decreto promuove la realizzazione di un piano finalizzato a dotare i comuni della microzonazione sismica di livello 3. E’ necessario al fine di disporre di idonei strumenti che definiscono la pericolosità sismica locale.

AEDES – I tecnici professionisti, iscritti a ordini e collegi professionali nell’elenco speciale possono essere incaricati dallo svolgimento delle verifiche, anche indipendentemente dall’attività progettuale. Inoltre «non si applica la soglia massima degli incarichi», che era prevista nei precedenti decreti, e che era finalizzata ad evitare la concentrazione degli incarichi nel settore degli interventi di ricostruzione privata.

SCUOLE – Nelle zone colpite dal sisma, dice il nuovo decreto, l’anno scolastico è valido sulla base delle attività didattiche effettivamente svolte «anche se di durata inferiore a 200 giorni. Per la valutazione degli studenti non è richiesta la frequenza minima». Inoltre il decreto prevede l’elaborazione di piani straordinari per assicurare il ripristino per il prossimo anno scolastico delle condizioni necessarie per la ripresa e lo svolgimento della normale attività didattica nelle aree terremotate.

RICOSTRUZIONE – Il decreto precisa che le disposizioni per il risarcimento dei danni subiti dagli immobili, distrutti o danneggiati, si applicano anche nei comuni extra cratere, va comunque dimostrato che siano legati al terremoto con tanto di perizia. La richiesta per i contributi si può fare sino al 31 luglio 2017.

MACERIE – Il decreto dice che le Regioni «approvano e dispongono il piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di ricostruzione».

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Il presidente della Regione Luca Ceriscioli

IL COMMENTO DI CERISCIOLI – «Molte delle nostre richieste sono state accolte nel nuovo decreto sul terremoto. Grazie al Governo che ancora una volta, insieme al commissario straordinario, dimostra attenzione verso le nostre comunità – ha commentato il governatore Luca Ceriscioli –. Importanti infatti sono non solo tutte le procedure di semplificazione e che ci aiutano a velocizzare i vari percorsi, dalle macerie alle Sae, ma anche la norma per estendere la busta paga pesante, stortura che da tempo avevamo sollevato. Importanti anche le norme a sostegno delle fasce deboli della popolazione residenti e stabilmente dimoranti da almeno due anni nei comuni del cratere, verso i quali sono stati stanziati fondi per il contrasto alla povertà, come pure il sostegno agli allevatori. Un altro nodo sciolto, su cui la Regione sta già lavorando e per questo abbiamo chiesto al governo di inserire in questo decreto, è la norma che dà alla Regione la possibilità di acquisire unità immobiliari ad uso abitativo agibili da destinare temporaneamente ai residenti in edifici distrutti o danneggiati, situati nelle zone rosse o con esito di danno E o F (inagibilità). Al termine degli interventi di ricostruzione tale patrimonio immobiliare potrà essere acquisito all’edilizia residenziale pubblica dei comuni. Novità anche per i tecnici professionisti».



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