Notte di black out
poi bufere e il sisma,
24 ore da incubo

MALTEMPO - Disagi senza fine nel Maceratese a cominciare dalla mancanza di corrente in diversi comuni. Stalle crollate, animali sepolti sotto le macerie. La neve ha raggiunto anche i due metri in alcuni centri dell'entroterra. Poi il terremoto. Il racconto della giornata
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I carabinieri forestali

 

di Gianluca Ginella

Un traliccio nelle vallate innevate della Valnerina. Lo hanno cercato per tutto il giorno gli operai dell’Enel. E’ quello che ha spento luce e i riscaldamenti nelle case di Tolentino, di San Severino, Sarnano, Gualdo, Caldarola, Sant’Angelo in Pontano, San Ginesio per citare alcuni comuni. E mentre nelle case si ghiacciava, fuori bufere di neve hanno creato muri bianchi nei comuni dell’entroterra che hanno superato ampiamente il metro di neve e in certi centri hanno raggiunto i 2 metri e anche di più. Tutti a spalare le strade, in quei comuni. A Macerata invece stamattina la situazione era migliorata dopo due giorni di nevicate intense che avevano ricoperto il capoluogo di una 40ina di centimetri. Ma poi alle 10,25 di questa mattina c’è stato qualcosa. C’è stata «la botta». Il sisma, di nuovo. Le persone si sono precipitate fuori dalle case, dagli uffici, dai negozi. Di nuovo i cellulari senza campo, di nuovo la ricerca di notizie. Scossa di 5.1 in un piccolo comune in provincia de L’Aquila, Montereale. Nemmeno un’ora ed è arrivata la seconda scossa (la più intensa, 5.5 di magnitudo, con all’incirca il medesimo epicentro).

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Tanta gente in piazza a Macerata dopo la scossa delle 10,25 di questa mattina

 

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Giovane richiedente asilo spala la neve a Macerata

 

Poi la terza, dieci minuti più tardi. Le piazze e le strade si sono riempite di persone spaventate. Tre scosse una dopo l’altra, tutte con magnitudo superiore a 5 non si erano mai sentite. A Macerata gli studenti hanno raggiunto la stazione e hanno preso il treno per tornare a casa. Intanto i vigili del fuoco hanno dovuto rispondere a 300 chiamate di soccorso per la neve, tra piante e rami caduti, strade ostruite, segnalazioni di blackout, e per il terremoto. A Bolognola invece il sindaco, a causa del rischio di valanghe, ha disposto l’evacuazione di 60 residenti.  E mentre la terra tremava, l’energia mancava, la neve cadeva, due operai tremavano dal freddo all’interno di un mezzo per pulire le strade bloccato sulla Sarnano-Sassotetto da due slavine cadute ieri sera. Entrambi sono stati poi salvati nel pomeriggio, raggiunti dalle squadre del Soccorso alpino. Stanno bene. La provincia invece no. Perché se il sisma non ha causato crolli particolari, la neve lo ha fatto.

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Gli operai salvati

A Gualdo 90 animali sono rimasti sotto le macerie per il cedimento di due stalle. Mucche e pecore. Non dovevano essere lì, dovevano stare in una tensostruttura, una di quelle promesse 5 mesi fa e che non si sono mai viste sui Sibillini. E così gli allevatori sono stati costretti a tenere gli animali in strutture danneggiate dal sisma. Meglio quelle che farli morire di freddo. Altre due stalle sono invece crollate a Sarnano, uno dei comuni più colpiti dal maltempo con accumuli di neve di oltre un metro e mezzo, la corrente che non c’è, telefoni ko, niente internet. Una situazione simile a quella di altri centri, come San Severino: «Sembra di essere tornati indietro di anni, ma di molti anni» ha detto il sindaco Rosa Piermattei perché nel comune si è vissuta una notte e una mattinata senza né riscaldamento né luce. Insomma, senza tecnologia. Nel pomeriggio a San Severino il sindaco ha riaperto i centri di accoglienza. Una scelta necessaria a fronteggiare la paura per il terremoto. Perché fa freddo ma la paura del sisma è peggio. Una giornata da incubo anche a Tolentino dove a causa del black out molti negozi sono rimasti chiusi. Un solo panettiere aperto in città e candele a ruba per far fronte al buio.

 

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Una delle stalle crollate a Gualdo

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Una tettoia caduta su di un’auto a Sarnano

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Studenti in partenza a Macerata

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Piazza della Libertà a Sarnano

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Pievebovigliana, la tenda della mensa che ha ceduto sotto il peso della neve

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Neve a Pieve Torina

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