Maceratese tra i tre punti di Teramo
e il pensiero al Santarcangelo

SOMMA ALGEBRICA - Al Bonolis mister Giunti ha indovinato tutte le mosse. Doppia gara interna per i biancorossi: prima i romagnoli e poi il Lumezzane
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

AZZECCAGIUNTI (+) ha sbancato il “Bonolis” di Teramo (leggi l’articolo) ed ha ridato tono ad una classifica precaria dopo la miseria del solo punto conquistato nel precedente doppio turno interno contro il Forlì ed il Sudtirol.

IL MISTER BIANCOROSSO ha indovinato tutto (+). Nell’ordine: la formazione orfana di Quadri e Petrilli, la scelta del modulo tattico e le sostituzioni nel durante.

SIGNIFICATIVO IL RIMPIAZZO di Palmieri con Franchini (+) riguardo alle variazioni in campo. A circa un quarto d’ora dalla fine.

Alberto Quadri, capitano della Maceratese

Alberto Quadri, capitano della Maceratese

IN DIRETTA CRITICATO DAI CRONISTI MACERATESI in tribuna stampa. Fra questi il medesimo (-), il quale, adeguandosi disciplinatamente al coro, riteneva più opportuna l’uscita di Turchetta-apparentemente stanco e quindi defilato sulla zona sinistra, dopo un’onorevole prestazione da trequartista-al posto della punta contropiedista.

CHE STAVA ASSICURANDO PROFONDITA’ alle ripartenze ospiti (+).

INVECE L’EX FORLIVESE aveva ancora frecce nella propria talentuosa faletra (+). In particolare, il micidiale spunto all’incrocio fra il long line mancino e la linea di fondo dell’area abruzzese. Così secco ed incontrollabile da lasciare piantato sul posto l’oppositore di pertinenza teramano…

GIA’ AZIONATO NEL PRIMO TEMPO, però senza profitto (-) per il moscio calcio conclusivo fra le braccia del portiere avversario.

Federico Giunti, allenatore della Maceratese

Federico Giunti, allenatore della Maceratese

L’HA REPLICATO ad un quarto d’ora della chiusura..Stavolta rifinito da uno splendido assist (+) nel versante opposto, ad esclusivo beneficio dell’arrembante Mestre. Ma la mezz’ala ha sbagliato l’inimmaginabile calciando sul fondo a porta vuota (-).

ARRICCHENDO COSI’ LA… FIERA delle innumerevoli palle/gol fallite dai maceratesi (-).

CHE HANNO SI’ VINTO (+), ma avrebbero dovuto e potuto stravincere contro un Teramo che si fa ancora fatica a considerare diretto rivale nella lotta per la salvezza, data l’abbondanza ed il livello del suo parco giocatori (costato almeno il triplo di quello biancorosso). Ma che in realtà è in costante affanno nonostante l’ossigeno dei buoni risultati ottenuti proprio alla vigilia della partita con la Rata.

L’AZZECAGIUNTI (+) ha contribuito ad incrudelire le sue problematiche.

SUBITO COLPENDOLO con l’immediato gol di Palmieri. Ragazzino di grandi doti (+), il cui estro offensivo nella fattispecie finalmente non è stato disturbato da errori arbitrali o miracoli dei difensori rivali.

POI SOFFOCANDONE I LEGITTIMI DISEGNI DI RECUPERO con un 4-3-1-2 che non ha evitato sofferenza in diverse fasi dell’incontro, ma non è mai crollato. Soprattutto ha saputo garantire l’azione di rimessa ogniqualvolta ne ha avuto la possibilità (+). Tenendo così sempre sotto scoppola i padroni di casa.

Federico Palmieri, attaccante della Maceratese

Federico Palmieri, attaccante della Maceratese

MA E’ TOCCATO ALLA DIFESA (+++) interpretare il ruolo più difficile.

GIUNTI HA IL MERITO (+) di essersi inventato Marchetti difensore esterno destro. E’ stato però l’intero reparto biancorosso (+) a dare risposte di sicurezza sia agli attacchi laterali che a quelli centrali –per la verità a volte ai confini della presunzione- del Teramo.

SOLO IN DUE PERIGLI ha rischiato la capitolazione (-). A metà della frazione iniziale su una staffilata all’incrocio dei pali di Di Paolantonio e nelle battute d’approccio della seconda parte del match su un colpo di testa del liberissimo Croce. Sul quale la coppia centrale della terza linea biancorossa aveva perduto la marcatura (unico errore!!!).

FORTE (+++) l’ha completato con la consueta bravura. Nomen omen. Addirittura straordinario nella prima azione. Raramente, nel mio mezzo secolo e passa di frequentazione degli stadi al seguito della Benamata, ho ammirato un prodigio simile a quello compiuto dal portierone biancorosso sulla esecuzione di Di Paolantonio.

Francesco Forte, portiere della Maceratese

Francesco Forte, portiere della Maceratese

PRODEZZA che Forte ha inteso condividere con gli insegnamenti del suo preparatore (+): ”Non mi sono sorpreso di quello che ho fatto perché ci lavoriamo ogni giorno.”

UNA GRANDE IMPRESA (+) non può non essere supportata da spirito di sacrificio, impegno e concentrazione.

QUALITA’ che, in queste situazioni, vengono normalmente collegate al contributo della fortuna. Che al “Bonolis” è stata però latitante (-), dal momento che la Rata ha colpito il secondo incrocio dei pali consecutivo (Colombi), dopo quello memorabile di tre giorni prima all’Helvia Recina (Quadri).

DICO SOLO CHE LA RATA mercoledì scorso ha schierato Colombi e Malaccari con arti sistemati all’ultimo istante, dopo i due infortuni (simili) patiti con il Sudtirol.

DAL PRINCIPIO AL TERMINE (+). Giunti, quasi in lacrime per la riconoscenza: ”Sono stati straordinari. Mi attendevo che mi chiedessero la sostituzione nel finale.”

UN AUTOREVOLE CONTRIBUTO (+) l’ha offerto pure Spalletta. Naturalmente non come ortopedico, ma da motivatore.

MI HA DETTO A TERAMO (+), fra la distensione del suo consueto sorriso e l’offerta di una preziosa sigaretta: ”Tu hai eccepito sulla mia assenza dalla sala stampa domenica scorsa. Ma io ho preferito andare subito negli spogliatoi per responsabilizzare i miei giocatori, dopo una prestazione non proprio esaltante. Penso di aver fatto la cosa giusta, no?”

IMPOSSIBILE DISSENTIRE dopo il successo al “Bonolis” (+).

PERO’ MI SONO UGUALMENTE PERMESSO D’INSISTERE CON IL PRESIDENTE sull’opportunità della presenza sua o di un autorevole componente dello staff biancorosso nei colloqui post gara con i giornalisti.

HO LASCIATO TERAMO CON IL SORRISO. Mi auguro (+) di non perderlo dopodomani all’Helvia Recina (gara interna contro il Santarcangelo). E neanche nel successivo recupero contro il Lumezzane.



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