Clima massonico in Comune,
Corvatta: “Costamagna faccia i nomi”

CIVITANOVA - Le reazioni all'uscita pubblica dell'ex presidente del Consiglio. Il sindaco minimizza, Pier Paolo Rossi rinvia al mittente le accuse di trasformismo e Borroni (Fdi) parla di "ipocrisia politica"

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sindaco tommaso corvatta - civitanova (1)

Il sindaco Tommaso Corvatta

 

di Laura Boccanera

«Se Costamagna parla di massoneria e sa qualcosa lo dica, faccia i nomi. Non so quale sia il clima massonico di cui parla». Il sindaco Corvatta liquida la reazione dell’ex presidente del consiglio Ivo Costamagna che sabato in una conferenza fiume ha attaccato la sua ex coalizione (è uscito dalla maggioranza) e ha attaccato l’amministrazione parlando di un clima burocratico massonico sulle consulenze. Il primo cittadino minimizza e non replica: «non ho commentato quando poco tempo fa Costamagna fece dichiarazioni entusiastiche sul mio nome e non è un problema ora se fa affermazioni di carattere opposto». Costamagna infatti avrebbe anche affermato che la lista Upc non è disposta a fare coalizioni nel centrosinistra se il candidato sindaco è Corvatta che si mostra tranquillo anche sulle partecipate: «non chiederò le dimissioni di nessuno, non metto in subbuglio le partecipate per questioni politiche».   Dichiarazioni quelle di Costamagna che non sono passate inosservate tanto da suscitare sia la reazione dell’ex compagno di lista Pier Paolo Rossi (oggi braccio destro del candidato Ghio) sia quelle di Fratelli d’Italia con Pierpaolo Borroni.

Pier Paolo Rossi

Pier Paolo Rossi

Accusato di aver tradito la coalizione Rossi replica: «Lui stesso, come presidente del Consiglio ancora in carica, cercava di preparare, ammiccando ad alcune forze di opposizione, la nuova futura coalizione per contrastare la temuta avanzata fascio-grillina consapevole del fatto che Corvatta non sarebbe mai stato accettato dai moderati di centro destra. Chissà magari pensava potesse essere lui stesso l’uomo adatto a rappresentare questa nuova formazione riappropriandosi così delle chiavi della città dopo oltre 25 anni. Se intende invece un senso più moderno del trasformismo, chi meglio di lui può rappresentarlo dato che ha cercato di nascondere il Partito Socialista di Civitanova dietro l’immagine di una, più spendibile politicamente, lista civica. Se cerca trasformisti dovrebbe piuttosto guardare a qualche suo ex fedelissimo, all’interno della Giunta (il riferimento è all’assessore Cristiana Cecchetti ndr) qualcuno che lo ha lealmente appoggiato finché era in auge, ma che ora lo ha abbandonato.Sulla mala gestione del caso partecipate invece mi chiedo: ma il Presidente dell’Atac non ce l’ha messo lui lì? Non fa parte della sua lista? Costamagna è solo vittima di se stesso».

Pierpaolo Borroni

Pierpaolo Borroni

Gongola sui dissapori nel centrosinistra Borroni di FdI: «A 6 mesi dal voto l’ex presidente del Consiglio Comunale Costamagna si accorge che Corvatta ha fallito. Forse perchè si è reso conto degli enormi errori della giunta di centrosinistra o forse per la tassazione o la quotidiana criminalità? Niente di tutto questo.  L’esponente di Uniti per Cambiare ravvisa tutto il fallimento di Corvatta e del Pd solo nell’epurazione decisa a tavolino nei sui confronti. Quindi solo per una questione politica e non per gli innumerevoli errori amministrativi. La giunta Corvatta dal nostro punto di vista è la peggiore degli ultimi 20 anni, ha svenduto Gas Marca, un capitale dei civitanovesi a cui  il centrodestra tra 6 mesi quando vincerà le elezioni dovrà porre rimedio. Ravvisiamo nel comportamento di Costamagna un’ipocrisia che solo raramente si è vista nel mondo politico di Civitanova Marche.


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