Soroptimist in campo nella giornata
contro la violenza sulle donne

Adelaide Pangrazi ha sostituito Christine Berthold alla guida del club maceratese

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Il passaggio delle consegne al club maceratese

 

di Donatella Donati

Il 7 ottobre 2016 ha avuto inizio il nuovo anno soroptimista che ha coinciso questa volta con il passaggio delle consegne da una presidente all’altra con carica biennale. A Christine Berthold austriaca ma italiana di sentimenti che ha guidato il club succede una nota personalità della cultura maceratese Adelaide Pangrazi che per anni ha insegnato italiano e latino al Liceo sociopsicopedagogico di Macerata. Adelaide è stata una delle alunne più brillanti del nostro Liceo classico e ha scelto come guida della sua vita l’amore per la classicità, tant’è che ha organizzato per l’Unitre corsi di cultura latina. Ma il Soroptimist la coinvolge completamente nella realizzazione di iniziative a favore delle donne e il fulcro del suo mandato sarà la battaglia contro la violenza insopportabile che colpisce tante donne.

Il primo progetto è la realizzazione presso la caserma dei carabinieri di “Una stanza tutta per sé”, un impegno comune del Soroptimist italiano e dell’Arma dei carabinieri per questa realizzazione secondo una convenzione firmata a livello nazionale. Stanno giungendo da varie parti d’Italia comunicazioni e inviti da parte dei club Soroptimist per le inaugurazioni di queste stanze riservate dove possono essere raccolte confessioni, deposizioni, richieste di aiuto e indirizzi. Adelaide Pangrazi fin dai primi giorni della sua carica si è mossa con grande impegno e con la lucida convinzione che se non si muovono le donne a favore delle donne pochi passi si possono fare contro la violenza maschile. Naturalmente ha affermato di cercare alleanze proprio con quei maschi che per cultura, rispetto dei diritti umani e conoscenza dei problemi si dichiarano solidali e collaborativi per la ricerca di soluzioni più appropriate. Già la past-president Christine Berthold aveva avviato rapporti con le istituzioni preposte con il Consiglio delle donne, l’Arma dei carabinieri, l’ospedale e la Procura, visto che parecchi altri club d’Italia avevano già ottenuto realizzazioni efficaci. La presidente Pangrazi ha ricevuto nella rivista “ La voce delle donne” dettagliate informazioni sui risultati ottenuti dai club e ha affermato che quello che conta è coordinare e mettere in rete le diverse istituzioni e competenze per dare risposte efficaci alle vittime che devono esser soprattutto informate su chi e a chi rivolgersi con la certezza della riservatezza.

sedie-vuoteIl 25 novembre a livello mondiale è stato individuato come il giorno della lotta contro la violenza sulle donne e il rosso di una poltrona o di un drappo indicherà nei luoghi pubblici che aderiscono che quella sedia aspetta qualunque donna che vuol parlare dei suoi problemi e delle sue paure prima che un coltello o un colpo di rivoltella o il getto di un acido o uno strangolamento interrompa la sua vita. Sono queste ultime le modalità più frequenti con le quali avviene la loro morte, una esecuzione senza processo, un gesto gratuito e selvaggio di violenza, un modo per manifestare una inferiorità morale e culturale posseduta dagli uomini che la praticano. E’ ingiusto trovare alleggerimenti o attenuanti, fino ad oggi si è cercato di capire, ma prima che la strage diventi di massa bisogna intervenire e uno degli interventi proposti è proprio quello di offrire presso l’istituzione dei carabinieri “Una stanza tutta per sé” nella quale le donne maltrattate possano rompere quel macigno di pregiudizi e di paure che spesso impedisce loro di protestare e denunciare. Alla nuova presidente del Soroptimist non si può che augurare che alla determinazione che mostra corrisponda una risposta altrettanto determinata delle istituzioni di cui è necessaria la collaborazione. Parleremo in futuro di questo anche mettendoci dalla parte del maschi perché, se ne lamentiamo la crudeltà, la violenza e l’ignoranza, dobbiamo pure riconoscere che non sappiamo offrire loro strumenti di prevenzione per arginare il fiume dei loro risentimenti. Torniamo perciò al discorso dell’educazione, della formazione a un rapporto di civiltà con l’altro sesso e soprattutto all’apprendimento a contenere la forza fisica mettendola sotto il dominio dell’intelligenza e del ragionamento, proprio quella capacità che distingue gli esseri umani dagli animali.


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