San Severino, 5 giorni dopo:
“Sembra di essere deportati”

SISMA - Le parole delle persone rimaste in città. L'insegnante Valeria Colafrancesco: "Temo che quanto accaduto possa essere la fine delle attività commerciali". Allestita cucina da campo dell'Ordine di Malta. Il sindaco Rosa Piermattei lavora dalla sede comunale trasferita in viale Biagioli e invita la popolazione a cessare l'invio di generi di prima necessità: "La mobilitazione ha interessato l'Italia intera"
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Posti letto allestiti nel palazzetto Ciarapica

Posti letto allestiti nel palazzetto Ciarapica

Crollo di una palazzina in viale Mazzini

Crollo di una palazzina in viale Mazzini

 

di Leonardo Giorgi

«La paura è tanta». Nel punto di accoglienza allestito nel palazzetto Ciarapica di San Severino sono ancora tante le persone che non possono o non vogliono andare a dormire a casa. Si tratta soprattutto di anziani e di molti non italiani che non avendo parenti o amici nel territorio non sanno dove appoggiarsi. I ritmi nel palazzetto sono ormai scanditi dagli stessi orari e movimenti. I pochi bagni da condividere, le docce con acqua calda solo per pochi minuti al giorno, i bambini sui tavoli vicino l’entrata che passano intere giornate a disegnare. E mentre la situazione è più calma rispetto alle ore frenetiche successive al devastante sisma di domenica scorsa, le conversazioni di tutti rimangono ancorate alle paure e le preoccupazioni di questi giorni.

 

Il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, e gli assessori Paolo Paoloni, Sara Bianchi e Vanna Bianconi al lavoro nella sede provvisoria del Comune in viale Biagioli

Il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, e gli assessori Paolo Paoloni, Sara Bianchi e Vanna Bianconi al lavoro nella sede provvisoria del Comune in viale Biagioli

«Tanta gente che era già in cassa integrazione è andata via col terremoto e temo che potrebbe essere la fine per tante attività commerciali del posto – racconta Valeria Colafrancesco, insegnante di scuola media e componente del comitato “Pro scuole sicure San Severino” -. Io non dormo in casa da diversi giorni e non so con certezza se la mia abitazione è agibile o meno. La paura è tanta. Ho il compito di proteggere i miei figli e sono preoccupata anche per la riapertura delle scuole. L’elementare Tacchi Venturi deve essere messa in sicurezza e l’agibilità non significa niente. Per quanto riguarda San Severino – conclude l’insegnante – la città dovrebbe diventare, a livello mediatico, il comune capofila del movimento di richiesta di sicurezza per le scuole».

Da ieri sera è attiva una cucina da campo gestita dall’Ordine di Malta nel parcheggio sottostante il palazzetto Ciarapica. Tra i presenti alla prima cena offerta dai volontari arrivati dall’Abruzzo anche persone che si sono ritrovate senza tetto nel giro di pochi minuti, in seguito ai sopralluoghi dei tecnici del Comune. «Sembra di essere deportati – commenta una giovane infermiera del posto -. Arrivano gli ingegneri a fare un veloce sopralluogo e in pochi istanti decidono se mandarti via o no. E’ terribile». Mentre molte delle persone sfollate nelle ultime ore hanno trovato appoggi alternativi e preferiscono lasciare il territorio per via delle continue scosse, alcuni vengono anche da lontano per visitare familiari anziani costretti a rimanere in città. «Sono venuto qui a San Severino per aiutare i miei zii, uno dei quali soffre di Alzheimer – racconta Roberto Ferretti della provincia di Teramo, anch’essa particolarmente colpita dallo sciame sismico degli ultimi giorni -. Mi è stato raccontato il panico che c’è in città. L’altra notte c’è stata l’ultima scossa di 4.8 e tanta gente nel palazzetto si è messa a urlare cercando di scappare dalla struttura». Nonostante la paura, c’è chi sottolinea l’importanza dell’impegno dell’amministrazione comunale negli ultimi giorni nel gestire l’emergenza. «San Severino reagisce grazie al lavoro del nostro sindaco – sottolinea Giorgio Soverchia, che non ha subito danni alla sua abitazione ma che, come molti altri in tutta la provincia, preferisce dormire in auto -. Sta dimostrando grande prontezza nonostante le tante difficoltà e la burocrazia». Tra le difficoltà del sindaco Rosa Piermattei anche l’inagibilità di maggior parte del palazzo comunale. La sede del Comune è stata trasferita in viale Biagioli, negli uffici della polizia municipale e del corpo forestale.

Da qui, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, invita i cittadini a sospendere le raccolte di generi di prima necessità da destinare ai terremotati settempedani. «In riscontro a un appello lanciato in queste ore – sottolinea il primo cittadino – abbiamo avuto una risposta che sicuramente non potevamo aspettarci. La mobilitazione della cittadinanza, cui l’appello era rivolto, ha superato i confini di San Severino ed ha interessato l’Italia intera. Come Amministrazione vogliamo ringraziare tutti, ma proprio tutti. Ci sono persone, enti, aziende che ci hanno fatto sentire un’unica famiglia. Un gesto bellissimo che ci ha riempito d’orgoglio. L’Italia è un Paese straordinario – conclude – e anche in questa situazione lo ha dimostrato. A nome di tutti i settempedani vorrei dire ancora grazie».

San Severino è una delle città più colpite dal terremoto di domenica scorsa

San Severino è una delle città più colpite dal terremoto di domenica scorsa

La cucina da campo dell'Ordine di Malta allestita nel parcheggio del palazzetto Ciarapica

La cucina da campo dell’Ordine di Malta allestita nel parcheggio del palazzetto Ciarapica

 

Nella zona rossa di San Severino: “Siamo ancora vivi”



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