Cessapalombo, il Giardino delle Farfalle
non c’è più (Video)

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Video di Stefano Ciocchetti

 

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La “Casa e Giardino delle farfalle” di Montalto di Cessapalombo, gravemente danneggiata dalla scossa di domenica mattina

 

(foto e video di Stefano Ciocchetti)

Patrizio Guglini e Fabiana Tassoni sono i gestori della “Casa e Giardino delle farfalle”, museo dedicato al mondo naturale e alla didattica per le scuole che si trova a Montalto di Cessapalombo, struttura gravemente danneggiata dopo la scossa di domenica mattina: è completamente inagibile. “L’abbiamo raccontata, ringraziamo il buon Dio che ci ha aiutato: per il futuro non vedo più la luce” dice Patrizio nella video intervista di Stefano Ciocchetti girata a Tribbio di Montalto. Oltre all’attività didattico museale, la Casa e Giardino della farfalle è il punto di riferimento del turismo attivo della zona: degustazioni di prodotti tipici locali all’interno di eventi culturali che hanno come punto di riferimento il territorio dell’alto maceratese, collante con gli agricoltori che si occupano di biologico e punto di partenza del touring che segna un passaggio dalla natura alla storia. Infatti, le scosse hanno messo la parola fine ad una gemma incastonata nel parco nazionale dei Sibillini.

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La chiesa del castello di Montalto di Cessapalombo gravemente danneggiata dal sisma

Montalto, che comprende gli abitati di Villa, Valle e Tribbio – il suo castello con il borgo fortificato e l’annessa chiesa di San Benedetto con affreschi di Giovanni Andrea de Magistris, il cui campanile è crollato (guarda il video girato con il drone da Stefano Ciocchetti) – è stato anche teatro di uno dei più terribili eccidi compiuto dai nazifascisti nella provincia, il 22 marzo 1944, durante la seconda guerra mondiale. Ora quella zona è deserta. “Le persone stanno facendo tutto con le loro forze – afferma Fabiana – lavorando con il turismo è difficile poter pensare nell’immediato. Questo terremoto ha colpito un territorio molto vasto, le tempistiche sono lontane per poter immaginare una stagione turistica il prossimo anno”. Patrizio, Fabiana e il piccolo Gabriele di tre mesi vivono una doppia vita. Tutto il giorno sono a Cessapalombo, poi tornano a dormire a Montappone. Non hanno intenzione di mollare. “Il mio appello è questo, rivolto a tutti, istituzioni e privati: questi luoghi sono stati vissuti per anni da popoli che ci hanno lasciato un bagaglio troppo importante per andare distrutto in pochi secondi. La voglia di far vibrare nell’aria una speranza di vita è l’unica via per poter continuare a dare un servizio, un sogno a coloro che vogliono conoscere il nostro territorio e dare sostentamento a chi ci abita e ama con passione il parco dei Sibillini. Siamo pronti a continuare, ma abbiamo bisogno di sostegno e di non essere lasciati soli. Non la vediamo più in tv la guerra, ora la sentiamo addosso ed è la realtà. Il miracolo è che non ci sono morti, ma la distruzione è la stessa e noi siamo vivi con un unico obiettivo, che deve essere condiviso da tutti: unirci per ripartire”.

la-villa-di-montalto-tendopoli-terremoto-30-10-2016-4A Cessapalombo, dopo lo sfogo del sindaco Giammario Ottavi all’indomani della scossa di domenica mattina (leggi l’articolo) la situazione è in fase di evoluzione. E’ il vice sindaco Giuseppina Feliciotti a fare il punto: “grazie alla Confindustria sono arrivate le stufe che avevamo richiesto e sono state distribuite nei tre centri d’accoglienza (al palazzetto, in località Valle di Montalto e a Monastero, ndr). Ci avevano promesso due tende riscaldate da trenta posti per la zona Valle, ne sono arrivate tre da dieci posti ognuna che stanno montando in questo momento: andremo avanti lo stesso. Questa notte è stata tremenda per via del vento – prosegue il vice sindaco di Cessapalombo – ma speriamo di continuare a far fronte all’emergenza come abbiamo fatto sinora. Stiamo facendo tutto, in gran parte, da soli e con le scosse continue e il pensiero delle case crollate o inagibili è dura rimanere calmi e tranquillizzare la popolazione. In oltre cento sono ospitati al palazzetto, compresi alcuni abitanti di Morico di San Ginesio, oltre sessanta a Valle di Montalto dove abbiamo tolto il tendone della Pro loco per permettere l’utilizzo di nuove tende”.

 

 

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