Centro sportivo federale,
l’attacco al progetto Gentili:
“Costoso e poco trasparente”

MONTE SAN GIUSTO - Tre consiglieri d'opposizione criticano la rimodulazione dei costi: "Si spende più di prima, è solo una scelta politica senza vantaggio per i cittadini"

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I tre consiglieri di “Progetto Monte San Giusto”, da sinistra: Romina Tortolini, Paride Castricini e Andrea Salvatori

Centro sportivo federale di Monte San Giusto, è polemica sulla trasparenza. Dopo le dichiarazioni da parte dell’assessore allo sport Mauro Spinelli sulla ripresa dei lavori e sui costi da sostenere (leggi l’articolo) intervengono i consiglieri del gruppo “Progetto Monte San Giusto” che attaccano l’amministrazione accusandola di poca chiarezza. «Nei giorni scorsi abbiamo appreso dalla stampa che sono riparti i lavori del centro federale – spiegano Andrea Salvatori ,Romina Tortolini e Paride Castricini – ma c’è poca chiarezza nei numeri e oscurità sull’avvio dei lavori assegnati alla ditta di Cesenatico. Nessun cartello che indica l’assegnazione dell’appalto e il direttore dei lavori. Ci avevano raccontato che il centro federale non serviva, che nel progetto della precedente amministrazione non c’era nulla di regolare, che si spendeva troppo». Il gruppo d’opposizione contesta anche le cifre messe sul piatto. «I conti non tornano – continuano i consiglieri –  La nostra impostazione era quella di realizzare un grande impianto, sul quale il Comune non doveva più mettere mano per 20 anni, sostenendo un costo fisso annuo di 60 mila euro, per un investimento complessivo di un milione e 200mila euro. Oggi, sindaco e vice ci parlano di risparmio di spesa dimenticando di dire che il centro costerà più di quello che sarebbe costato con il nostro progetto».

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Il progetto da realizzare secondo i tre consiglieri

I calcoli dei consiglieri sono i seguenti: «Circa 750mila euro di investimento – dicono – 90mila da restituire alla a.s.d. (società aggiudicataria dell’appalto), 15mila da spendere per le omologazioni e riomologazioni di due campi, 10mila all’anno per 8 anni per l’intaso dei due campi e inoltre il costo per finire il progetto come dall’inizio per asfalti, impianto illuminazione del secondo campo e sistemazione della recinzione esterna, in soli 8 anni, previsti nella “rimodulazione” Gentili, si supera di gran lunga l’importo iniziale, senza restituire ai nostri cittadini sevizi e opere. Se poi spalmiamo tali costi nell’arco dei 20 anni, quale sarà la durata del mutuo a carico del Comune, arriviamo a cifre vertiginose. E i costi per la manutenzione straordinaria? La verità è che la giunta Gentili voleva cancellare il progetto della precedente amministrazione unicamente per una sua scelta politica». Anche la modulistica non sarebbe corretta: « I 90 mila euro (di cui già 40 mila pagati) alla a.d.s. a che titolo sono stati e saranno rimborsati? – concludono Salvatori, Castricini e Tortolini –  Fino ad oggi il progetto è stato congelato e la convenzione siglata dalla a.d.s. con la precedente amministrazione non ha mai avuto attuazione. La documentazione fornitaci a giustificazione dei rimborsi non è completa né chiara. La nuova convenzione con la a.d.s a nostro avviso è al limite della legalità. Serviva una nuova gara di appalto ma non l’hanno fatta per evitare un contenzioso con la a.s.d.. Ma ora ci potranno essere altri contenziosi da parte di chi, pur avendone i requisiti, non ha avuto la possibilità di partecipare ad una gara di appalto per la gestione dell’impianto. Tutto a carico dei cittadini».


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