La stagione dei teatri
si apre con la lirica

SAN SEVERINO - Stasera "L'elisir d'amore" a palazzo Servanzi Confidati

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Palazzo Servanzi a San Severino

Palazzo Servanzi a San Severino

Oggi prende ufficialmente il via la stagione 2016-17 dei Teatri di Sanseverino con un doppio appuntamento. Alle 21 si inaugura la stagione lirica a palazzo Servanzi Confidati con “L’elisir d’amore”, melodramma giocoso con musica di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani (prima rappresentazione a Milano, teatro della Cannobiana, nel 1832). Le avventure d’amore di Adina e Nemorino, aiutati dal “medico” Dulcamara alla presenza del militare Belcore, rivivranno nell’interpretazione del soprano Giorgia Paci, del tenore Renato Cordeiro, del baritono Ferruccio Finetti e del basso Alessandro Battiato, diretti e accompagnati al pianoforte dal maestro Riccardo Serenelli e con scene e costumi curati da Villa inCanto. L’iniziativa nasce dalla collaborazione dei Teatri di Sanseverino con Edulingua, scuola di italiano per stranieri, e con la Fondazione Salimbeni, nella convinzione che l’opera lirica sia elemento fondante la cultura italiana e uno dei principali “ambasciatori” del Bel Paese nel mondo. A San Severino, dal Settecento al Primo Novecento, nei palazzi nobiliari venivano allestite versioni “adattate” di opere liriche all’interno di piccoli teatri privati. Palazzo Servanzi conserva a tutt’oggi uno di questi e da qui è partita l’idea di una stagione lirica a palazzo. Ingresso intero 18 euro, convenzionato (abbonati alla stagione di prosa, under 25 e over 65 e studenti Edulingua) 15 euro, ridotto (ragazzi under 14) 5 euro. All’ingresso può essere sottoscritto un abbonamento a tre opere: intero euro 50 euro, convenzionato 40 euro. La stagione lirica prosegue con La traviata (venerdì 10 febbraio ore 21) e Tosca (mercoledì 12 aprile ore 21).

Nel pomeriggio invece, alle 17 e con ingresso gratuito, nella sala del Consiglio del palazzo Municipale l’associazione Sognalibro propone una lettura per estratti dell’Orlando Furioso in occasione dei cinquecento anni della prima edizione del romanzo che Ludovico Ariosto scrisse nella casa dello zio Brunoro a Ferrara, in via Giuoco del Pallone. L’edificio oggi è di proprietà di Vittorio Sgarbi, in quanto appartenuto alla mamma Rina.


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