Tasse: c’è chi non paga dal 2003,
inviate 3mila ingiunzioni

CIVITANOVA - Le cartelle sono state spedite dalla Civita.s che conta di riscuotere circa un milione e mezzo di euro. I mancati saldi sono per Ici, Imu e Tari

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Il presidente della Civita.s Alessandro Brandoni

Il presidente della Civita.s Alessandro Brandoni

 

di Laura Boccanera

Riscossioni coatte di Imu, Ici e Tari: la Civita.s invia 3mila lettere di ingiunzione di pagamento. La società partecipata del Comune di Civitanova, che si occupa di riscossione tributi, ha dato mandato tramite gara pubblica alla I.c.a. di riscuotere le tasse non pagate. Un servizio che fino al 2011 faceva Equitalia e che poi ha però dismesso lasciando le pubbliche amministrazione libere di organizzarsi autonomamente. Lo annuncia il presidente della Civita.s Alessandro Brandoni: «Abbiamo dato esternamente l’incarico della riscossione coattiva e crediamo che il Comune dovrebbe incassare diversi milioni di euro». Difficile però al momento stimare a quanto ammonterebbe il credito totale dell’ente nei confronti dei privati che non hanno pagato le tasse. Secondo una prima stima, fatta sulla base della prima tranche di cartelle esattoriali inviate, ammonta a 1.592.509 euro. Si tratta di tributi dovuti e non pagati da parte di privati e aziende. 3mila le lettere di ingiunzione inviate in questi giorni per i crediti accumulati dal 2003 al 2011. «Le lettere sono partite ad inizio ottobre – aggiunge Brandoni – e tutte le cartelle sono rateizzabili. E’ l’ultimo avviso dal momento che la cartella arriva in alcuni casi addirittura dopo una decina di solleciti di pagamento. Questo è un intervento che facciamo per una maggiore equità fiscale. Se riusciamo a recuperare una parte consistente del credito potremmo abbassare la pressione fiscale». In caso di reiterato mancato pagamento scatteranno i sequestri e i fermi amministrativi. La presentazione dei dati è stata però anche l’occasione per fare il punto sulla situazione relativa alla riclassamento degli immobili civitanovesi segnalati dalla Civita.s al catasto: «Nel 2015 abbiamo recuperato 2.670 euro. Non è una cifra straordinaria – ammette Brandoni – ma è vero che l’operazione che abbiamo avviato è appena all’inizio e che in molti casi, come in quello delle ville dove le cifre sarebbero diverse, tutti i 10 casi segnalati sono bloccati a causa dei ricorsi inoltrati dai proprietari. Tuttavia per noi è motivo di vanto essere al primo posto tra i comuni della provincia di Macerata che hanno segnalato al catasto il maggior numero di immobili. Basti pensare che Macerata che è capoluogo, nel 2015 ha incassato per l’adeguamento alla classe catastale 1.941 euro. Stessa situazione di blocco anche per i terreni agricoli messi a fotovoltaico. Cinquanta i casi segnalati e ancora fermi per lungaggini burocratiche. Il Comune ha incassato invece 260mila euro per il fallimento della Civita Park. Il curatore fallimentare ha infatti risarcito la Civita.s per il mancato pagamento dell’Imu da parte della società quantificando il credito a 260mila euro che sono già stati versati».


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