Piante di marijuana in casa,
operaio in manette
APPIGNANO - La Guardia di finanza ha sequestrato 6 chili e 400 grammi di sostanza nell'abitazione di un 39enne, Sauro Sciarra. La droga avrebbe fruttato 50mila euro. Convalidato l'arresto, il gip ha disposto l'obbligo di firma
Coltivava marijuana in casa: oltre sei i chili di droga che i militari della Guardia di finanza hanno trovato a casa di un operaio di Appignano, in parte già pronta per esser venduta, in altra parte invece ancora in coltivazione o messa ad essiccare. L’uomo, Sauro Sciarra, 39 anni, è stato arrestato e si trova ai domiciliari.
Aumentare i controlli di quelle zone nell’entroterra che più si prestano traffici illeciti e a coltivazioni di marijuana: questa l’idea della Guardia di finanza che ha portato al sequestro di 6 chili e 400 grammi di marijuana.
I militari del Nucleo mobile della Compagnia di Macerata, comandata dal tenente Danilo Torti, in un quadro di attività svolte nel territorio di Appignano per il contrasto allo spaccio, hanno fermato, venerdì notte (ma la notizia si è appresa oggi) un’auto con a bordo un appignanese, Sauro Sciarra. Sulla vettura i militari hanno trovato della marijuana. Fatta questa scoperta i finanzieri hanno deciso di perquisire la casa dell’uomo. Ed è lì che i militari hanno trovato una coltivazione illecita di droga. Nel cortile di casa l’uomo, 39enne, coltivava due piante alte circa due metri. Il resto della droga era in fase di essiccazione. Oltre 6 chili di marijuana in tutto che, secondo una stima delle Fiamme gialle, avrebbe fruttato, una volta venduta, 50mila euro. Trovata la droga, Sciarra, un incensurato, è stato arrestato e messo ai domiciliari.
Questa mattina si è svolta la convalida dell’arresto davanti al gip Enrico Pannaggi del tribunale di Macerata. Sciarra, assistito dagli avvocati Massimiliano Cingolani e Laura Moretti, ha risposto alle domande del giudice. Il giovane ha detto che la droga l’aveva coltivata per uso personale. Ha detto che era il primo raccolto che faceva e che non credeva che i semi che aveva acquistato avrebbero dato una raccolta così grande. Il giudice al termine dell’udienza ha revocato gli arresti domiciliari e ha disposto l’obbligo di firma.
(Gian. Gin.)
(Servizio aggiornato alle 16,50)




E lasciatelo in pace
Beh complimenti un pollice verde da invidia
e che sara’ mai..andate a cercare li ladri li clandestini che ruba in casa , la gente che fa’ del male.i rom
serviva per cena