Inaugurata via Caduti sul lavoro,
morti bianche in aumento
Le foto della cerimonia a Macerata

MEMORIA - Questa mattina le celebrazioni della 66a Giornata nazionale. Nel 2016 già 26 vittime nelle Marche. Dopo la deposizione di una corona sul monumento di via Prezzolini, l'intitolazione della strada e la messa all'Immacolata sono stati consegnati i brevetti ai nuovi invalidi e i riconoscimenti alle famiglie di chi ha perso la vita per lavorare. L'Anmil: "Abbattiamo le barriere architettoniche". Il vice prefetto Volpe: "Numeri preoccupanti, bisogna dare al lavoro il valore costituzionale che merita"

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L’intitolazione della via Caduti sul lavoro

 

di Marco Ribechi

Una via dedicata ai Caduti sul lavoro e la promessa di abbattere le barriere architettoniche di Macerata. Si è conclusa con un’inaugurazione e un buon proposito la 66a Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Anmil. Questa mattina, alle 9 in via Prezzolini la prima cerimonia con l’intitolazione della via vicino all’ingresso dell’ufficio immigrazione, nel quartiere San Francesco. Una cerimonia simbolica che vuole ricordare, insieme alla vicina sede dell’Anmil e al monumento dei caduti sul lavoro anch’esso adiacente, che l’Italia è ancora deficitaria in termini di sicurezza visto che i valori degli incidenti sul posto di lavoro nell’ultimo anno hanno ripreso ad aumentare. Anche nelle Marche si registra il triste incremento e per il 2016 è previsto di superare la quota record registrata nel 2015 quando furono denunciati ben 11.310 infortuni.

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Da sinistra il vice prefetto Mario Volpe, il sindaco Romano Carancini e la deputata Irene Manzi

Il numero dei morti invece è già aumentato: dai 22 del 2015 siamo passati a 26 nel 2016 e l’anno ancora non è terminato. «Sono dati preoccupanti – dice il vice prefetto Mario Volpe alla sua prima uscita – Dobbiamo ricordarci che il lavoro è al primo posto della nostra carta costituzionale come valore fondante della Repubblica. Bisogna dedicare il massimo impegno per rispettare questo valore». Dopo l’intitolazione la cerimonia si è spostata di fronte al monumento delle vittime del lavoro, sempre in via Prezzolini, dove è stata depositata una corona commemorativa. In seguito l’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Romano Carancini e dall’assessore Narciso Ricotta, l’onorevole Irene Manzi, i rappresentanti dell’Anmil, molti volontari e le forze dell’ordine si sono recati in corso Cavour per la consueta messa nella chiesa dell’Immacolata. La chiesa ha sostituito la tradizionale sede del Duomo di Macerata, momentaneamente chiuso a causa dei danni del terremoto.

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Il monumento di via Prezzolini dedicato alle vittime sul lavoro

 

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Il presidente territoriale dell’Anmil Silvano Mercuri e la vice presidente Maria Pia Azzurro

Dopo la funzione religiosa la consegna delle pergamene alle famiglie dei caduti sul lavoro del comune di Macerata dal 1980 al 2016. Ben 63 le vittime ricordate. «Ci si chiede se è ancora utile celebrare questa giornata visto che i dati continuano a peggiorare – dice il primo cittadino – Ma l’impegno per migliorarsi deve essere sempre tenuto a mente. La normativa è ricca ma sia nei datori di lavoro che nei lavoratori spesso non c’è la consapevolezza sufficiente. Bisogna passare dalla norma alla pratica ma certamente tutte queste nuove forme di contratto non aiutano a mantenere il controllo del dato».

L’Inail ha invece consegnato i nuovi brevetti e i distintivi d’onore ai nuovi invalidi del 2016. Tra i presenti Costanza Pugini, Gino Chiacchiera e Maurizio Silvestri. Oltre al certificato è stato donata a tutti una litografia dell’artista Giovanni Colucci. Silvano Mercuri, presidente territoriale Anmil spiega: «E’ giusto che lavoratori e cittadini operino in una situazione di parità e sicurezza. Gli invalidi che rappresentiamo chiedono di migliorare la condizione delle barriere architettoniche, per cui Macerata si trova al 52° posto in Italia. In particolare nei sottopassaggi di corso Cavour dove l’accesso è veramente proibitivo. Anche questo è un segno di attenzione nei confronti di chi ha perso la salute o la mobilità a causa di un incidente». La giornata si concluderà con un pranzo sociale.

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Costanza Pugini ritira il brevetto

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Gino Chiacchiera ritira il brevetto

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Maurizio Silvestri ritira il brevetto

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I famigliari di Mario Pannelli

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Una famigliare di Alduino Medei

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Una famigliare di Giovanni e Pierino Mozzoni, entrambi caduti sul lavoro

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Il ritiro della pergamena di Anselmo Medei

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Una parente di Gianfranco Raschia

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Narciso Ricotta, Angelo Sciapichetti e Irene Manzi a rappresentare rispettivamente amministrazione comunale, regionale e nazionale

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Una delle tre opere donate durante la celebrazione

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