Una via intitolata a Celeste Orizzondi,
coraggiosa contadina della Grande guerra
GAGLIOLE - Il tratto dedicato alla donna collega via Bottacchiari con via Chierichetti. Nata nel 1881 e madre di due figlie, morì prematuramente a 35 anni dopo essersi dedicata con tenacia alla sua famiglia. Nel 1916 fu insignita della medaglia d'oro alla memoria
Una nuova via, intitolata ad una donna esemplare e coraggiosa, Celeste Orizzondi medaglia d’oro alla memoria, sacrificatasi per il bene della sua famiglia. E’ stata intitolata questo pomeriggio a Gagliole la nuova via Orizzondi, che collegherà via Bottacchiari con via Chierichetti. Fino ad oggi il tratto non era indicato con un nome preciso e per questo ben si è prestata ad una nuova intitolazione. L’iniziativa è stata voluta dall’associazione culturale Settimia Spizzichino e l’Istituto storico della Resistenza di Macerata (Isrec), con il patrocinio dell’amministrazione comunale. «Crediamo che proprio in questo anno, nel quale ricorre il 70esimo anniversario dell’ammissione al voto per le donne, l’intitolazione di una via del nostro paese ad una donna nostra concittadina che si è distinta nel passato per la sua devozione alla famiglia, al lavoro, alla patria – affermano gli organizzatori – possa essere non solo un richiamo al premio che già le fu assegnato dal governo italiano nel lontano 1916, ma anche un forte segno di riconoscimento verso il ruolo delle donne nella società odierna».
Celeste Pignotti nacque nel 1881 a Gagliole, sposò il matelicese Francesco Orizzondi e tornò ad abitare a Gagliole nel 1907 in via Casetre 81. Qui nacquero nel 1908 la figlia Maria e quattro anni dopo la figlia Elisa. Il marito Francesco venne chiamato alle armi nel 1915, per la prima guerra mondiale e lasciò la famiglia. La moglie, contadina forte e tenace rimase a portare avanti la famiglia. Morì a soli 35 anni l’8 agosto del 1916. Venne ritrovata alle 17,30 in località Fontanella, lasciando le due figlie di otto e quattro anni. All’epoca le donne che producevano molto in agricoltura ricevevano un premio. La donna si distinse per la sua tenacia e fu ricordata con la medaglia d’oro alla memoria: “Rimasta sola durante la prima guerra mondiale, con due piccole bimbe, coltiva un un fondo di 5 ettari che produce come sempre, e più se possibile, finchè essa cade, come un eroico combattente immolando se stessa alla famiglia ed alla patria» recita il documento che riporta la motivazione per l’attribuzione della medaglia d’oro di cento anni fa. La storia di Celeste è stata ricostruita da Annalisa Cegna, direttrice dell’Isrec di Macerata.


