Bocce e solidarietà,
il Santo Stefano fa strike

PORTO POTENZA - Gli operatori dell'istituto hanno organizzato la "Giornata dell'amicizia", torneo per persone disabili. Prima classificata la "Casa Penelope" di Fano

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bocce“Complimenti per questa manifestazione, per come è stata organizzata e per la lodevole finalità”. Con queste parole Romolo Rizzoli, presidente nazionale della Federazione Italiana Bocce, ha salutato il torneo di bocce per persone disabili che si è svolto presso la bocciofila di Porto Potenza. La “Giornata dell’amicizia” è stata organizzata dagli operatori dell’Istituto Santo Stefano (il servizio degli educatori e la coordinatrice Patrizia Baiocchi) con il supporto dell’istituto stesso, il patrocinio della Fondazione Santo Stefano-Divina Provvidenza del presidente Mario Ferraresi, del Comune e dell’Associazione sportiva dilettantistica Bocce Porto Potenza Picena. Un’edizione, la quinta, del tutto particolare e prestigiosa proprio per la presenza del vertice nazionale della federazione ma anche per la concomitante presenza (dovuta ad un raduno che si è tenuto in serata a Pesaro) del presidente regionale Andrea Evangelisti e di quello provinciale Angelo Scocco. Presente anche l’assessore del Comune di Potenza Picena Luisa Isidori e il presidente della Pro loco Porto Potenza Silvano Donati. Una kermesse di sport ma soprattutto di solidarietà che anche quest’anno ha visto tante società sportive e associazioni presenti, 23 il totale provenienti da tutto il territorio marchigiano, i cui atleti hanno gremito la bocciofila portopotentina per tutta la mattinata nel corso della quale oltre 200 ragazzi e ragazze disabili hanno gareggiato sulle gance portopotentine. Al termine della manifestazione, premiazioni di rito e conviviale conclusiva. La competizione è stata vinta da “Casa Penelope” di Fano, seconda l’Anffas Conero e terzo classificato “Girasole” di Staffolo. “Ma a vincere è stata la solidarietà”, dice Mario Ferraresi, Presidente della Fondazione Santo Stefano-Divina Provvidenza, nelle cui intenzioni c’è proprio sviluppare l’attività sportiva integrata dei disabili e creare un polo sportivo, ricreativo e culturale, in quell’area di via Rossini dove vertono la sede della fondazione, la bocciofila, i campi da tennis e da calcetto.

Nelle foto alcune delle squadre protagoniste

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