A Dante Cecchi il papa disse:
“Siamo entrambi uomini di penna”
MACERATA - Il professore del sorriso ‘in scena’ al Lauro Rossi, sabato alle 16. Il volume che lo ricorda (“L’avventura di un intellettuale nelle Marche del Novecento”) sarà distribuito gratuitamente fino all’esaurimento delle copie. Allì Caracciolo presenta: “Pianto delle Marie della Marca di Ancona (sec. XIII)”
Il ritorno del professore del sorriso. Domani alle 16 (ingresso gratuito) al teatro Lauro Rossi, il ricordo di Dante Cecchi con la presentazione del libro: “L’avventura di un intellettuale nelle Marche del Novecento”, stampato a cura del Consiglio regionale delle Marche, del Comune e del Centro Studi storici maceratesi (il volume sarà distribuito gratuitamente). Partecipano Alberto Meriggi, Antonio Mastrovincenzo, Romando Carancini, Luigi Lacchè, Gilberto Piccinini, Angiola Maria Napolioni. Maria Rosaria Del Balzo Ruiti, Francesca Bartolacci, Giammario Borri, Carlo Capodaglio, Giovanni Cecchi, Adriano Ciaffi, Nazzareno Gaspari, Fabio Macedoni, Anna Maria Tamburri e Maurizio Verdenelli.
Ci sarà spazio anche per la rappresentazione vocale e strumentale: “Pianto delle Marie della Marca di Ancona (sec. XIII)” trascritto da Dante Cecchi. Interpreti: Allì Caracciolo, Maria Novella Gobbi, Piergiorgio Pietroni, Adriano Taborro.
L’avventura, intensa, dal dopoguerra fino a pochi anni fa (nel 2015 la morte) del migliore rappresentante “della più bella gioventù maceratese” uscita dalla guerra sarà rivissuta attraverso testimonianze molteplici a sottolineare la poliedricità del professor Cecchi, docente nei licei e poi all’università, commediografo, scrittore, ricercatore, banchiere, amministratore pubblico. Nessuno come lui. Con la sua uscita di scena, il tramonto di un capoluogo che ‘fu granne’ prima di un drammatico giro di vite iniziato a metà dagli anni 80 con il primo caso Carima. Da presidente della ‘banca dei maceratesi’, Cecchi fu ricevuto da san Giovanni Paolo II che gli disse con un sorriso: “Siamo uomini di penna”, quasi ad indicare che il banchiere e il papa erano prima di tutto uomini di cultura. Se ne dimenticò il ‘Professore’ quando, tempo dopo, qualcuno gli chiese se fosse per caso ‘parente di tal Cecchi, pollivendolo di Gualdo’. Dante, con un sorriso e il consueto lampo d’ironia, gli rispose: “No, tuttavia siamo io e lui (che non conosceva ndr) entrambi uomini…di penna”.
