Spese facili, Sciapichetti: “Incubo finito”
Capponi “Di 100 mi resta una contestazione”

INDAGINE IN REGIONE - Su 66 imputati 60 sono stati prosciolti o assolti. Tra chi è stato rinviato a giudizio c'è comunque soddisfazione. Il sindaco di Treia: "La maggior parte delle accuse è caduta per tutti, restano cose marginali da chiarire con i testimoni". Enzo Marangoni: "Vado a processo per piccole cose, su cui la Corte dei conti già mi ha archiviato"

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di Gianluca Ginella

Per alcuni, assolti o prosciolti con non luogo a procedere, è finito un incubo. Per altri è finito al 90% perché la maggior parte delle accuse sono cadute già all’udienza preliminare per le spese facili in Regione (leggi l’articolo). Una indagine che era parsa una tempesta sulla politica marchigiana quando era emersa: con 66 tra amministratori ed ex amministratori regionali, capigruppo, consiglieri ed ex consiglieri finiti nell’inchiesta della procura di Ancona per presunte spese non giustificate. Una vicenda che si è di fatto enormemente ridimensionata alla luce della sentenza di oggi dove sono stati assolti con formula piena i 5 imputati che avevano scelto il rito abbreviato ed è stato dichiarato il non luogo a procedere dal gup Francesca Zagoreo per altri 55 imputati. E anche chi è stato rinviato a giudizio dovrà rispondere limitatamente ad alcune delle accuse che venivano contestate all’inizio. Tra chi è stato prosciolto c’è l’attuale assessore regionale Angelo Sciapichetti.

Gli avvocati Nicola Perfetti e Gianfranco Formica

Gli avvocati Nicola Perfetti e Gianfranco Formica

«E’ finito un incubo – dice -, sono stato convinto che il gruppo Pd avesse rispettato la legge e oggi lo dice anche il giudice Zagoreo. Finalmente è finita una odissea durata troppo a lungo, 3 anni e mezzo. E questa è anche la dimostrazione che bisogna credere sempre nella giustizia perché prima o poi la verità viene fuori». Sulla vicenda interviene anche il legale di Sciapichetti, l’avvocato Gianfranco Formica: «Se la procura, anziché sparare nel mucchio, avesse minimamente esaminato le carte riguardanti lo Sciapichetti, si sarebbe senz’altro evitato questo passaggio davanti al gup, con il conseguente pesante ed ingiustificato danno di immagine. Pazienza.

L'assessore regionale Angelo Sciapichetti

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

Ora, però, dopo la Corte dei conti, anche un giudice penale, particolarmente attento e rigoroso, ha confermato la ineccepibilità del comportamento del mio assistito, cosa di cui i suoi elettori – e non solo io – non avevano alcun dubbio». Soddisfazione esprime anche l’avvocato Gabriele Cofanelli, legale di Fabio Pistarelli (per lui è stato dichiarato il non luogo a procedere): «siamo estremamente soddisfatti, si è trattato di un’indagine complessa, abbiamo presentato una memoria di 60 pagine giustificando tutte le fatture, una ad una.

 

Franco Capponi

Franco Capponi

Fortunatamente il gup ha riconosciuto che ogni spesa era giustificata». Tra chi invece è stato rinviato a giudizio c’è il sindaco di Treia, Franco Capponi. «Sono contento di come è andata l’udienza – dice –. Avevo circa cento contestazioni, me ne rimane da chiarire una che non era possibile chiarire con le controdeduzioni ma occorre sentire i testimoni e per questo servirà il processo». Sulla contestazione, spiega: «Erano i doni di Natale a tutti i dipendenti del gruppo, era una spesa del gruppo che guidavo. Una spesa autorizzata e prevista dalla legge. Ripeto, sono molto contento. La sentenza ha assolto tutti tranne sei che non hanno potuto chiarire alcune cose con le carte e dovranno farlo con i testimoni». A giudizio è stato rinviato anche Francesco Massi Gentiloni Silveri: «Sono soddisfatto al 90 per cento, anche se mi resta un pizzico di amarezza per un’inezia che è una spesa che mi viene imputata come capogruppo e che rientra tra le spese di ristorazione». A giudizio, al processo che si aprirà il 6 dicembre al tribunale di Ancona, anche Enzo Marangoni, ex consigliere regionale: «Premesso che sono sicuro che in generale tutte le spese fatte dal consiglio, perlomeno nella legislatura dove c’ero io, sono legittime, siamo lontanissimi dal caso di altre regioni. E la sentenza di oggi lo conferma: 60 su 66 sono stati proscioglimenti pieni. Sei su 66 sono stati prosciolti per quasi tutto, ma per piccole cose marginali sono stati rinviati a giudizio – dice Marangoni –. Una considerazione più specifica: questo è un processo chiuso per tutti. Ma ce n’è un altro in corso, quello alla procura generale alla Corte dei conti. Quello contabile.

Enzo Marangoni

Enzo Marangoni

Per quanto riguarda questo procedimento è ancora in piedi per la maggior parte dei 66 prosciolti, e si è chiuso per una ventina circa, fra cui il sottoscritto. La mia posizione è stata archiviata, senza, tra l’altro, che io abbia refuso il denaro, c’è chi invece ha deciso di restituire il denaro, ed è una cosa lecita. Tra le cose per cui mi hanno archiviato ci sono anche quelle per cui oggi sono stato rinviato a giudizio. Quindi – continua Marangoni –, vedo il bicchiere mezzo pieno e allo stesso tempo mezzo vuoto. Sono soddisfatto perché sono stato prosciolto al 90% ma per quel 10% un altro organo dello Stato mi ha già archiviato e sottolineo che la Corte dei conti valuta il dolo, il danno erariale e la colpa grave. C’è un organo dello Stato che dice che non vale nemmeno la pena di andare a processo, e ce n’è un altro che mi rinvia a giudizio. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché».


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