Zero alcol in via Morbiducci:
“No all’ordinanza xenofoba”
ma il divieto rimane

MACERATA - I consiglieri di Macerata Bene Comune Gabriella Ciarlantini ed Enzo Valentini hanno chiesto la revoca della restrizione che impedisce la vendita di alcolici al negozio gestito da nigeriani: "Diventa un capro espiatorio". Irremovibile l'assessore Mario Iesari: "Rispetto delle regole Rimarrà fino alla fine". Approvato l'odg sullo sgombero del museo del Cavalier Prato in via Roma. Maurizio Mosca (Città Viva): "Una discarica a cielo aperto. Ci ridono tutti dietro"
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Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini di Macerata Bene Comune

di Claudio Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

Coprifuoco in via Morbiducci: l’amministrazione comunale non torna indietro. A ribadire il divieto di somministrare alcolici dopo le 20 e di consumarli in strada fino alle 6 del mattino è l’assessore alla Sicurezza Mario Iesari sollecitato da un’interrogazione dei consiglieri comunali di Macerata Bene Comune, Gabriella Ciarlantini ed Enzo Valentini che hanno chiesto di revocare l’ordinanza entrata in vigore lo scorso 6 giugno. Un atto disposto dopo le lamentele per schiamazzi notturni dei residenti e alcuni interventi da parte della polizia nella zona dove sorge l’attività commerciale gestita da titolari nigeriani e colpita da un incendio doloso nel marzo 2015.

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L’assessore alla Sicurezza Mario Iesari

Alla base delle perplessità dei due consiglieri di maggioranza ci sono i presupposti di necessità, contingibilità ed urgenza necessari all’emanazione dell’atto restrittivo. Un divieto disposto dal sindaco Romano Carancini (lo scorso 31 maggio) e valido fino al 3o settembre che nell’interpellanza presentata da Ciarlantini «avalla atteggiamenti xenofobi» contemplando «un approccio populista in contraddizione con l’operato dell’amministrazione in termini di sicurezza». «L’ordinanza – ha continuato Ciarlantini – va a colpire le aggregazioni in sè e tocca un solo esercizio commerciale che così un capro espiatorio. Ci sembra inadeguato e inopportuno visto l’incendio che ha colpito il negozio e per cui è in corso un’indagine per reato doloso a sfondo razziale». Irremovibile l’assessore Iesari: «Siamo convinti di mantenere l’ordinanza fino alla fine del periodo. Sin dall’inizio abbiamo dialogato con i residenti, i titolari del negozio e gli opinion leader delle comunità che spesso si trovano a sostare in quell’area. Siamo stati chiari e volevamo rispetto delle regole. L’azione scelta è orientata soprattutto a prevenire il consumo di alcol che contribuisce ai comportamenti ravvisati dai residenti e in più occasioni dalle forze di polizia. L’ordinanza ha scopo preventivo e non emergenziale tanto che abbiamo cercato di ridurre al minimo anche l’impatto sull’attività economica».

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Maurizio Mosca di Città Viva

Diverso esito ha avuto l’ordine del giorno di Maurizio Mosca (Città Viva) e Paolo Renna (Fdi) sul museo all’aperto di Franco Prato (meglio noto come Cavaliere) in via Roma. L’atto che invita l’amministrazione a limitare o sgomberare la porzione di terreno occupata dagli oggetti accumulati nel corso del tempo è stato approvato con 19 sì e 5 astenuti. «La zona assomiglia ad una discarica – così Mosca – Le condizioni igieniche sono indegne e figuriamoci cosa possa accadere in seguito a possibili smottamenti specie con le piogge di questi tempi. Alla Salvini prenderei una ruspa e butterei giù tutto. Il comune intervenga affinché ci sia un contenimento del fenomeno. Invito l’amministrazione e il Consiglio a parlare di un tema di cui la gente ride».

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Paolo Renna (Fdi)

«Nessuno ce l’ha con il cavalier Prato e anzi invito l’amministrazione a dare uno spazio in gestione – è la posizione di Paolo Renna (Fdi) – Ma la situazione è vergognosa. Quella è una discarica abusiva. La legge parla chiaro». In difesa del decoro urbano anche il capogruppo del Pd Maurizio Del Gobbo: «Auspico che ci sia l’intenzione di trovare una collocazione meno impattante sul materiale raccolto nel corso degli anni». Situazione «pericolosa per l’inquinamento» secondo Ivano Tacconi (Udc). Le richieste sono state accolte dall’amministrazione che annuncia interventi sul caso.

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La situazione in via Roma

«Era stato un problema a cui in passato si è cercato di dare una soluzione con l’utilizzatore ( la proprietà è della ferrovia) – ha chiarito l’assessore all’Ambiente Mario Iesari – Ci sono le condizioni per intervenire sull’area riducendone l’impatto. La strada da percorrere è quella della sicurezza stradale per ridurre lo spazio occupato in quel tratto. La sottoporremo alla provincia con l’obiettivo di ridurre magari attraverso un’ennesima interlocuzione e condivisione con l’utilizzatore. Credo che negli ultimi tempi l’installazione abbia superato dei limiti a scapito della sicurezza stradale. Interveniamo quindi in questo senso».



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