Distretti turistici:
la Regione si dimentica del Maceratese
Lo scopo del provvedimento è quello di attrarre risorse economiche ministeriali da investire nel territorio. Escluse Macerata, Civitanova, Camerino, San Severino, Tolentino e Treia

Turisti in piazza della Libertà, a Macerata
La Regione definisce i distretti turistici ma si dimentica la provincia di Macerata. Il 29 giugno la giunta regionale ha definito con un provvedimento quali sono le aree che rientrano nei cosiddetti distretti turistici, cioè quelle a cui verrà data priorità economica in termini di riqualificazione e rilancio dell’offerta turistica a livello nazionale e internazionale. Il termine ultimo per la definizione dei distretti era il 20 giugno. Gli altri capoluoghi invece figurano tutti. Ancona è stata inserita nel distretto turistico “Riviera del Conero e colli dell’infinito”, Pesaro in quello denominato “Marca pesarese”, Fermo in quello “Fermano”, Ascoli nelle “Marche Picene”. Della provincia di Macerata si trova traccia solo nell’area della riviera del Conero e dei Colli dell’infinito (dove si sono inseriti Porto Recanati, Recanati e Potenza Picena) e nelle “Marche Picene”( dove si è inserito Monte san Martino). Nessuna traccia, quindi, né di Macerata, né di Civitanova, Camerino, San Severino, Treia e Tolentino, tutti comuni a vocazione turistica. Lo scopo dei distretti è quello di attrarre risorse economiche ministeriali da investire nel territorio per realizzare infrastrutture, formare il personale, promuovere le nuove tecnologie e semplificare le procedure amministrative. Tutti step insomma che rendono il turismo, spesso definito come motore dell’economia, uno strumento concreto di rilancio del territorio.
(Fe. Nar.)
E’ la dimostrazione solita che noi contiamo come il due di coppe. Portiamo voti alla cosiddetta Sinistra (PD e Sel) e poi ce lo mettono sempre in quel posto. Quando sarà che buttiamo a mare PD e Sel e inizieremo a saperli ricattare?
Ancora una volta i nostri Consiglieri Regionali e l’assessore Sciapichetti non hanno fatto niente? Non contiamo niente, quando si vota c’è da ricordarsi. Ma le logiche del voto sono altre. Grande amarezza.
Spero che almeno il nostro sindaco Carancini si faccia sentire ad alta voce.
Un po’ d’orgoglio, le grandi rivoluzioni culturali mica han bisogno di certi aiutini.
Chiedetevi perche