John Phillips a Unimc:
“Posti così non ci sono in America”
VISITA - L'ambasciatore Usa a Macerata per una lezione a Giurisprudenza stupefatto dalla storia e dalla cultura del nostro territorio. In precedenza era stato a Palazzo Raffaello: il presidente della regione Ceriscioli ha annunciato un viaggio di tre giorni a Washington
di Gabriele Censi
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Circondato da un grande cordone di sicurezza, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John Phillips, è stato accolto nel pomeriggio a Macerata dal rettore Luigi Lacchè all’interno dell’antica sede di Unimc. Un ateneo che l’avvocato, indicato come uno dei cento legali più influenti d’America dal National Law Journal, ha chiesto espressamente di visitare durante il suo tour marchigiano. “Non abbiamo nulla di simile in America” – ha detto ammirando le stanze e gli arazzi nel dipartimento di Giurisprudenza. Ad attenderlo una decina di studenti scelti per ascoltarlo sui temi della riforma della giustizia e il futuro della professione. Il direttore di Giurisprudenza dell’università Ermanno Calzolaio ha coordinato la lezione straordinaria a cui non sono mancati anche i rappresentanti istituzionali. Doni per il diplomatico sono stati consegnati dal presidente della Provincia Antonio Pettinari e dal sindaco Romano Carancini. Il rettore ha donato anche una maglia con lo stemma Unimc che ha strappato un sorriso all’ospite americano. Presenti anche i docenti del dipartimento, il direttore generale dell’Ateneo Mauro Giustozzi e l’imprenditore Maurizio Vecchiola.
John Phillips è in Italia come ambasciatore degli Stati Uniti dal 2013, i suoi bisnonni emigrarono dall’Italia agli inizi del ‘900 e “americanizzarono” il nome della loro famiglia, cambiandolo da Filippi in Phillips. Nel corso della sua carriera legale egli ha seguito con successo molti casi di tutela ambientale, diritti civili e dei consumatori, di frodi e responsabilità aziendali. In particolare, Phillips ha svolto un ruolo significativo nel programma di protezione dei Whistleblower, creato per incoraggiare cittadini privati a denunciare le truffe messe in atto dalle aziende in cui lavorano contro la pubblica amministrazione.
Stupefatto dalla storia e dalla cultura del nostro territorio, affabile, disponibile, autenticamente interessato al confronto con i giovani. Così si è dimostrato l’ambasciatore. “Grazie per avermi invitato in questo splendida città, per me è un grande piacere scoprire tali tesori del passato”. Quindi rivolto ai giovani aspiranti avvocati e giudici della professione legale: “Mi sono laureato in legge 47 anni fa – ha detto -. E c’è un ragione se ho scelto questi studi: essere un avvocato ti permette di fare molte cose per rendere il mondo un posto migliore”. Phillips ha quindi ripercorso brevemente la sua carriera legale, nel corso della quale legale ha seguito con successo molti casi di tutela ambientale, diritti civili e dei consumatori, di frodi e responsabilità aziendali.

“Pensate a cosa volete fare con la vostra carriera – ha proseguito, rivolgendosi al pubblico più giovane -, non abbiate paura di correre rischi. Sono molto orgoglioso di essere ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. Sono stato nominato dal presidente Obama tre anni fa. Sento un forte legame con l’Italia. Da qui i miei bisnonni emigrarono, si chiamavano Filippi. E’ una forte emozione oggi rappresentare gli Usa qui”. Ha quindi risposto alle domande degli studenti, dopo averli incoraggiati, per rompere il ghiaccio: “Ci deve essere sempre un primo”.Il diplomatico statunitense ha voluto espressamente organizzare un incontro con gli studenti di Giurisprudenza. “Per noi è un grandissimo onore – ha commentato il rettore Luigi Lacchè -. I ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con un esperto di altissimo livello”.
Prima della visita maceratese l’ambasciatore era stato ad Ancona. A palazzo Raffaello ha incontrato Luca Ceriscioli. “E’ un vero piacere visitare questa splendida regione. Spero di tornare ancora”. ha scritto sul libro d’Onore della Regione. Il presidente delle Marche aveva già conosciuto Phillips nel corso della mattina durante la visita allo stabilimento Pfizer di Ascoli Piceno. In serata l’amichevole colloquio è proseguito nell’ufficio di Ceriscioli e poi a cena. L’ambasciatore, che ha visitato alcune aziende del posto, si è dichiarato molto colpito dalle eccellenze marchigiane e molto interessato ai vari aspetti delle produzioni. “Le maestranze che ho visto all’opera – ha commentato – mi hanno colpito per l’assoluta attenzione alla qualità. Ho avuto modo di capire perché il made in Marche è così apprezzato nel mondo”. Il presidente Ceriscioli ha quindi illustrato all’ambasciatore le peculiarità della regione e le opportunità di investimento per le aziende americane interessate sia nel settore della meccanica, della logistica e delle infrastrutture (porto e aeroporto) che nel settore moda-calzature e agroalimentare ricordando come le Marche siano grandi esportatrici di vini negli Usa. Ceriscioli in conclusione ha annunciato che lunedì 16 maggio sarà negli Usa in missione per tre giorni con gli Enti Bilaterali del Turismo e del Commercio di Pesaro e Urbino. Un viaggio a Washington che coglie l’occasione dell’Urbino Press Award, il premio dell’Italia per la stampa americana. Oltre agli incontri istituzionali legati al riconoscimento giornalistico, sono previsti appuntamenti per il settore turismo, economia, università.















Nel marzo 2014 il Presidente USA Barack Obama venne in Italia e tra l’altro fece visita, in forma privata, al Colosseo. Entusiasmato da tanta magnificenza a un certo punto esclamò: “È straordinario, incredibile. E’ più grande di alcuni stadi di baseball dei nostri giorni!”.
E nessuno ha pensato di fare l’imitazione del bue come Alberto Sordi? Che peccato…
Ci sarebbe voluto anche un Totò, col doppio sesterzo ritrovato accanto al columnum tra le macerie di pietra vecchia, https://www.youtube.com/watch?v=MM5QNDsUZh8 .
Ha ragione a cambiare….
Dopo le innumerevoli mission in Cina del vecchio Governatore il nuovo ha giustamente cambiato.
Basta con la Cina, del resto Matteo Ricci è una scusa troppo abusata.
Ora leviamo le ancore e facciamo vela verso il Nuovo Mondo: basta lombrichi fritti e cavallette in salmì…. Adesso andiamo, sempre a spese pubbliche of course, a fare promozione negli Stati Uniti: bistecca e fagioli, perdinci!!
Per Cerasi. In realtà l’ambasciatore, intervistato sulla propensione agli investimenti nelle Marche, ha espresso perplessità considerata la lentezza del sistema giudiziario e la farraginosità del sistema fiscale italiani.
Sembra che l’ambasciatore abbia dichiarato: ” Le Marche mi piacciono, ma non mi fido dei ” ciauscoli ” che sono tanti e di molti non c’è da fidarsi perché falsi.