Sciapichetti: “No all’inceneritore,
Bisonni non vuole capire”

Bocciata in consiglio la mozione dell'ex M5S che chiedeva un impegno della Regione a dire no all'impianto sotto qualsiasi forma. L'assessore all'Ambiente ha ribadito la posizione della giunta criticando il consigliere
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Il consigliere regionale Sandro Bisonni

Il consigliere regionale Sandro Bisonni

di Monia Orazi

Bocciata con 17 voti contrari, 3 astenuti e sette favorevoli, la mozione di Sandro Bisonni che chiedeva l’impegno della Regione a dire no “all’incenerimento di rifiuti sotto qualsiasi forma”. Approvata invece con 26 voti favorevoli, la risoluzione sul tema proposta dal consigliere Andrea Biancani, presidente della commissione Ambiente, insieme ad altri esponenti della maggioranza. Ribadita la contrarietà alla realizzazione di impianti di incenerimento e termovalorizzazione sul territorio regionale e la necessità di ridurre i rifiuti ed aumentare la raccolta differenziata. Per Bisonni lo scorso 4 febbraio la Regione ha cambiato parere, passando dal no al sì, senza aver ricevuto un mandato in tal senso dall’assemblea regionale, che a dicembre si era chiaramente espressa per il no. Riguardo all’emendamento che prevede la possibilità di accordi tra Regioni per smaltire i rifiuti, bruciandoli altrove, secondo Bisonni “che si stringano tali accordi non è scontato, portare rifiuti in Toscana avrà impatto ambientale, nel verbale della conferenza del 4 febbraio non c’è mezza parola che questi accordi evitano con certezza la realizzazione di un inceneritore nelle Marche. Mi auguro sia falsa la notizia che oggi alla Camera sia stato presentato un decreto legge sugli inceneritori, che ne prevede uno nelle Marche, il presidente ha tradito il mandato dell’assemblea”.

L'assessore regionale Angelo Sciapichetti

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

Bisonni ha calcolato in nove milioni di euro, il costo dell’eventuale trasporto di 379 milioni di tonnallate di rifiuti, finiti in discarica nel 2014, in Toscana. Il presidente Luca Ceriscioli ha ribadito il no della Regione all’inceneritore: “L’emendamento proposto dall’Umbria ha cercato una strada rispetto ad un muro, per superare l’obbligo di avere un termovalorizzatore, l’Unione Europea dice che dal 2030 non si può conferire in discarica. Per non fare l’inceneritore dobbiamo mettere in campo tutte le scelte per abbattere la produzione di rifiuti, se non facciamo questo, qualsiasi altra strategia diventa irrealizzabile”. Il consigliere Luigi Zura Puntaroni ha definito “carucce” le parole di Ceriscioli affermando che “lo Sblocca Italia è servito a sbloccare l’interesse di quattro birbi, vediamo la prossima settimana tra le quattro, cinque proposte di acquisto della Sacci, chi prende la società. Chi è più birbo farà il ciclo integrato dei rifiuti, scavalcando il discorso dei camion, facendo un grande business che dura 10-15 anni poi come accade in Nord Europa, mancheranno i rifiuti da bruciare”. A questo punto Biancani ha presentato la risoluzione poi approvata, confermando il no all’inceneritore e quanto espresso nella precedente mozione a dicembre, l’impegno alla riduzione della produzione dei rifiuti. Per Fabbri la “strada da concretizzare è nel ridisegnare il piano regionale di gestione dei rifiuti”. L’assessore regionale all’ambiente Angelo Sciapichetti ha spiegato che “alla data del 4 febbraio non sono stati sottoscritti accordi interregionali, la mancata esigenza di realizzare un termovalorizzatore è desumibile dal piano regionale di gestione dei rifiuti, sono già intervenuto più volte, c’è chi non vuole capirlo – ha detto – il comportamento della giunta in questo settore è stato lineare, trasparente e coerente con il mandato dell’assemblea legislativa. Nessuno ha tradito il mandato dell’assemblea. L’unica direzione della giunta è di dire no all’inceneritore nelle Marche, da settembre ai giorni nostri. Non alimentare la cultura del sospetto, abbiamo ribadito tre volte il no, presentato emendamenti per modificare l’articolo 35 dello Sblocca Italia, tutti bocciati”. Riguardo agli accordi interregionali ha affermato: “La mediazione proposta dall’Umbria, ci ha consentito di dare un’opportunità alla nostra contrarietà all’inceneritore, avrei condiviso una mozione che spiegasse che ad oggi nonostante il piano regionale dei rifiuti è stato approvato nel 2015, nessuna assemblea territoriale d’ambito (Ata) ha predisposto il piano provinciale, nonostante come assessore abbia inviato tre solleciti, forse da cinque è meglio avere un unico Ata regionale. Non appoggio la demagogia, le mozioni fatte solo per fare il comunicato stampa, la risoluzione di Biancani conferma la nostra contrarietà all’impianto di termovalorizzazione”.



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