Cementificio Sacci, Ricciatti presenta un’interrogazione parlamentare

AMBIENTE - Con un documento indirizzato al presidente del consiglio e ai ministri dell’Ambiente e della Salute, la deputata fanese di Sel ha chiesto al Governo un intervento per garantire la salute dei cittadini in vista del possibile ampliamento del cementificio. Il comitato Salva Salute si appella a Del Priori: "Ci aspettiamo una presa di posizione forte contro il progetto Sacci-Spacca"
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L'onorevole Lara Ricciatti

L’onorevole Lara Ricciatti

«Quando il decisore pubblico interviene su questioni che possono incidere sulla salute dei cittadini è auspicabile il maggior coinvolgimento possibile delle comunità interessate». Lo afferma Lara Ricciatti, deputata fanese di Sel, in merito alla vicenda del cementificio Sacci di Castelraimondo (Mc). La parlamentare ha presentato ieri un’ interrogazione parlamentare, indirizzata al presidente del consiglio dei ministri e ai ministri dell’Ambiente e della Salute, con la quale chiede al Governo un intervento per garantire la salute dei cittadini in vista del possibile ampliamento del cementificio. «Nel massimo rispetto delle prerogative delle istituzioni interessate – spiega Ricciatti – ritengo sia opportuno tener conto delle legittime preoccupazioni di chi in prima persona verrà investito dalla decisione di un impianto come quello di Castelraimondo. Le richieste di informazioni e trasparenza che i cittadini e il Comitato Salva Salute avanzano sono sacrosante. Mi auguro che chi sta operando le necessarie valutazioni tecniche in questi giorni tenga conto del preminente bene della salute dei cittadini, prima di ogni valutazione di carattere economico». Intanto l’ampliamento del cementificio, con la possibilità del nuovo impianto di bruciare combustibile solido secondario (il cosiddetto Css), è tornata alla valutazione della Regione che deve esprimersi sull’autorizzazione integrata ambientale dopo una prima bocciatura del Tar delle Marche.

Sacci

Il cementificio Sacci a Castelraimondo

E proprio il comitato “Salva Salute” interviene con una nota sulle dichiarazioni del sindaco Alessandro Del Priori che ha chiesto alla regione l’inserimento del comune di Matelica nei tavoli tecnici del riesame dell’Aia (leggi l’articolo). «L’autorizzazione per l’ampliamento non è stata definitivamente annullata ed il pericolo che a Castelraimondo venga costruito un cementificio che brucerà il doppio (+118%) di petcoke dell’attuale e nel quale potranno essere inceneriti rifiuti (Css) in quantità abnormi è ancora reale ed attuale. Ci preme ricordare che nel piano regionale di gestione rifiuti, fortemente voluto dal nostro presidente Spacca, è previsto che le Marche produrranno 70mila tonnellate l’anno di Css e che detta massa di immondizia indifferenziata venga bruciata in impianti non dedicati della regione. L’unico impianto idoneo allo scopo nelle Marche è il cementificio di Castelraimondo che è stato autorizzato a bruciare 100mila tonnellate l’anno di Css. La giunta che attualmente guida la città di Matelica si è dimostrata sensibile alle problematiche ambientali e da questa sensibilità ha tratto anche un consistente vantaggio politico; pertanto, convinti come siamo, che anche il sindaco Delpriori abbia letto l’autorizzazione regionale del 4 gennaio 2013, il piano regionale di gestione rifiuti e le due sentenze del Tar (una delle quali emesse proprio a seguito di un ricorso presentato da aderenti al Comitato Salva Salute), ci aspettiamo una presa di posizione forte contro il progetto Sacci-Spacca di trasformare la nostra area in un centro di incenerimento rifiuti senza eguali in Italia e questo al fine di tutelare la salute di tutti i cittadini e le attività economiche che, anche nel suo comune, puntano alla qualità della vita e dei prodotti della nostra terra. Il comune di Tavernole Bergamasca ha approvato una delibera che da tempo abbiamo inviato agli amministratori locali, con la quale si vieta l’incenerimento di CSS nel suo territorio. Questo è secondo il Comitato Salva Salute un gesto concreto contro lo scempio previsto dal progetto Sacci-Spacca».

 



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