Sacci: scappatoia al fallimento
Presentata richiesta
di concordato preventivo

CASTELRAIMONDO - Il gruppo si è rivolto al giudice di Roma, che si esprimerà nell'udienza del 30 settembre, per proteggere la società nelle eventuali trattative con i due possibili acquirenti che sinora hanno manifestato interesse. Se l'istanza sarà respinta si aprirà la procedura fallimentare. Tremano i dipendenti
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Il cementificio Sacci

Il cementificio Sacci

di Monia Orazi

La famiglia Federici blinda il gruppo Sacci, presentando istanza di concordato preventivo dinanzi al giudice di Roma, che si esprimerà sull’accoglimento o il rigetto della richiesta nell’udienza del prossimo 30 settembre. Per il gruppo cementiero romano controllato da Augusto Federici, proprietario del cementificio di Castelraimondo tra gli altri, è l’unico modo di evitare il fallimento e di proteggere la società nelle eventuali trattative con i due gruppi che sinora hanno manifestato interesse all’acquisto: il piemontese Buzzi Unicem e l’umbro Colacem. Come riportato da Milano Finanza è stata presentata dal creditore Fibran, per un importo di 20 mila euro, istanza di fallimento al tribunale di Roma. «Eravamo al corrente di questa situazione da maggio, sapevamo della richiesta di concordato preventivo dell’azienda per tutelare il gruppo dall’istanza di fallimento – spiega Massimo Giacchetti della Filca Cisl – attendiamo l’udienza del 30 settembre, in cui il tribunale si esprimerà sul concordato, se il giudice troverà l’assenso dei creditori sulla proposta di concordato, la Sacci è salva». Se l’istanza Sacci sarà respinta si aprirà la procedura fallimentare. I dipendenti di Castelraimondo hanno ottenuto la cassa integrazione straordinaria per cessazione definitiva dell’attività, a partire dal primo ottobre, per la durata di un anno. In caso di fallimento dell’azienda, per loro scatterà il licenziamento e l’avvio della mobilità, a partire dall’ottobre 2016. «Speriamo di poter riaprire le trattative se ci sarà un acquirente», osserva Giacchetti. Al momento la prima proposta di acquisto di Buzzi Unicem era stata bocciata dal mancato accordo tra i creditori, anche se di recente l’amministratore delegato Pietro Buzzi aveva manifestato un rinnovato interesse all’acquisizione. La proposta di acquisto Colacem attualmente sarebbe al vaglio dei creditori. Il bilancio 2014 della Sacci fa registrare perdite per 160 milioni di euro, acui aggiungere un’esposizione debitoria di circa 400 milioni di euro. A Castelraimondo c’è grande preoccupazione ed attesa per l’udienza del 30 settembre.

 



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