Attacchi dei cinghiali
Coldiretti lancia l’allarme

Aumentano le incursioni nelle campagne. Colpite le colture di mais, grano e orzo. La presenza degli animali selvatici è un rischio anche per gli automobilisti
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cinghialiI continui attacchi dei cinghiali stanno portando a un calo delle semine nelle zone interne delle Marche e, in generale, nelle aree dove è maggiore la presenza di animali selvatici. Danni anche alla composizione del terreno e rischi in aumento per gli automobilisti. A lanciare l’allarme è la Coldiretti Marche, mentre continuano le incursioni nelle campagne dell’intero territorio. L’incapacità di porre un freno alle incursioni unita all’incertezza sul pagamento degli indennizzi stanno portando molte aziende agricole non solo a non denunciare più i danni subiti ma anche a rinunciare a seminare grano, mais e orzo. Un problema per l’economia del territorio oltre che per quegli allevamenti che puntano sull’utilizzo di cereali “made in Marche”, per un’alimentazione “dal campo alla stalla”, con l’obiettivo di assicurare una sempre maggior qualità delle carni. Oltre ai danni alle colture, ricorda Coldiretti, gli studi dimostrano come i cinghiali abbiano un impatto negativo sull’ambiente consistente in un’alterazione della composizione chimica del terreno a causa dell’attività continua di scavo profondo alla ricerca delle radici, determinando così una perdita della fitomassa vegetale e della compattezza del terreno, fenomeni di erosione, evaporazione dell’acqua, diminuzione dei nutrienti del suolo (sodio, magnesio, potassio, carbonio), un aumento dei composti azotati e un danneggiamento ambientale ed economico delle aree destinate a pascolo. Ad aumentare anche i problemi per la sicurezza degli automobilisti. Nel 2015 sono praticamente raddoppiate le cause legali contro la Regione Marche e le Province da parte di chi ha avuto un incidente stradale a causa di un animale selvatico. Proprio per frenare il fenomeno Coldiretti Marche ha presentato alla Regione un piano che faccia da base a una proposta di legge, a cui per adesso non è seguita risposta (leggi l’articolo).



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