Abolire definitivamente
le sanzioni verso la Russia

ECONOMIA - Lo chiedono i calzaturieri che subiscono le maggiori conseguenze dalle restrizioni commerciali, con forti riduzioni dell’export. Pesanti sono le ripercussioni anche per tutto il comparto moda marchigiano

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Annarita Pilotti

Annarita Pilotti

Per iniziativa dell’Italia, da gennaio 2016 il rinnovo semestrale delle sanzioni economiche nei confronti della Russia non sarà più attuato automaticamente, ma il settore calzaturiero chiede l’abolizione definitiva delle sanzioni. La decisione del governo italiano di chiedere a livello europeo l’apertura di un dibattito politico sul rinnovo delle sanzioni economiche in scadenza il 31 dicembre “è già un risultato importante – ha dichiarato oggi la marchigiana Annarita Pilotti, presidente Assocalzaturifici – ma ora chiediamo ancora più coraggio e l’abolizione definitiva delle sanzioni alla Russia”. I contraccolpi subiti dall’industria calzaturiera in questi ultimi anni su uno dei mercati più strategici per l’ export, qual è quello russo, sono stati pesanti. Nel primo semestre di quest’anno, il solo distretto calzaturiero fermano-maceratese, il più importante in Italia per numero di addetti e anche il più esposto sul mercato russo, ha registrato una contrazione delle esportazioni del 34%. Nel primo trimestre 2015 l’economia marchigiana legata al comparto moda ha subito un danno per mancate esportazioni in Russia di almeno 77 milioni di euro, quasi 8 milioni la sola provincia di Macerata. Molte – alcune anche con brand importanti – sono state le aziende del maceratese e del fermano che proprio a causa del contraccolpo negativo ricevuto dalle sanzioni verso la Russia hanno dovuto far ricorso alla cassa integrazione o addirittura alla messa in mobilità di parte delle maestranze.

A livello nazionale nei primi sei mesi del 2015 le esportazioni italiane verso l’area Csi si sono ridotte nel complesso di oltre il 33%, sia in quantità che in valore, rispetto ai livelli già largamente insoddisfacenti dell’anno precedente. In Russia il decremento è stato nell’ordine del 35%, sia in volume che in valore; in Ucraina addirittura del 52% in volume (con un -48% in valore). Ora sembra quindi che possa aprirsi uno spiraglio. A seguito dell’intervento dell’Italia alla riunione del Coreper – Comitato dei rappresentanti permanenti, organo del Consiglio dell’Unione Europea – il rinnovo delle sanzioni europee alla Russia per altri sei mesi non sarà, infatti, più automatico né tantomeno scontato, ma verrà vagliato, in modalità ancora da definire, nel corso della prossima riunione del Coreper, al Consiglio esteri o al vertice dei capi di Stato e di Governo.

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“Il problema – ha sottolineato Annarita Pilotti – è stato posto finalmente in maniera forte e auspichiamo che questo possa portare a una decisione definitiva in merito. Come mostrano i dati, le nostre aziende continuano a soffrire moltissimo per le sanzioni e crediamo ormai che non si possa più rimandare la loro abolizione, considerando soprattutto che queste pesano non tanto sugli elementi di debolezza strutturale dell’economia russa ma sul clima d’incertezza venutosi a creare, che ha portato a una contrazione degli scambi e a un grave problema di circolazione di liquidità. Chiediamo quindi con forza al Governo di intervenire in prima linea sulle sanzioni per porre fine a una situazione diventata insostenibile per tante imprese, che a causa di queste misure versano in uno stato di estrema difficoltà”. L’Assocalzaturifici ha intanto rinnovato il proprio impegno a investire sul mercato russo e sui paesi dell’area CSI, anche nel 2016, attraverso il perfezionamento del programma fieristico. A marzo i calzaturieri italiani saranno presenti a “Obuv Mir Koži”, un appuntamento di riferimento e d’importanza strategica per il mercato russo, dove saranno presenti almeno centotrenta espositori italiani, tra i quali molti del distretto fermano-maceratese.

A.F.


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