Morta dopo l’impianto del pacemaker,
indagata l’equipe medica
TREIA - L'ipotesi è omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto per consentire di partecipare all'autopsia che è cominciata alle 11
Morta dopo l’operazione per mettere il pacemaker, autopsia iniziata alle 11: indagati il primario del reparto di Cardiologia e lo staff (medici e infermieri) che ha partecipato all’intervento chirurgico cui si era sottoposta la 61enne Annamaria Orazi. Si tratta di un atto dovuto per consentire agli indagati di partecipare all’accertamento autoptico e per dare loro la possibilità di nominare un proprio consulente di parte. Gli indagati, tutti assistiti dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni, sono i cardiologi Gian Luigi Morgagni, primario del reparto, e Claudio Palpacelli, assistente, e gli infermieri Mauro Flamini, Sauro Monachesi e Michela Giuliani. Tutta l’equipe presente in sala operatoria martedì e che si era occupata di impiantare il pacemaker alla 61enne. L’ipotesi di reato nel fascicolo aperto dal pm Cristina Polenzani è di omicidio colposo. Il sostituto ha nominato come consulente il medico legale Loredana Buscemi che questa mattina ha deciso di avvalersi di un cardiologo visto che si tratta di accertamenti piuttosto complessi. I medici hanno nominato come loro consulenti Mariano Cingolani e Pierluigi Fedeli. I familiari di Orazi (il figlio Massimo Pelatelli e il marito Costantino), assistiti dall’avvocato Renzo Merlini, hanno nominato a loro volta un proprio consulente. L’autopsia è cominciata verso le 11 di questa mattina.
(Gian. Gin.)
