Macerata capitale del gusto
sul Mangiarozzo 2016

ENOGASTRONOMIA - In uscita la nuova edizione dell’anti-guida alle trattorie e osterie d’Italia di Carlo Cambi arricchita da 300 ricette tutte da provare. Al volume hanno collaborato le maceratesi Petra Carsetti e Giulia Canuto e il laureato Unimc Francesco Matassa
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Carlo Cambi

Carlo Cambi

Il Mangiarozzo, l’anti-guida alle trattorie e osterie d’Italia ideata e curata da Carlo Cambi  ha raggiunto l’undicesima edizione e ha dato luogo – con questo fortunatissimo volume – a una vera e propria scuola maceratese di cultura gastronomica. Co-autrici del volume sono infatti due giornaliste maceratesi Petra Carsetti e Giulia Canuto alle quali quest’anno si è aggiunto un giovane e promettente laureato dell’università di Macerata Francesco Matassa. Come al solito Il Mangiarozzo racconta per microstorie le tavole della tradizione italiana. Sono oltre 1200 le trattorie e le osterie recensite dalla Valle d’Aosta alla Sicilia e ben 34 nella provincia di Macerata. Ma quest’anno il volume si è arricchito di una proposta ulteriore: grazie all’apporto di alcuni ristoratori vengono proposte 300 ricette della tradizione scelte tra quelle che i cuochi e le cuoche d’Italia preparano nelle loro cucine. “E’ un modo – spiega l’autore Carlo Cambi, notissimo per essere il maestro del gusto accanto ad Antonella Clerici della fortunata trasmissione di Rai 1 La Prova del Cuoco, l’antesignana di tutti gli show che si occupano di cucina – per rendere ancora più esplicita la mia scelta di campo: io sto con la cucina identitaria che trasforma in linguaggio sensoriale la nostra cultura, che discende direttamente dalla nostra agricoltura. In epoca di globalizzazione penso che sia indispensabile sostenere la ricchezza della nostra diversità che è biodiversità agricola e molteplicità antropologica. Nel saggio iniziale che apre Il Mangiarozzo quest’anno mi sono soffermato sulla critica della ragion pratica di Expo: un appuntamento mondiale dove si doveva parlare di come nutrire il mondo e si è finiti per fare la passarella delle vanità. Ecco l’intento mio è quello di restituire dignità e protagonismo a questa cucina e farlo a Macerata è ancora più gratificante perché qui nella nostra provincia e in generale nel centro Italia questo legame campo-piatto, cibo-cultura, tradizione-gastronomia è rimasto solido e buono. Infine devo dire che grazie a Il Mangiarozzo, una delle guide più vendute in Italia secondo le più autorevoli classiche, ho riportato l’attenzione sul vero protagonismo che deve avere la gastronomia identitaria italiana e per questo ho ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. La mia ambizione era quella di dotare Macerata di una scuola di cultura gastronomica: credo che con Petra e Giulia ci siamo riusciti. Sarebbe bello che Macerata si candidasse ora a essere la capitale del gusto italiano di tradizione”.

Cop Il mangiarozzo 2016Il Mangiarozzo si presenta come un volume a triplice chiave di lettura: è senza dubbio una guida per trovare il pasto giusto nel posto giusto, ma è anche un racconto dell’Italia del buono ed è un saggio di cultura gastronomica e con l’edizione di quest’anno è anche un utilissimo ricettario. I locali recensiti devono possedere quattro caratteristiche: essere storici o stare in un luogo storico, fare cucina di tradizione, avere conduzione familiare e offrire un pasto completo di quattro portate (vini esclusi) a massimo 45 euro. Come sempre il Mangiarozzo non fa classifiche né dà punteggi perché – spiega Carlo Cambi – “il rapporto con il cibo è un rapporto soggettivo: io prometto che tutti i locali raccontati sono buoni, ma quanto sono buoni spetta al singolo lettore stabilirlo”. E tuttavia c’è una sorta di “preferenza”: sono i dieci da non perdere quei locali che hanno emozionato l’autore. Tra questi spicca nell’edizione 2016 EmaSi un nuovo ristorante di Montelupone portato avanti da una coppia di giovanissimi. 



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