Fabi, firmato l’accordo con i sindacati:
39 licenziamenti immediati

MONTE SAN GIUSTO - In 121 rischiavano il posto di lavoro. Sarà l'orlatura il reparto più colpito. Il segretario Cgil Taddei: "Scongiurato il pericolo di mandare a casa oltre 100 dipendenti come ipotizzato nei mesi scorsi"

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Azienda Fabi Shoes

Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil Macerata

Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil Macerata

di Sara Santacchi

Saranno 39 i lavoratori della Fabi Shoes che saranno immediatamente licenziati. E’ questo l’ultimo atto della vicenda iniziata lo scorso ottobre quando sono state aperte le procedure di mobilità nei confronti di 121 dipendenti che rischiavano di perdere il posto di lavoro a causa del momento fortemente delicato che sta attraversando una delle realtà della moda più note non solo in Italia (leggi l’articolo). La decisione ultima è stata presa oggi pomeriggio, dopo l’assemblea con i dipendenti dell’azienda di Monte San Giusto, alla quale è seguito l’ultimo incontro con i sindacati. Come anticipato, il reparto più colpito è quello dell’orlatura che dovrà rinunciare a 35 dei 70 dipendenti che operavano al suo interno. Gli altri 4 a cui è rivolto il licenziamento fanno parte, invece, di altri reparti. Tra i punti concordati c’è anche il mantenimento dell’intera produzione nella struttura di Monte San Giusto che quindi continuerà a lavorare, come ha fatto fino a oggi, ad ogni parte del processo di realizzazione di scarpe e indumenti.
“Non possiamo dirci soddisfatti – dice Daniel Taddei, segretario provinciale delle Cgil – perché quando ci sono dei licenziamenti non è il caso di cantare vittoria. Tuttavia – continua – il fatto di aver evitato che fossero oltre 100 i dipendenti a rimanere a casa e senza lavoro, come si era ipotizzato inizialmente sicuramente ci fa vedere la soluzione in maniera meno negativa. E’ stato evitato il peggio”. Nell’accordo è stata stabilita anche la possibilità di licenziamento di altri 21 lavoratori solo secondo il principio della volontarietà, ovvero solo nel caso in cui siano gli stessi a richiederlo all’azienda. “Così speriamo che la Fabi possa ripartire e rilanciarsi sul mercato italiano e internazionale – ha concluso Taddei –  sempre riuscendo a garantire il made in Italy di cui si è fatta garante”.


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