Fabi, trattativa con i sindacati
“Ridotto il numero dei licenziamenti”
MONTE SAN GIUSTO - Il segretario provinciale Daniel Taddei, dopo il confronto con l'azienda: "La produzione avverrà tutta all'interno, rimarranno tutti i reparti". Martedì l'assemblea dei lavoratori
di Sara Santacchi
Non saranno evitati i licenziamenti, ma ridotti nel numero. E’ questo il risultato ottenuto nell’incontro tra sindacati e l’azienda Fabi Shoes di Monte San Giusto che nel mese scorso ha avviato le procedura di mobilità a carico di 121 dipendenti (leggi l’articolo). Non si potrà evitare la decisione di lasciare a casa i lavoratori, ma dopo una lunga trattativa tra le due parti l’intenzione dei vertici aziendali è risultata quella di ridurre almeno il numero.
Dunque, seppure non si possa parlare di bicchiere mezzo pieno, si sta cercando la soluzione meno dolorosa: “Rimane che se dovesse essere licenziato anche un solo dipendente sarebbe una sconfitta – ha commentato Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil – Abbiamo comunque ottenuto la permanenza di tutti i reparti, quindi la produzione avverrà interamente nell’azienda di Monte San Giusto. Dopo un lungo confronto però sono state confermate le forti difficoltà del momento, a causa del calo delle vendite sul mercato russo. Non ultimo il clima dettato dagli attacchi terroristici di Parigi non ha incentivato una ripartenza sul mercato europeo, anzi, quindi non si potrà evitare il licenziamento almeno di una parte dei 121 dipendenti”. Non si è ancora parlato di numeri, ma la situazione più critica riguarderebbe il reparto dell’orlatura nel quale operano 70 lavoratori. Con la decisione di mantenere tutta la produzione nell’impianto sangiustese, può fare un respiro di sollievo almeno una parte dei lavoratori in quel settore. Martedì è stata programmata un’assemblea con i dipendenti alla quale seguirà un altro incontro con i vertici dell’azienda tra le più note nella moda italiana e non solo. Il tentativo sarà quello di arrivare a una sorta di volontarietà alla mobilità evitando l’opposizione ai licenziamenti, così da poter ancora rientrare nella normativa sugli ammortizzatori sociali 2015-2016.

