Maccioni presenta i nuovi primari
“Lavori al pronto soccorso
entro fine anno”

MACERATA - Il direttore dell'Area Vasta 3 ha accolto Francesco Ottavio Logullo (Neurologia) e Roberto Catalini (Medicina interna). Obiettivi per l'ospedale: "Emodinamica entro il 2015, la Stroke unit per il 2016". Personale sanitario: "Ci stiamo attivando in Regione per il recupero di almeno il 10% dei 2.200 lavoratori tagliati negli ultimi anni"
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Roberto Catalini_Maccioni_Francesco Logullo_Foto LB

Roberto Catalini, Alessandro Maccioni e Francesco Logullo durante la presentazione di oggi pomeriggio al distretto sanitario di Macerata

Roberto Catalini_Maccioni_Foto LBdi Claudio Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

Riprenderanno entro la fine dell’anno i lavori al pronto soccorso di Macerata. A dare la notizia è il direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni durante la conferenza di presentazione dei due nuovi primari che da martedì 1 dicembre si insedieranno nell’ospedale del capoluogo. Francesco Ottavio Logullo, 56 anni, per la Neurologia e Roberto Catalini, 58 anni, per Medicina provenienti dall’azienda Ospedali Riuniti di Torrette di Ancona sono stati presentati ufficialmente oggi pomeriggio nella sede del distretto sanitario a Macerata. «Stiamo aspettando il via libera dell’Asur alla variante del progetto che è stato modificato rispetto all’orginario – ha detto Maccioni – Dopo la prematura scomparsa di Marco Esposito, primario del pronto soccorso che aveva ideato un altro tipo di disegno, il sostituto Beniamino Susi ha rivisto il progetto apportando delle modifiche che prevedevano un aumento della spesa. A quel punto il progetto è tornato all’Asur per le verifiche necessarie per una variante di progetto concesso in appalto in corso d’opera. Aspettiamo ora il nulla osta degli uffici per far ripartire il cantiere, sicuramente prima della fine dell’anno».

Francesco Logullo_Foto LB

Francesco Logullo nuovo primario di Neurologia a Macerata

Nonostante i tagli del governo e le restrizioni della Ue, la sanità maceratese cerca dunque di ripartire colmando proprio i primariati vacanti. «I professori Logullo e Catalini sono stati nominati dopo i concorsi di un anno fa. Intanto abbiamo già attivato altri 7 concorsi incluso il posto da primario per Cardiologia a Civitanova. Siamo pronti poi per nominare i primari del Pronto soccorso e di Cardiologia a Camerino. Qualcuno fa sterili polemiche dicendo che l’Area vasta si disgrega ma oggi a 100 giorni dall’insediamento della nuova squadra Asur presentiamo due esempi che dimostrano l’appeal che la sanità maceratese esercita verso professionisti del calibro di Logullo e Catalini». Intanto mentre al pronto soccorso di Recanati sono già ripartiti i lavori (fermati anche qui per la scomparsa del direttore dei lavori e per la modifica di parte del progetto in fase d’opera) Maccioni annuncia altre novità: «Entro la fine dell’anno attiveremo a Macerata il secondo angiografo per Emodinamica e entro il 2016 potremo attivare la Stroke unit, dato che l’area vasta 3 è l’unica della Regione a non esserne dotata». Novità anche sul fronte del personale sanitario: «Ci stiamo attivando con il presidente della Regione per il recupero di almeno il 10% dei 2.200 lavoratori tagliati negli ultimi anni. Ciò significa che circa 250 operatori potrebbero essere recuperati e di questi una 50ina riguarderebbero la nostra Area Vasta».

Roberto Catalini_Foto LB

Il nuovo primario di Medicina Interna Roberto Catalini

I due nuovi primari avranno un incarico quinquennale. «Le professionalità del reparto di Neurologia di Macerata – ha commentato il professor Logullo – sono note, capaci di attrarre pazienti anche da fuori Regione. L’idea di attivare la Stroke Unit è fondamentale per rendere Macerata il punto di riferimento di Cardiologia in tutta l’Area vasta e nelle aree confinanti, migliorando così la mobilità passiva. Qui c’è voglia di lavorare molto e bene». Sulla scia dell’entusiasmo continua il professor Catalini: «Sono onorato di venire in un ospedale con una lunga tradizione ed è giusto per questo che esso venga rilanciato e potenziato. Qui ci sono colleghi che si conoscono da anni e che sono disposti a fare molto per le tante esigenze, come quelle a cui un reparto come Medicina deve saper rispondere in un ospedale così grande. L’importante è fare lavoro di squadra».

 



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