Occhio alla truffa: “Non aprire,
telefonare alla polizia”

MACERATA - Associazioni e forze dell'ordine unite per la tutela degli anziani. Partecipato il dibattito durante l' incontro a Santa Croce dell'iniziativa "Quartieri solidali", con il vicequestore Ciro De Luca e i rappresentanti delle realtà coinvolte

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L'incontro di questo pomeriggio per l'iniziativa "Occhio alla truffa"

L’incontro di questo pomeriggio per l’iniziativa “Occhio alla truffa”

di Federica Nardi

Solidarietà e consapevolezza. Pochi semplici consigli per fermare le truffe ai danni degli anziani, spesso vittima di raggiri da parte di venditori porta a porta o di falsi rappresentanti. Di questo si è discusso nel pomeriggio nei locali della parrocchia Santa Croce di via Sforza durante l’appuntamento “Occhio alla truffa” nell’ambito di “Quartieri solidali”, l’iniziativa trasversale che coinvolge i quartieri maceratesi di Collevario, San Francesco, Santa Croce e Immacolata.

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Il vice questore di Macerata Ciro di Luca

Non aprire agli sconosciuti e chiamare immediatamente la polizia se si hanno sospetti sulla persona che bussa alla nostra porta. Consigli che potrebbero sembrare scontati ma che rappresentano il modo migliore per difendersi dalle truffe a domicilio, come ha spiegato ai molti anziani presenti il vicequestore di Macerata Ciro De Luca: «La Polizia in caso di truffa non può agire d’ufficio, bisogna segnalare e denunciare. Una telefonata in più ci aiuta a lavorare meglio. Preferiamo prevenire che curare». De Luca ha poi mostrato la nuova campagna della polizia di Stato che vede protagonista Lino Banfi nel ruolo di nonno Libero, noto personaggio della serie “Un medico in famiglia”. Molte le domande e le perplessità del pubblico, a dimostrazione di un clima di insicurezza sempre maggiore tra la popolazione anziana, che si percepisce sempre più impotente di fronte ai cambiamenti della città. Una percezione che il progetto vuole migliorare, come ha spiegato Piergiorgio Gualtieri, coordinatore di “Quartieri solidali” e rappresentante dell’Anteas (associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà), una delle realtà che ha aderito all’iniziativa: «L’idea di questi incontri è nata sei mesi fa da una riflessione della Cisl sui nuovi metodi di welfare, in un momento in cui i Comuni non riescono più da soli a garantire assistenza a tutti». A spiegare le varie forme di tutela anche Alessandra Fioravanti, dell’Adiconsum, intervenuta dopo l’assessore alle Politiche sociali Marika Marcolini e Lucia Mandorlini, assistente sociale del comune di Macerata, che ha annunciato: «Con il Comune stiamo lavorando alla mappatura del territorio per individuare quei punti della città che creano agitazione per mancanza di illuminazione, incuria delle siepi, degrado o microcriminalità». A prendere la parola in chiusura Franco Micucci, dell’associazione Ubuntu, che si è rivolto direttamente al vicequestore: «È importante parlare di fiducia e non solo di paura. Sono preoccupato dalle nuove forme di “controllo del vicinato”, bisogna tornare a sviluppare relazioni autentiche tra le persone. Questo è il lavoro preventivo, consigliare di non aprire a nessuno è già un intervento successivo che svela la mancanza di rapporti di vicinato. Stiamo attenti a non creare ulteriore tensione, l’indifferenza verso l’altro è la madre della violenza».

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Da sinistra: Alessandra Fioravanti e Lucia Mandorlini

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A sinistra: Franco Micucci

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Da sinistra: Piergiorgio Gualtieri, Ciro De Luca e Alessandra Fioravanti

Da sinistra: Piergiorgio Gualtieri, Ciro De Luca e Alessandra Fioravanti

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