Banca d’Italia, da lunedì
unica sede ad Ancona
Dopo Ascoli chiude la filiale di Pesaro

Le Marche sono la prima regione in cui entra a regime il nuovo assetto territoriale di Via Nazionale. Come accedere ai servizi di Tesoreria

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La sede di Banca d'Italia a Roma

La sede di Banca d’Italia a Roma

 

di Marco Ricci

Da lunedì prossimo la filiale di Banca d’Italia di Ancona rimarrà l’unica sede periferica di Via Nazionale per tutte le Marche. Questo week-end chiuderà infatti i battenti anche la sede di Pesaro, dopo l’analoga sorte toccata quindici giorni fa all’ormai ex sede di Banca d’Italia di Ascoli (leggi l’articolo). Le due chiusure – precedute anni fa dalla cessazione della filiale di Macerata – rientrano nel più ampio piano di riorganizzazione territoriale che la Banca d’Italia ha approvato a marzo di quest’anno e che prevede, entro il gennaio del 2016, il passaggio da 58 a 39 filiali. A Pesaro, così come ad Ascoli, rimarranno ancora temporaneamente attive delle Unità Territoriali per fornire servizi di informazione ai clienti. Presso la nuova unità pesarese che prende il posto della classica filiale si potrà infatti ancora accedere ai dati della Centrale dei Rischi e della Centrale di allarme interbancaria nonché presentare ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario ed esposti. Sarà anche possibile ricevere informazioni relative al servizio di Tesoreria dello Stato e consultare la sezione locale dell’archivio storico. Per gli incassi e i versamenti in Tesoreria dello Stato, in regione ci si potrà invece rivolgere alla Sede della Banca d’Italia di Ancona, mentre per servizi quali la verifica di banconote sospette di falsità, il cambio di banconote e monete, l’emissione e il pagamento di vaglia cambiari gli utenti potranno rivolgersi sia alla Sede di Ancona sia ad altre Filiali della Banca d’Italia.

La nuova organizzazione territoriale della Banca d’Italia – che prevede il rafforzamento e il potenziamento dei compiti assegnati alle filiali maggiori, tra cui quella di Ancona – rappresenta per Via Nazionale un evoluzione coerente dell’organizzazione davanti all’evoluzione delle funzioni assegnate alla banca. Se da una parte, anche con l’avvento dell’Unione Bancaria, vi sarà tra l’altro un accresciuto impegno nella vigilanza bancaria e finanziaria, sia prudenziale sia a tutela della clientela, negli ultimi anni si è assistito ad una flessione dei compiti di tesoreria provinciale dello Stato e di quelli legati alla circolazione delle banconote. L’obiettivo, inoltre, quello di rafforzare l’utilizzo dei mezzi telematici nella fruizione dei servizi di Banca d’Italia da parte dei cittadini.

“Le nuove unità di Ascoli Piceno e Pesaro – ha spiegato il direttore della filiale di Ancona, Gabriele Magrini Alunno – avranno durata transitoria (da circa un anno a tre anni), per poi procedere alla chiusura di ogni attività. Questo periodo sarà utilmente utilizzato anche per favorire la familiarizzazione dell’utenza con gli strumenti di pagamento elettronico e con l’utilizzo dei sistemi di comunicazione a distanza offerti dalle tecnologie informatiche (internet, posta elettronica certificata, mail) nei rapporti con la Banca d’Italia”. Da quanto si immagina, l’unità territoriale di Pesaro potrebbe scomparire già dal 2016 mentre per Ascoli si suppongono tempi più lunghi.

I SERVIZI DI TESORERIA – La Banca d’Italia di Ancona ha diramato un comunicato in cui vengono spiegate le modalità con cui i cittadini potranno effettuare i servizi di Tesoreria una volta accessibili anche da Ascoli e Pesaro:

– Il beneficiario di un titolo di spesa già emesso e domiciliato presso gli sportelli delle Filiali di Ascoli Piceno o Pesaro, può presentare ovvero inviare tramite posta una richiesta per ottenere l’accreditamento sul proprio conto corrente bancario o postale o un vaglia cambiario non trasferibile. Detta richiesta può essere presentata o inviata anche alla Filiale di Ancona, ove comunque il titolo è pagabile in contanti;

– Per il futuro, il beneficiario può chiedere l’accreditamento sul proprio conto corrente bancario o postale che rappresenta una forma particolarmente efficiente per ottenere i pagamenti al proprio domicilio, senza recarsi a riscuotere personalmente: il creditore può chiedere all’amministrazione debitrice di riscuotere sempre con tale modalità, comunicando alla stessa le proprie coordinate bancarie o postali;

– ove fosse, in ogni caso, preferita la riscossione per contanti presso Poste Italiane è opportuno segnalare all amministrazione debitrice l’ufficio di Poste presso cui si desidera incassare. Questo Istituto ha rappresentato alle amministrazioni la necessità che l’indicazione dell’ufficio pagatore sia riportata nell’avviso di pagamento.

Per quanto riguarda i versamenti, resteranno attivi presso Poste Italiane i conti correnti postali intestati alle Tesorerie di Ascoli Piceno e di Pesaro. Inoltre, è possibile effettuare versamenti a favore del bilancio dello Stato o di conti di tesoreria mediante bonifico (bancario o postale). Ai fini della corretta imputazione del versamento, nella compilazione del bonifico occorre indicare il codice IBAN che individua il conto di destinazione, reperibile sul sito , digitando IBAN alla voce “cerca nel sito”.


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