Pellegrini bloccati sul treno, l’Unitalsi:
“Abbiamo schivato l’alluvione
Un ritardo nella tratta ci ha salvato”
IL RIENTRO - Il gruppo dei marchigiani, dove sono presenti circa 70 persone della provincia di Macerata tra volontari e malati, aveva un'ora e mezza di ritardo accumulato dopo la partenza da Lourdes. Questo ha evitato che superassero Cannes arrivando in Costa Azzurra nel pieno del maltempo. Il convoglio, dopo 17 ore di fermo, è ripartito poco dopo le 15 per Ventimiglia. L'arrivo è previsto per domani 5 ottobre. Il presidente Pierantozzi: "La ferrovia era coperta da due metri d'acqua"

La protezione civile francese distribuisce l’acqua al treno dei marchigiani rimasto bloccato a Cannes

Gli scout portano conforto ai pellegrini marchigiani rimasti bloccati per l’alluvione in Costa Azzurra
di Marina Verdenelli
Un ritardo accumulato dopo la partenza li salva dall’alluvione della Costa Azzurra ma li tiene bloccati per 17 ore in treno alla periferia di Cannes. Così il gruppo di maceratesi, tra malati e volontari, nei treni dell’Unitalsi rimasti fermi in Francia e di ritorno dal pellegrinaggio a Lourdes (leggi l’articolo), sono scampati agli effetti funesti del maltempo che ha colpito il noto litorale francese. Al santuario mariano erano arrivati il 28 settembre. Alle 9 di oggi era previsto il loro arrivo alla stazione di Civitanova, poi il convoglio si sarebbe fermato a San Benedetto. Ma il maltempo ha fatto fermare tutti. «I primi problemi li abbiamo avuti prima delle 20 di ieri – racconta Giuseppe Pierantozzi, presidente Unitalsi Marche – poi alle 22 ci siamo fermati definitivamente e non siamo più ripartiti. Abbiamo fatto fronte alle emergenze e stiamo tutti bene ma il disagio inizia ad accusarsi. Forse riusciamo ad arrivare per domani».
Pierantozzi, originario di Ascoli, è a bordo del treno marchigiano. E’ l’unico dei cinque convogli nazionali che hanno partecipato al pellegrinaggio organizzato dall’Unitalsi nazionale che alle 14,30 di oggi era ancora fermo nella periferia francese. Poco dopo le 15 la lieta notizia. «Siamo ripartiti – dice Pierantozzi – andiamo verso Ventimiglia. Stiamo vedendo i danni dell’alluvione. Tremendo. Dopo Cannes la ferrovia è almeno due metri e mezzo sotto l’acqua. Vediamo le auto una sopra l’altra. Noi siamo stati fortunati. Il nostro treno da Lourdes è partito in orario ieri ma poi ha accumulato più di un’ora e mezzo di ritardo. E’ probabile che se fosse stato in orario ci saremmo trovati anche noi nell’alluvione. Ci siamo salvati». In tutto a bordo ci sono circa 70 persone della provincia maceratese. Una trentina sono di Macerata città. Poi ci sono fedeli e volontari di Cingoli, Treia, Recanti e Tolentino. Al momento non risulta nessun vescovo a bordo. Sono sul treno del rientro anche il direttore del pellegrinaggio, Fabio Nalli, di San Ginesio e il direttore del convoglio marchigiano Alberto Aglieta di Macerata. Tutti membri dell’Unitalsi. Non c’è il responsabile dell’Unitalsi Macerata, l’avvocato Vincenzo Cannelli che si è tenuto però in contatto continuo con il gruppo. «Stanno tutti bene – spiega Cannelli – fortunatamente a bordo non ci sono malati gravi che erano già stati in pellegrinaggio nel viaggio di luglio. Ci sono una decina di disabili (quelli di Macerata, ndr), per lo più in carrozzina. Le persone più problematiche in genere vengono fatte viaggiare in aereo». I disabili di tutta la provincia presenti nel treno sono circa 30. Il disagio più sentito è stato quello della mancanza di acqua in bagno poi ripristinata. Per mangiare e bere il gruppo aveva le dovute scorte. Nessun problema nemmeno per i medicinali e l’assistenza ai malati per la presenza in treno di medici e farmacisti. Quando il treno è rimasto bloccato vicino Cannes, un gruppo di scout ha preso la chitarra e per rendere il clima più disteso si è messo a suonare e a cantare. La protezione civile francese è arrivata per distribuire bottigliette d’acqua. In tutti i marchigiani a bordo sono 560 di cui 120 malati. Per domani, 5 ottobre, è previsto l’arrivo a casa. Il viaggio iniziale sarebbe dovuto durare circa 21 ore, così s’impiegherà invece il doppio del tempo. In tutto a Lourdes erano andate 19 regioni per la preghiera del raduno nazionale.

