Giorno e notte all’ufficio immigrazione
Accampati tra erbacce e sporcizia
MACERATA - Altri nove migranti sono stati aiutati da alcuni volontari mentre aspettavano al freddo. I cittadini segnalano il degrado della zona di via Prezzolini - VIDEO
Il video girato davanti al piazzale dell’ufficio immigrazione

I richiedenti asilo oggi erano accampati in un prato vicino all’ufficio immigrazione di Collevario
di Claudio Ricci
Dormono all’aperto, riparandosi dal freddo e dalle intemperie sotto alberi e cespugli, non hanno cibo, acqua e nessuno che li aiuti. Davanti all’ufficio immigrazione di Macerata la scena si ripete. Migranti, spesso provenienti dal Pakistan aspettano fuori dall’edificio di via Prezzolini per ottenere i permessi necessari alla richiesta di asilo politico. L’ultima emergenza si è registrata ieri sera quando tre volontari della Croce Rossa – in quel momento fuori servizio – sono intervenuti spontaneamente per aiutare 9 ragazzi costretti al freddo fuori dallo stabile.

L’ingresso principale dell’ufficio immigrazione in via Prezzolini
«Erano le 22 circa – racconta Maicol, uno dei soccorritori – quando abbiamo ricevuto delle chiamate da alcuni residenti in zona. Ci siamo subito mobilitati recuperando coperte, biscotti e dell’acqua e li abbiamo aiutati a superare la notte. Non so che fine abbiano fatto questa mattina». Alle 12 tre ragazzi sono ancora al riparo sotto ad alcuni alberi proprio all’ingresso dello spiazzale di via Prezzolini. Uno scenario già segnalato dal consigliere comunale di Fdi Paolo Renna durante l’assise comunale di lunedì (leggi l’articolo) e da alcuni residenti della zona. Il colpo d’occhio sull’area davanti agli uffici lascia presagire il degrado generale. Le segnalazioni sono arrivate da diversi cittadini. Sulle pareti dell’edificio danneggiate dal tempo e dall’incuria campeggia, vicino agli orari di apertura ormai illegibili, più di un cartello con la scritta “zona sottoposta a sorveglianza”. Accanto su una porta a vetri ci sono tracce di un piccolo rogo acceso forse da chi aspetta per ore pur di ottenere i permessi. C’è anche chi sfidando freddo e pioggia decide di accamparsi sotto qualche albero per cercare riparo durante la lunga attesa. Per terra c’è di tutto: bottiglie di plastica, cartacce ed escrementi. Gli infissi sono danneggiati e ovunque ci sono rifiuti di ogni tipo. All’ingresso principale, dove la situazione è più accettabile una decina di persone è in attesa, come ogni giorno, per identificazioni, richieste di asilo, domande di permesso e rinnovo dei documenti per il soggiorno.
(foto di Andrea Petinari e Massimo Scoponi)







Ma sì, tutti a Macerata, che si sta bene e che accoglie tutti…. Ormai si è sparsa la notizia…..
Da quanto tempo sono in Italia? Da un bel po’, si presume, visto che si sono guardati bene dall’accamparsi davanti al centro per l’impiego di Macerata, ossia:
Via Fratelli Moretti, 14 (ingresso ai Servizi per l´Impiego da Piazzale Mercurio, 93-94) – Piediripa di Macerata.
Previdenza, non provvidenza!
Incomincino a studiare educazione civica
Sarebbe interessante sapere se altre città italiche “minori” vivono le stesse problematiche…
Cioè sapere se Macerata è diventata “la città” di approdo, oppure se altre piccole città (apparentemente con nessun interesse per essere prese d’assalto) vivano la stessa “invasione”
Dall’inizio dell’estate qui a Macerata, spuntano dal nulla, gruppi di persone (che arrivando “via terra”) si ritorvano casualmente in città.
Dal confine (che non si capisce come lo superino, visto che sono quasi tutti senza documenti) NON si ha nessuna traccia di loro, nessun avvistamento, nessuna notizia fino a che non li ritoviamo somariamente accampati o dormienti sulle panchine di Macerata.
Dicono tuti che impiegano mesi per giungere in Italia, passando diversi Stati, ma nessuno ha spiegato come (durante il tragitto) questi si mantengano, dormono, si cibano, abbiamo complessivamente abiti puliti….
Si ha come l’impressione che qualcuno, volutamente organizzato, li prenda (chissà dove, magari oltre confine e li fa entrare di straforo) e li depositi a Macerata.
Per Matteucci e l’educazione civica.
I nuovi arrivati guardando la divisa riconoscono:
– gli ausiliari del traffico (li ignorano)
– i vigili urbani (li guardano con sufficienza)
– i poliziotti (li guardano con attenzione)
– i carabinieri (li temono)
Le matricole imparano tutto questo e subito dai veterani.
Gianfranco…sono domande che stiamo facendo da tempo mi sembra ma senza risposte ne dal comune ne dal fantomatico e famigerato GUs che somiglia oramai sempre piu’ alla Spectre di Bondiana memoria…
Se così si può dire il Maceratese è uno dei territori italiani più governativi e più atlantici. E le cooperative d’altronde sono eliotropiche come i girasoli e gravitazionali come la mela di Newton. Che cosa non si fa per portare a casa la pagnotta…
Non riesco a capacitarmi del fatto che in questa agorà (quella di CM) la rappresentanza degli eletti abbia una visione della società diametralmente opposta (riguardo all’immigrazione ed alla teoria ‘gender’) alla rappresentanza degli elettori: di certo il campione degli elettori che qui si esprime non è significativo, forse la maggioranza è veramente PD. Una maggioranza silenziosa, che quindi fa parlare gli eletti? Nessun pentito tra di loro?