Caro mensa, Corvatta avanti tutta
“Lo deve dire il tribunale che ho torto”
CIVITANOVA - Il primo cittadino conferma la linea sulle tariffe in base agli indicatori Isee e annuncia solo piccole migliorie per i redditi al limite. "Non sono colpite le fasce deboli - continua il sindaco - tra chi ha firmato la petizione ci sono nomi noti in città, è ridicolo".
di Marco Ribechi
Indietro non si torna sulla questione mense ma verranno rivisti solo i redditi al limite per alcune piccole migliorie. Questo ha ribadito il sindaco di Civitanova Tommaso Claudio Corvatta che non è disposto a rivedere la posizione dell’amministrazione, nonostante le oltre 1.200 firme raccolte dai genitori dei vari istituti elementari (leggi l’articolo). Secondo il primo cittadino quella delle mense è una questione di equità sociale su cui non si deve cedere. Dopo la sua prima risposta arrivata con lo sciopero della mensa alla scuola Sant’Agostino (leggi l’articolo), dove alcuni genitori hanno deciso di portare via i bambini per il pranzo e riportarli dopo, Corvatta è irremovibile. «Ribadisco che l’impianto generale è stato approvato e non sarà messo in discussione nella maniera più assoluta – dice il sindaco – Le modifiche saranno fatte solo se il tribunale ci darà torto, altrimenti si prosegue su questa strada». Molte sarebbero anche le false convinzioni che, per il primo cittadino, sarebbero state diffuse tra i genitori, spinti alla protesta spesso senza alcuna ragione. «Credo che sulle tariffe della mensa si stiano dicendo molte cose non vere – continua Corvatta – proprio alcuni giorni fa è arrivata qui in Comune una mamma terrorizzata da questo aumento. Poi siamo andati a vedere il suo Isee che corrispondeva a 6mila euro, quindi aveva il diritto di usufruire gratuitamente del servizio senza alcun aumento, anzi addirittura risparmiando rispetto allo scorso anno. E’ importante far capire che solo alcune categorie di reddito saranno toccate dall’aumento, non saranno colpite le classi più deboli. La tariffazione sarà fatta non in base al numero dei figli ma in base al reddito, quindi è proprio una questione di equità sociale». Il sindaco non nasconde però che alcune situazioni particolari potrebbero essere effettivamente danneggiate: «Esistono dei casi limiti di nuclei famigliari che superano il livello Isee di poche decine di euro. Stiamo lavorando su queste piccole migliorie, per non penalizzarle, ma comunque si tratta di situazioni individuali che non cambieranno lo schema generale. So che nelle firme raccolte ci sono anche nomi conosciuti in città, persone che non hanno assolutamente problemi economici. Credo che nel caso in cui venissero diffusi queste persone rischierebbero il ridicolo».

Tribunale? ” Cose triste, mintuate e viste “.
Poi l’ultima frase dell’intervista: “…..queste persone rischierebbero il ridicolo”, ha quasi il sapore del ricatto. Non aggiungo più niente, salvo che l’arroganza di costui è inaccettabile.
In procura prima, in aula poi, i tribunali decidono, ma in questo caso si potrebbe sorvolare sul tribunale . C’è già un giudice ed è la cittadinanza civitanovese a cui il sindaco deve rispondere e non viceversa specialmente quando è politicamente un’apostata e quindi non avrebbe più diritto di continuare il mandato che gli elettori gli hanno dato credendo di votare un’altra persona. Questa è truffa, aggravata dal posto occupato che dovrebbe essere usato per risolvere i problemi di Civitanova, e non per dare ogni giorno una dimostrazione di arroganza. Non so prima a che altezza ti trovavi, ma so dove sei adesso!!