Torna dal confine siriano
e chiede aiuti per la causa curda

CIVITANOVA - Andrea Rosati è rientrato dopo quattro giorni per portare sostegno alla popolazione che combatte l'Isis. Incita il Comune a contribuire alla ricostruzione del Rojava, regione ancora non autonoma

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andrea rosati

Al centro Andrea Rosati e i ragazzi dell’associazione La rosa dei venti

«Anche Civitanova partecipi alla sollevazione popolare per Kobane e come altri comuni in Italia sostenga e contribuisca alla ricostruzione del Rojava». Questo l’appello che Andrea Rosati assieme all’associazione Rosa dei venti e collettivo Jolly Rogers rivolge al sindaco di ritorno dalla carovana internazionale per la Siria. Il Rojava è una regione non ancora riconosciuta autonoma, in Siria. Rosati è stato 4 giorni al confine con la Turchia (leggi l’articolo) per portare aiuti e sostegno alla popolazione curda che ogni giorno combatte l’Isis e non si arrende all’invasione. «E’ stata un’esperienza positiva – commenta Rosati – abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, pur non riuscendo a raggiungere Kobane a causa delle perquisizioni e delle intimidazioni da parte dell’esercito turco. A Mesher l’associazione Rajava di Kobane ci è venuta incontro a 500 metri dal confine e abbiamo consegnato loro i contributi e i farmaci per le popolazioni locali. Oltre alla nostra delegazione c’erano anche il sindaco di Suruc e la delegazione dell’Hdp il partito democratico di opposizione turco».  Una missione che aveva come obiettivo anche quello di accendere i riflettori della politica nazionale e locale sulla situazione siriana e delle popolazioni al confine con la Turchia: «quello che stanno facendo i curdi  è encomiabile – continua Rosati – la loro proposta politica dovrebbe essere guardata con interesse anche dall’Europa, si parla di ecologia, di diritti per le donne, è una grossa rivoluzione in quelle zone che viene mal vista dal governo di Erdogan». L’associazione ora non si ferma, è prevista una nuova missione a marzo e si stanno portando avanti altri progetti come ad esempio il Rojava Playground, una serie di impianti sportivi per i bambini. Da qui l’appello all’amministrazione, affinchè simbolicamente e concretamente faccia un passo di sostegno umanitario verso la causa curda.

(l.b.)


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