Sequestrato il camminamento
della discordia
Decisione della procura dopo gli esposti
CIVITANOVA - Si trova nella zona a nord di fosso Caronte. Il provvedimento arriva dopo le segnalazioni relative al fatto che per realizzarlo sarebbero stati utilizzati rifiuti spiaggiati dal mare. Il vicesindaco Silenzi: "Il dirigente ha inviato ampia documentazioni sui lavori. Siamo tranquilli"
di Laura Boccanera
Sequestrato il camminamento a nord del fosso Caronte. Dopo l’esposto presentato da Cittaverde ad Arpam, polizia provinciale, carabinieri del Noe e Capitaneria di porto, la procura ha transennato quel fazzoletto di terra fra scogliera e mare. Al centro dell’esposto presunti illeciti denunciati anche dal M5s in cui si accusa il comune di aver utilizzato dei rifiuti per creare un camminamento recuperando rifiuti spiaggiati dalle mareggiate (leggi l’articolo). L’amministrazione rispose che i lavori erano stati autorizzati e voluti per creare una maggiore sicurezza in quell’area senza il seppellimento di alcun rifiuto. Dopo gli esposti la polizia provinciale ha fatto un sopralluogo e 5 giorni fa il sequestro. «Certo il sequestro non è automaticamente una condanna – dice Amedeo Regini di Cittaverde – ma un atto che ad oggi segnala la presenza di un presunto illecito. Le nostre preoccupazioni nel richiedere una verifica di quella realizzazione non erano infondate». «Il sequestro è un atto dovuto che segue un esposto in cui si fanno accuse pesanti, in cui si ipotizza che l’amministrazione abbia sepolto sotto la sabbia dei rifiuti ed è una misura cautelare di prassi – afferma l’assessore ai Rifiuti e vicesindaco Giulio Silenzi – il dirigente Stefano Stefoni ha già inviato ampia documentazione agli organi competenti con dettagliate argomentazioni su tutto il lavoro svolto. Siamo molto tranquilli, anzi perfino contenti di dimostrare cosa è accaduto realmente».


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