Granali, un borgo in scena

SAN SEVERINO - L’esperienza del teatro per far vivere e bene una piccola comunità stretta intorno ad un palcoscenico nel nome di don Amedeo Gubinelli che qui fu parroco e che resta l’autore preferito della compagnia a lui intitolata. “Questa è la vita” ha chiuso la stagione davanti a 450 persone: una piece di successo adattata da Alberto Pellegrino, che ha aperto la stagione ‘del dialetto’ a Macerata e che giovedì sarà a Civitanova

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granali (3)di Maurizio Verdenelli

“Ma che se campa affà?”…se è “Questa la vita”? Già, tuttavia una risposta può venire dalla qualità dell’esistere presente nella grande provincia del Centro Italia e, delimitando sapientemente la ricerca, nel Maceratese il territorio comunale di San Severino. Ma ancora di più, ancora ‘chiudendo’ su questa mappa, ecco Granali posta su un terrazzamento lavico che la preserva da ogni sommovimenti e scosse, perfino quelle del terremoto del ’97. Di questo piccolo paradiso sull’erta che anticipa ed annuncia il Canfaito e al quale si accede da uno straordinario viale di querce centenarie, è ben consapevole ad esempio Brandon Fung, traduttore e poliglotta (5 lingue) madre goriziana, padre di Hong Kong. Il quale, qualche tempo fa, insieme con la moglie, ha deciso di lasciare un posto sicuro a Milano e di trasferirsi ‘armi’, personal computer e chitarra all’ombra di Granali. Che già nel 1.300  sorgeva intorno all’importante chiesa di don Abbondio (800 d.c.). Tuttavia nessuno dei 70 abitanti di Granali è il manzoniano don Abbondio -ora però la chiesa, tra le prime 400 delle Marche, è dedicata a San Giovanni Battista e contiene, ben custodita, una preziosa tela del ‘400.

Nella foto d'archivio don Amedeo Gubinelli è il prete al centro con i paramenti sacri ... sta recitando la commedia da lui scritta "Patre pe' procura"... Il chierichetto alla sua sinistra è un giovanissimo Mauro Grespini, futuro giornalista e docente

Nella foto d’archivio don Amedeo Gubinelli è il prete al centro con i paramenti sacri … sta recitando la commedia da lui scritta “Patre pe’ procura”…
Il chierichetto alla sua sinistra è un giovanissimo Mauro Grespini, futuro giornalista e docente

Una piccola, grande famiglia quella di Granali all’ombra del campanile, dove veniva la domenica a dir messa don Amedeo Gubinelli. Che deceduto nel 1991, non ha mai lasciato in realtà l’antica pieve dove ha sede il teatroclub che porta il nome di questo sacerdote, geniale commediografo, primo attore ed autore tra tante altre, di una piece considerata a ragione la più notevole del teatro dialettale marchigiano “Patre pè procura”. Tuttavia solo da pochi anni, intorno e dentro l’edificio sacro, è nato un gran fervore di opere. L’ampio giardino disseminato di erbacce e rovine murarie, è stato bonificato ed adesso ospita un tecnologico teatro all’aperto capace di ospitare 450 persone “e molte di più ancora quando avremo realizzato delle tribune” ipotizza il prof. Alberto Pellegrino, che con don Amedeo fondò la compagnia nel ’77. All’interno dell’edificio, oltre all’ufficio della compagnia che ha ripreso l’attività nel ’93 collezionando 300 rappresentazioni e 70 premi, c’è pure una sala prove.

granali (2)E se il prof. Pellegrino, magna pars della cultura settempedana, è il ‘guru’ di questo ‘miracolo’ di un borgo capace d’attrarre centinaia di persone ogni volta che va in scena, il ‘braccio’ è Sandro Granata -insieme con la sua famiglia e le altre di Granali- autore della ‘miracolosa’ ricetta di come si possa vivere bene nel segno della cultura e dunque del teatro. Brandon Fung con chitarra e la sua bella voce fa parte di questo cast appassionato riunito intorno a Thea Malandra, autentica ‘Pupella Maggio’ di Granali, appartenente anch’ella -come la sanginesina Alba Piatti- alla schiera delle grandi attrici in dialetto marchigiano che questa terra ha saputo e sa esprimere. Con lei e Sandro Granata -anch’egli in scena in coppia con la bravissima Paola Egidi- anche il dottor Cesare Bordo, medico chirurgo ed odontoiatra notissimo a San Severino. Il quale se magari atterrisce (così non è) con il trapano bambini ed adulti coi denti cariati, in scena strappa ogni volta a grandi e piccini sorrisi ed applausi grazie alla sua recitazione da manuale.

granali (9)Per il tramite loro don Amedeo nei panni di ‘sor Ansermo’ – il filosofo popolare, l’arguto contadino, il suo ‘alter ego’ senza abiti curiali, il personaggio suo più famoso- è tornato sabato scorso nella sua ‘vecchia’ parrocchia davanti ad una platea assolutamente sold out, con molte persone costrette ad abbandonare per la mancanza di posti. Si è trattato del terzo ed ultimo appuntamento della mini stagione di prosa che il teatro Club ha organizzato per il quarto anno consecutivo. “Questa è la vita” di Amedeo Gubinelli dopo “Far Uest” di Paolo Carassai e “La campagna ‘lettorale” di Pietro Romagnoli è stata la degna chiusura del breve ciclo “Il dialetto a Granali”. La piece deriva direttamente da “Ma che se campa affà?” scritta nel 1988 a tre anni dalla morte dell’autore. Opportunamente ridotta rispetto alla versione originale (della durata di 3 ore) dal prof. Pellegrino con camei musicali dove Brandon interpreta brani di De Andrè e rivisitazioni, la commedia valorizza ancor di più la splendida antica lingua maceratese/settempedana.

granali (8)“Questa è la vita” ha esordito all’inizio dell’anno al “Feronia” con tre serate da tutto esaurito e la settimana scorsa ha inaugurato “Il Dialetto, che passione!” a Macerata, alla terrazza dei Giardini Diaz mentre giovedì sarà a Civitanova Marche prima di un tour con molte date. “Questa di Granali è un’esperienza di notevole livello sociale e culturale –dice l’assessore Giampaolo Muzio- Sono stato sempre presente a questa stagione anche quando il freddo si è fatto sentire. E, il prossimo anno, quando la giunta Martini scadrà definitivamente, tornerò da privato cittadino. Il teatro, qui, è troppo divertente con attori così bravi ed appassionati intorno alla strepitosa Thea e al grande dottor ’Cesarino’”.

Il cast completo racconta nei nomi lo sforzo comune e familiare all’ombra del campanile e al ‘vangelo laico’ del suo ex parroco ad limina, don Amedeo seppur il ‘don’ sia saltato nella ‘ragione sociale’ del teatro club e nelle magliette cucite da Thea, bravissima anche in cucina.

granali (7)Il Poeta: Brandon Fung; Sor Ansermo: Roberto Chiaraluce; Ursula, sua moglie: Thea Malandra; Peppetto, loro figlio: Fabio Sparvoli; Marietta, sua moglie: Marica Zannini; Claretta, loro figlia: Franca Sparvoli; Surì, un ciabattino: Cesare Bordo; Antò, l’oste: Sandro Granata: Catò, sua moglie: Paola Egidi; Nunziatella in arte ‘Nina’: Sara Zacconi. Quest’ultima, sostituendo Alessandra Granata, e Franca Sparvoli, sabato scorso, sono state le due esordienti della compagnia. Un ‘battesimo del fuoco’ alla grande.
Ed inoltre, scorrendo il libro da sala. Adattamento e regia: Alberto Pellegrino. Aiuto regista: Paola Egidi. Direttore di scena: Marina Buresta. Tecnici di scena: Sandro Granata, Maurizio Malandra, Mauro Capaldi, Tommaso Bordo. Rammentatore: Giuliano Chiaraluce. Scenografie: Roberto Cetriolo, Shura Oyarce Yuzelli e Roberto Grillone. Quest’ultimi hanno reso un palco di pochi metri, infinito per raccogliere intorno alla piazzetta l’antico borgo di questa provincia piena di umori, amori, sapienza di vita e solidarietà. “Questa è la vita”..e l’altra che mette così paura di questi tempi, di crisi economica e violenza? “per il momento è fuori da qui, fuori da questi colli pieni di verde, sperando che lo resti per sempre” dice Granata con un lampo arguto negli occhi,  al solito pieno di energia.

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