Sanità, tagli all’emergenza
Ridotte guardie mediche e 118
E' allarme a Fiuminata, Fiastra e Visso, per la riduzione da 6 a 4 delle postazioni di assistenza notturna e festiva sul territorio. Inoltre i due medici di guardia medica, presenti a Castelraimondo, saranno dislocati nei pronto soccorso di San Severino e Matelica

Alessandro Valli medico 118, Anna Grazia Ruggeri vicesindaco Matelica, Alessandro Casoni consigliere, sindaco Alessandro Delpriori, Maria Laura Medici consigliere
di Monia Orazi
Guardia medica a rischio a Fiuminata, Fiastra e Visso, per la riduzione da 6 a 4 delle postazioni di assistenza notturna e festiva sul territorio. Inoltre i due medici di guardia medica, presenti a Castelraimondo, saranno dislocati nei pronto soccorso di San Severino e Matelica. L’ospedale della città di Enrico Mattei si chiamerà “Casa della salute”, ma contrariamente alle altre strutture simili della provincia, perderà la lungodegenza. Restano da attivare 10 posti per la riabilitazione sui 20 previsti, mentre di notte al pronto soccorso non ci sarà più il medico, ma soltanto l’infermiere. A tutto questo si unisce il fatto che di notte l’eliambulanza non può volare ed in caso di emergenza i tempi di soccorso potrebbero allungarsi, nella vastità dell’entroterra maceratese. Unica nota positiva il potenziamento della radiologia, dopo i lavori in corso in questi mesi (leggi l’articolo). Sono le notizie emerse nell’incontro di ieri sera a Matelica “Il futuro della sanità nel territorio matelicese: spunti e prospettive”, organizzato dall’amministrazione comunale, alla presenza di alcuni candidati alle elezioni regionali. RADIOLOGIA. Sono stati reperiti nuovi fondi, come annunciato dall’assessore comunale Pietro Valeriani, è stato asportato l’archivio, si allargherà la stanza per far posto ad un nuovo ecografo dal costo di circa 70mila euro, un lettino speciale che permetterà di sottoporre a radiografia anche le persone che non possono camminare, il reparto riaprirà a giugno. «Sarà aumentata l’offerta diagnostica per i cittadini – ha detto il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori – è inutile chiedere un posto in più e battere i pugni sul tavolo in Regione, non porta da nessuna parte, il risultato è che l’ospedale di Matelica non ha i posti letto assegnati, tutti funzionanti. Occorre lavorare non sul campanile, che va lasciato da parte, ma come un territorio unito, perché i servizi sono per tutti, siamo consapevoli dei tagli al bilancio regionale». L’assessore Pietro Valeriani ha proposto che i sindaci dell’entroterra montano si riuniscano per fare programmazione insieme e portare avanti le istanze sul fronte sanitario, in modo congiunto. Tra le richieste fatte dall’amministrazione ai candidati presenti: il mantenimento del medico del 118 a Matelica anche di notte, perché ci sono numerose richieste di soccorso anche da Camerino, San Severino e piccoli comuni; attivare i venti posti di riabilitazione previsti, con la collaborazione di un partner privato, convenzionato con il pubblico, perché ora ce ne sono solo dieci, sul modello di una struttura visitata a Milano. «Ci sono state delle inaugurazioni – ha detto Valeriani – noi chiediamo che ci sia apertura effettiva, ci permettiamo di dare indicazioni su una specializzazione pneumologica, che riporta alla storia dell’ospedale di Matelica». La delibera regionale 735 prevede la soppressione della lungodegenza post-acuzie, in codice Lumpa, che impedirà il ricovero diretto nella struttura, che diventerà una casa della salute. «La lungodegenza può esistere anche in una casa della salute», ha ricordato Valeriani. L’assessore ha ribadito anche la richiesta di un medico a radiologia, la riabilitazione di tipo neuro-motorio, il mantenimento del servizio Spsal prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, il fiore all’occhiello della stomaterapia, le attività distrettuali ed il servizio infermieristico di assistenza domiciliare integrata sette giorni su sette. Per questo l’amministrazione ha voluto preparare un “libro bianco” sulla sanità, integrato con le osservazioni della serata, che sarà condiviso anche con i Comuni vicini. «Con questo documento vogliamo riconsegnare la dignità ad una struttura che ha potenzialità enormi – ha ribadito il consigliere Alessandro Casoni – è stata la battaglia tra campanili a ridurci così».
FIUMINATA E SEFRO. Il grido d’allarme per Fiuminata e Sefro l’hanno lanciato i sindaci Ulisse Costantini e Giancarlo Temperilli, dove la popolazione è molto anziana ed il territorio vasto, non può restare privo di guardia medica. Il medico del 118 Alessandro Valli, in servizio a Matelica, e a rotazione a Camerino e San Severino, ha spiegato come le richieste di prestazioni al pronto soccorso di Matelica siano cresciute del 10 per cento l’anno, sino a passare da 500 a 1200 interventi l’anno, di cui il 65 per cento di giorno ed il 35 per cento di notte. «Giusto concentrare la qualità e l’eccellenza, serve però un medico che di notte indirizzi il malato alla struttura a cui rivolgersi, gli infermieri non possono fare diagnosi, occorre coprire il territorio, sennò si fa il gioco della coperta corta, che lascia sempre una parte scoperta», ha detto il medico. Dante Reale del tribunale dei diritti del malato ha quantificato in 350 mila euro, il risparmio della soppressione di lungodegenza, che però rappresenterebbe un aggravio di costi per un milione e mezzo di euro, in parte sostenuti dalle famiglie, in parte dal distretto sanitario, per cure e trasporti e assistenza. «La casa della salute è poco più di una clinica per malati cronici – ha detto Reale – Matelica esprime un indice di vecchiaia del 26,07 per cento, il più alto della Regione ed è l’unica a cui è stata tolta la lungodegenza, è follia allo stato puro». L’assessore uscente Luca Marconi, candidato alle regionali ha spiegato: «Non capisco le polemiche per il trasferimento di oculistica da Macerata a San Severino Marche, l’ospedale maceratese soffre perché ha pochi posti letto, sono stati cancellati già otto ospedali, ciò è avvenuto perché non siamo stati capaci di concepire un unico grande nosocomio come Marche Nord o Marche Sud, la platea cresce, le risorse sono le stesse». Barbara Cacciolari, altra candidata alle regionali ha affermato: «A Matelica devono essere mantenuti gli attuali servizi, occorre evitare gli sprechi e la sanità passiva, che rappresenta un costo, bisogna lavorare sulla qualità per attrarre pazienti, l’entroterra non è stato abbastanza considerato, dalla politica regionale». Daniele Salvi, altro candidato presente ha puntualizzato: «Abbiamo avuto 100 milioni di euro di premialità per la sanità, non siamo stati commissariati per la gestione virtuosa. Ci sono risorse solo per l’ospedale Salesi e quello di Fermo, gli altri sono solo intenzioni. Messi altri 230 milioni di euro a copertura dei tagli, va rivista l’emergenza, buona ipotesi Santo Stefano per Matelica». L’assessore uscente Paola Giorgi, candidata alle regionali, ha ricordato gli ultimi sviluppi: «Il cuore della riforma deve essere il potenziamento dell’urgenza e dell’emergenza, la 735 va rivista, aggiustata in corso d’opera. Ci siamo rifiutati di avere l’etichetta di regione con costi standard, abbiamo recuperato per questo quaranta milioni di euro. Per Matelica buona l’ipotesi di residenzialità psichiatrica con accreditamento del Santo Stefano». Francesca Magni, candidata al consiglio regionale ha così espresso il suo pensiero: «L’hinterland di Matelica va sino a Camerino, la post-acuzie fa funzionare meglio l’ospedale per acuti, questi servizi un giorno interesseranno anche noi, non parliamo solo di posti letto, ma di qualità del servizio, anche nella riabilitazione. Occorre una lungodegenza eccellente, non un parcheggio per anziani». Il vicesindaco di Fiuminata Elisabetta Roscioni, candidata alle regionali ha detto: «La guardia medica può fare la differenza tra la vita e la morte, è un servizio essenziale, non possono esserci cittadini di serie A e serie B, nell’entroterra non c’è più nulla, con un cementificio che brucia, che fine faremo nell’entroterra?». Daniele Antonozzi del Centro servizi per il volontariato ha sottolineato l’apporto importante dei volontari, nel settore della sanità. Il vicesindaco di Matelica Anna Grazia Ruggeri, parlando da pediatra, ha chiesto che la Regione offra a prezzi accettabili il vaccino del meningococco B (contro la meningite), di cui una fiala costa 146 euro, sottolineando come non ci debbano essere differenze, tra chi si ammala di notte o di giorno, «sono priorità di importanza etica, la politica non c’entra». Concetti ribaditi anche da Massimo Montesi e Maria Laura Medici.
