Morto in mare a 13 anni,
l’ultima telefonata al padre
per chiedere se poteva fare il bagno
CIVITANOVA - Ibrahima Cisse, il giovane calciatore della Vis Civitanova deceduto ieri sul lungomare nord, aveva cercato di mettersi in contatto dopo l'allenamento con il genitore che era al lavoro e ha richiamato poco dopo in sede. Voleva il suo permesso per andare con i compagni in spiaggia e fare un tuffo. Bandiera a lutto alla scuola Pirandello dove frequentava la II media
di Laura Boccanera
Aveva chiamato il padre al telefono per chiedergli se poteva andare con gli amici a fare il bagno. Ma il telefono era squillato a vuoto. Il genitore lo aveva poi richiamato ma ormai il figlio era andato via. Una telefonata che forse poteva cambiare il destino di entrambi. Così Ibrahima Cisse, il 13enne morto ieri mentre era in acqua con gli amici (leggi l’articolo), al mare, sul lungomare nord, dopo l’allenamento di calcio aveva cercato un contatto con il papà decidendo poi di seguire i compagni. Per pochi minuti non sono riusciti a parlarsi. Intanto oggi la bandiera della scuola media Pirandello, dove il 13enne frequentava la II d, è listata a lutto. Il suo banco è rimasto vuoto. In lacrime tutti i compagni di classe e dell’istituto che non sono riusciti a svolgere regolarmente le lezioni. Il mare ha portato via per sempre il loro amichetto. Inghiottito, in un pomeriggio di svago, dopo l’allenamento di calcio e durante il primo bagno della stagione. Un bambino benvoluto da tutti che non sapeva nuotare. Cordiale, educato, ancora un po’ timido, ma solo per una difficoltà linguistica era infatti arrivato dal Senegal da soli 8 mesi. Un tempo che gli è stato comunque sufficiente per integrarsi a Civitanova dove giocava come attaccante nella Vis Civitanova.
«Era un ragazzino davvero piacevole – lo ricorda il segretario della squadra Libero Alessandrini- ieri dopo l’allenamento ha provato a chiamare il padre per chiedergli se poteva andare in spiaggia con i suoi amici. Ma il papà era al lavoro e non ha risposto e lui ha deciso di andare e seguire i suoi amici. Il padre ha richiamato qui in sede pochi minuti dopo quella telefonata, ma Ibrahima era già andato. Non è riuscito a sentirlo per pochi minuti». Il corpo del 13enne ora si trova all’obitorio dell’ospedale di Civitanova in attesa dell’autopsia. Vani i tentativi di rianimarlo, prima in spiaggia e poi continuati anche in ospedale dove poi è stato dichiarato morto. È probabile che per i funerali il padre decida di portare la salma in Senegal.




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