Whirlpool annuncia 1350 esuberi
Operai bloccano la strada Muccese
INDESIT - L'azienda ha presentato al Mise il suo piano di integrazione con la neo acquisita Indesit per la parte relativa alle fabbriche ed ai centri di ricerca. Fiom e Uilm: "Il piano va cambiato e debbono essere rispettati gli impegni dell'accordo del 2013". Scattato subito lo sciopero. Fabrizio Aureli, matelicese, in forza allo stabilimento di Albacina, commenta: "Questi americani chiudono e aprono senza attenzione al territorio. Se fosse ancora in attività Vittorio (Merloni ndr) non credo che saremmo arrivati a questo punto"
di Gabriele Censi
«Ho il magone pensando a quello che sta succedendo, questi americani chiudono e aprono, ma fanno progetti senza la necessaria attenzione al territorio. Se fosse ancora in attività Vittorio (Merloni ndr) non credo che saremmo arrivati a questo punto». Fabrizio Aureli di Matelica lavora da 30 anni alla Indesit di Albacina e testimonia il difficile momento che gli operai stanno vivendo. Questa mattina infatti la Whirlpool ha dichiarato 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca. Annunciata anche la chiusura della Indesit di Caserta e la cessazione dello stabilimento di Albacina (gli addetti saranno trasferiti a Melano). Dismesso il sito di None. L’azienda americana annuncia investimenti per 500 milioni in quattro anni: «L’Italia sarà al centro delle strategie di lungo periodo dell’azienda. I nuovi investimenti eccedono largamente gli 83 milioni di euro messi a disposizione da Indesit nel 2013».
Immediata la reazione degli operai della Indesit di Albacina che hanno bloccato la Strada provinciale 256 Muccese e si stanno dirigendo verso la superstrada Ancona-Roma per protestare contro il piano presentato al Mise. Al loro fianco c’è il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola.
Subito dopo l’annuncio era scattato lo stato di agitazione. Ne ha dato notizia Fabrizio Bassotti, della Fiom: «Questa è l’operazione fantastica di cui parlava Renzi? – dice citando le parole del premier sull’acquisizione di Indesit da parte della multinazionale Usa – Whirlpool cannibalizza la Indesit dichiarando la chiusura di tre siti e 1.350 esuberi. Assemblee in sciopero per le prime valutazioni con i lavoratori e proclamato lo stato di agitazione. Lunedì ci sarà il primo incontro di coordinamento nazionale con la presenza della multinazionale Usa»
Whirlpool ha presentato al Mise il suo piano di integrazione con la neo acquisita Indesit per la parte relativa alle fabbriche ed ai centri di ricerca. «Un’attività -spiega Gianluca Ficco della Uilm dopo l’incontro con l’azienda al ministero dello Sviluppo economico -che oggi dà lavoro a 5.150 lavoratori, riservandosi di presentare entro fine giugno un ulteriore piano di integrazione relativo alle altre funzioni impiegatizie, che attualmente occupano 1.400 persone. La multinazionale americana, nonostante un piano di investimenti di cinquecento milioni in quattro anni e nonostante la prospettiva di un incremento dei volumi produttivi complessivi in Italia, ha dichiarato 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri ricerca, annunciando la chiusura dello stabilimento di Caserta in cui lavorano più di 800 persone, la cessazione di uno dei due stabilimenti di Fabriano, quello di Albacina, i cui 600 lavoratori secondo il progetto aziendale dovrebbero essere trasferiti nella vicina fabbrica di Melano, e la dismissione del sito di None (Torino) dove attualmente ci sono novanta addetti fra il magazzino e il centro ricerche. Il piano prevede di converso – spiega il sindacalista – la crescita di alcune fabbriche, in particolare quella di Varese dove si preannuncia un incremento occupazionale di 280 persone, e quella di Melano, dove sarebbe di nuovo concentrata la produzione dei piani cottura».
LE REAZIONI – «Se le indiscrezioni venissero confermate ufficialmente, il giudizio sarebbe netto: il piano Whirlpool va cambiato e debbono essere rispettati gli impegni dell’accordo del 2013. La chiusura dello stabilimento di Albacina non è accettabile». Così il presidente delle Marche Gian Mario Spacca dopo l’incontro al Mise.
«Certo è che Spacca ci aveva raccontato un’altra storia, nove mesi fa, poco dopo l’accordo Indesit-Whirlpool». Così il candidato governatore del centro sinistra Luca Ceriscioli.
Ricordo le dichiarazioni dell’attuale governatore che garantiva come il passaggio da indesit a whirpool non avrebbe toccato i livelli occupazionali fino al 2018. Risultano, inoltre, strumentali gli attacchi di Spacca al governo che ha già dichiarato la propria contrarietà agli esuberi. Siamo convinti che l’esecutivo nazionale farà il massimo per scongiurare la chiusura degli stabilimenti, come in questi mesi ha fatto per diverse realtà aziendali del nostro territorio nazionale».
Interviene anche Patrizia Terzoni, deputato del Movimento 5 Stelle: «Di fronte a questo scempio, che sancisce il massacro definitivo del tessuto economico della aree del fabrianese e del casertano, ho deciso di presentare subito un’interrogazione parlamentare. Non solo. Già da lunedì daremo battaglia nell’incontro con le Rsu previsto a Roma. Il governo ha dato il via a un’autentica operazione di macelleria sociale: noi non la permetteremo, e non ci faremo più abbindolare dalle loro fandonie»

attenzione agli investimenti dei fondi pensionistici statunitensi, che, possedendo cospicui pacchetti azionari di queste aziende, determinano scelte industriali prettamente speculative, fottendosene dei territori
Spacca si incontro’ con i Merloni, disse che era tutto sotto controllo, infatti due giorni dopo vendettero tutto alla Whirlpool; incontro con la Whirlpool: tutto ok, investimenti e mantenimento dei posti di lavoro almeno per 4 anni, CHIUDONO.
Sara’ meglio stargli lontano??
Si è sempre saputo che Spacca era un politico voluto dai Merloni, come non si è sbagliato minimamente a pensar male su come sarebbero andate le cose dopo la vendita, il tutto accompagnato dalle balle di Renzi.
Da WIKI: Spacca….
La sua carriera professionale inizia nel 1979 entrando a far parte come dirigente dell’ufficio studi della Merloni Finanziaria. Durante questo periodo entra nel consiglio direttivo della Fondazione Aristide Merloni dove coordina le attività culturali e di ricerca fino al 1990.
Diventa nel 1990 consigliere regionale coprendo l’incarico di presidente della Commissione Urbanistica e Ambiente. Durante la legislatura viene nominato assessore all’Artigianato, Industria, Formazione Professionale e Lavoro.
Viene rieletto consigliere regionale nella 1995. In questa legislatura viene riconfermato assessore alle attività produttive. Nelle consultazioni regionali del 2000 viene rieletto consigliere regionale, ricopre l’incarico di vicepresidente della Regione Marche.
Partecipa alle elezioni amministrative del 2005 e il 4 aprile viene eletto presidente della Regione Marche per la coalizione L’Unione per le Marche con il 57.75% dei voti.
Successivamente entra a far parte del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.
Si ripresenta per il secondo mandato a presidente della Regione Marche sostenuto da una coalizione di centrosinistra formata da Partito Democratico-Alleanza Riformista-API-IDV-I Verdi-UDC-Lista “Gian Mario Spacca Presidente”. Il 29 aprile 2010 viene rieletto alla presidenza della Regione con il 53,17% di preferenze battendo Erminio Marinelli (Centro destra) e Massimo Rossi (SEL+FdS)
Il 23 aprile 2009 viene nominato membro dell’ARLEM Assemblea Euromediterranea.
Il 4 dicembre 2010 viene nominato commissario delegato per la Protezione Civile per il Congresso Eucaristico 2011 che si si è svolto nella Provincia di Ancona tra il 3 e l’11 settembre 2011 concludendosi con la messa celebrata da papa Benedetto XVI.
Nel 2015, siccome il Partito Democratico rifiuta di ricandidarlo per un terzo mandato da presidente delle Marche, si ricandida a capo della sua lista civica, Marche 2020, sostenuto dal centrodestra, che è stato per dieci anni all’opposizione durante le sue amministrazioni.
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Un gran lavoratore, insomma….