Alla Raci irrompe Musicultura
‘Roots&Songs’ e canzoni al femminile

Piero Cesanelli anticipa il ‘piatto forte’ allo Sferisterio, a giugno: “Per Pino Daniele e Pino Mango, grandi nostri amici scomparsi, un ricordo speciale”. Pettinari: “E’ il patron il nostro campione”. E nella ‘squadra vincente che non si tocca’ c’è ancora posto per la polenta (gratis per tutti) di Santa Maria in Selva

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Da sinistra Piero Cesanelli, Antonio Pettinari e don Peppe Branchesi

Da sinistra Piero Cesanelli, Antonio Pettinari e don Giuseppe Branchesi

di Maurizio Verdenelli
“Pino Daniele e Pino Mango ‘vivranno’ allo Sferisterio, nell’edizione di Musicultura nei tre giorni di giugno allo Sferisterio. A dare loro ‘voce’, senza retorica o siparietti preconfezionati perché entrambi non l’avrebbero mai voluto, saranno artisti amici dei due grandi scomparsi. Sono sicuro che anche Daniele e Mango assieme con Sergio Endrigo, Lucio Dalla, Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè –tutti al fianco di Musicultura nel Comitato di Garanzia- continueranno a darci forza e a tifare per noi”. Così Piero Cesanelli, il patron, che a domanda ha ricordato i due artisti scomparsi a brevissima distanza l’uno dall’altro.
Lo ha fatto questa mattina nella sala della Presidenza della Provincia, presentando il cartellone di ‘Musicultura’ –elogiato l’altro giorno, in un analogo incontro, pure dall’assessore regionale Maura Malaspina. Pezzo forte per due ‘magiche notti’ maceratesi, l’8 e 9 maggio prossimi all’interno della Raci. ‘Notti sotto le stelle’ forse meglio e più prudenzialmente -ha detto Cesanelli- ‘on the sky’ dove sky sta per cielo e non per Murdoch. Perché non si sarà alcuna diretta se non con l’Expo per le vetrine dell’eccellenze agroalimentari.

L'assessore Torresi e il patron di Muiscultura Cesanelli

L’assessore Torresi e il patron di Muiscultura Cesanelli

“Cesanelli è il nostro campione: è la punta di diamante della squadra” ha detto Antonio Pettinari, presidente della Provincia, che dell’Abbadiense (Santa Maria Selva) fu un indimenticabile centrocampista-mastino dai bulloni roventi, capaci di far male al momento giusto, almeno stando alle cronache calcistiche di allora. “Squadra vincente non si tocca!” aggiunge il presidente-capitano indicando don Giuseppe Branchesi, alla sua ‘ala’ sinistra. Il parroco treiese in effetti è un ottimo ‘tornante, nonostante l’età, come dimostrò qualche anno addietro nel match diventato famoso per l’infortunio calcistico occorso a causa di un’entrata durissima, sul centravanti mons. Claudio Giuliodori, da poco nominato vescovo di Macerata. Telecronista di quel memorabile evento fu ‘Cisirino’, tra gli spettatori l’avv. Giancarlo Nascimbeni che testimoniò: “Sono l’unico ad aver visto in campo mons. Giuliodori, a suo tempo. come centravanti dell’Osimana, sia ora come vescovo”.
Al Centro Fiere, nel week di maggio da venerdì 8 a domenica 10, come noto non ci sono campi di calcio. Ma due ‘corner’, quasi due dischetti dai quali tirare rigori infallibili, sì. Questi saranno: il bancone del ‘rancio’ a base di polenta da parte del comitato parrocchiale di Santa Maria in Selva, con a capo don Giuseppe (“Quest’anno celebreremo il quarantennale con aperture internazionali” annuncia) e l’altro costituito dalla location di Musicultura, l’evento atteso. Con un programma ‘dedicato’ proprio alle nostre radici, a quel ‘canto’ della civiltà millenaria di una terra che fino al 1950 contava il 68% delle forze produttive attive ancora legate alla campagna. “A tutti abbiamo chiesto di scendere in campo per essere protagonisti” incalza mister Pettinari, grande motivatore “a fianco del nostro campione”. ‘Roots&Song’ (Radici e canzoni) s’intitola il programma che Musicultura col suo ‘Ensemble musicale’ dedica alla 31. Raci in apertura. ‘Con una voce nera ed un cuore rosso: quelli di Chopas’ dice Cesanelli parlando di un viaggio, con organo, fisarmonica, grancassa, chitarra, armonica, cembalo et cetera, tutti strumenti pre-elettronici che parte dal folk (delle nostre campagna e pure quelle dell’Alabama) per finire nel rock’ and roll e nel soul. Calore, memoria, radici, roots appunto, attraverso il suono. Con Chopas, Adriano Taborro, chitarre, violino, mandolino; Doctor, organo Hammond; Roberto Picchio, fisarmonica.
‘Canzoni al femminile’ è il programma di sabato 9 dedicato alle grandi interpreti della canzone italiana ‘tutte firme’: da Modugno a De Andrè. Con la voce di Alessandra Rogante, Tony Felicioli, Lucio Matricardi, pianoforte e keyboard. Da non perdere.

L'intervento di don Peppe

L’intervento di don Peppe

Se lo spirito sarà senz’altro appagato, quello più corporale pure. Le giubbe gialle di Santa Maria in Selva sono pronte alla carica dei tanti che sono attesi, con migliaia di razioni. “…di polenta, ch sicuramente doveva essere ‘in Mente Dei’ quando Lui disse agli uomini: ‘andate e trovate il cibo con il sudore’. La polenta è dappertutto cibo povero, ma offre la possibilità di comunicare tra genti diverse, come sperimentiamo ogni volta che usciamo dai nostri confini nazionali. Ed è cultura”
Mangiate per credere, alla Raci. “E vi aspetto a Milano per quattro giorni a giugno all’Expo dove parleremo di polenta” è l’appuntamento finale di don Branchesi, che oltre ad essere presidente emerito de I Polentari d’Italia è pure, come ormai piuttosto noto, assistente spirituale di Coldiretti Marche.


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