Maceratese, ascolta il Magi-pensiero
“Punto utile per la stretta finale”

SOMMA ALGEBRICA - Il tecnico è soddisfatto del risultato ottenuto a Campobasso. Menzione di merito per la tifoseria biancorossa capace di "lottare" alla pari con quella ben più numerosa locale
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

INCROCIANDO LA DOTTORESSA TARDELLA (+) all’ingresso della sala stampa dello stadio di Campobasso, l’ho invitata davanti alla telecamera. Ho ricevuto però un cortese quanto prevedibile rigetto.

MOTIVO (-)? Probabilmente per essere stato giudicato troppo “Indiscreto” nella rubrica della scorsa settimana (leggi l’articolo).

CON LA CAPINTESTA BIANCOROSSA avrei voluto parlare dell’affiorante irregolarità di questo campionato (-) che, in coincidenza con la terribile fatica sostenuta dalla sua squadra sul terreno del (sempre meno) “Nuovo Romagnoli”, ha concesso una primaverile passeggiata domenicale al Fano nel derby di Civitanova (-). Che in tempi e situazioni diverse sarebbe potuto essere al cardiopalma.

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

LE AVREI CHIESTO, fra l’altro, se era ipotizzabile almeno una sottolineatura in Lega (+) da parte del suo personale ambasciatore Giulio Spadoni. Così, tanto per esprimere il disagio di una Maceratese invece a rischio contro il camaleontico Campobasso (leggi la cronaca della gara).

TANTO FORTE IN CASA (+), al punto di avervi vinto cinque delle ultime sei partite successive alla sconfitta contro il Fano, quanto in débacle fuori (-). Dove ha perduto oltre la metà di quelle sinora disputate.

FISIOLOGIA INTERESSANTE (+) per via dell’appuntamento che attende i molisani al “Mancini” di Fano al 13^turno, in concomitanza con la seconda trasferta consecutiva della Maceratese a Castelfidardo.

I CONTI DI MAGI: ”Non possiamo pretendere di vincere sempre. Quello di oggi è un punto che tornerà utile al momento della stretta finale”. E’ stato il significativo congedo (+) del mister biancorosso dalla pressione degli intervistatori. Che magari volevano maliziosamente carpirgli segni di malcontento per il riavvicinamento del Fano.

VULLO, ALLENATORE DEL CAMPOBASSO, a mia precisa domanda, ha promesso ovviamente battaglia a tutto campo (+): ”Noi vogliamo conquistare i play-off e quindi il nostro impegno sarà massimo in tutte le situazioni”.

SALVO POI AMMETTERE (-), davanti alla moltitudine dei cronisti locali, che “….sì, giocare al “Nuovo Romagnoli” per una squadra che si chiama Città di Campobasso è indubbiamente un vantaggio.”

L'allenatore della Maceratese Giuseppe Magi

L’allenatore della Maceratese Giuseppe Magi

SUDDITANZA PSICOLOGICA che mi sembra abbia subito nell’occasione il toscano Zingarelli, l’arbitro di domenica pomeriggio (-).

E’ STATO BRAVO NEL GIUDICARE involontari, e quindi non punibili, un paio d’interventi con il braccio dei difensori biancorossi nella propria area (+). Ma fra i due e soprattutto dopo il secondo, Zingarelli ha largamente compensato con un’abbondanza di calci di punizione concessi ai padroni di casa, contro zero, o giù di lì, agli ospiti(-).

IL MIO PUNTIGLIOSO OPINIONISTA, cronometro alla mano, ha calcolato un intervallo di quattordici minuti fra due palle franche fischiate consecutivamente in favore della Maceratese (-).

AMBEDUE SIAMO RIMASTI SORPRESI (-) dalla severità del “giallo” con cui è stato subito punito Romano, al rientro da due giornate di squalifica e quindi psicologicamente sensibile, in evidente contrasto con la generosità con cui è stato al contrario gratificato l’opposto Marinucci Palermo. Il quale ha beneficiato di un autentico salvacondotto.

LA PARTICOLARE MOTIVAZIONE DEL CAMPOBASSO contro la Maceratese è apparsa subito evidente al pronti/via. Incardinata sull’ansia del prestigioso successo con la capolista dei records (+) e nel desiderio della ribalta cancellando quello più prestigioso dell’imbattibilità.

L'attaccante della Maceratese Daniel Kouko

L’attaccante della Maceratese Daniel Kouko

MA ANCHE SULLA VOLONTA’ DI RISCATTO della memorabile lezione (-) subita nel match di andata.” Abbiamo voluto dimostrare che il Campobasso di oggidì è tutt’altra cosa rispetto a quello del girone di andata”, ha orgogliosamente sottolineato Di Gennaro.

CON LA SEGUENTE POSTILLA: ”Se nel finale Saitta non ci avesse messo un piede nella mia correzione in rete (-), avremmo vinto.”

I DISAGI DELLA BENAMATA, in diretta con la notizia del sollecito vantaggio del Fano a Civitanova Marche, impietosamente comunicata dalla radio, sono stati autentica sofferenza per il cronista (-).

E PER L’IMPAGABILE TIFOSERIA BIANCOROSSA, che, schiacciata sul primo anello dell’enorme curva del “Nuovo Romagnoli”, ha saputo generosamente sostenere la propria formazione (+++) nell’impari, ma corretta, lotta con l’infervorata comunità molisana. Nonostante il freddo.

AMMIRANDO (ED AL PARI TEMENDO) UN CAMPOBASSO COSI’ PIMPANTE (+), ho riflettuto sulla coincidenza del calendario della Maceratese con avversari al momento fra i più in forma, scivolando con il ricordo alla Vis Pesaro di domenica scorsa, alla Fermana della precedente ed avventurandomi verso il Chieti della prossima. Gli abruzzesi hanno agganciato la zona play-off con l’arma del dirompente Esposito. Una doppietta ad appuntamento.

ALLA FINE, IL PAREGGIO. Risultato giusto (+), a mio parere. Che concede due punti al Fano ed alla Sambenedettese, ma che dimostra una volta di più il carattere d’acciaio dei biancorossi.

Alessandro D'Antoni

Alessandro D’Antoni

“ABBIAMO SOFFERTO LA FISICITA’ DEI PADRONI DI CASA”, ha commentato in sala stampa Magi. Proseguendo:” Regalavamo centimetri d’altezza ai loro attaccanti, e quindi abbiamo corso pericoli sulle loro giocate dalle fasce. Però il gruppo ha tenuto duro pur trovando difficoltà nelle ripartenze; siamo stati definitivamente raggiunti solo su un miracolo balistico di Todino, a palla ferma.”. E concludedndo: ”Se il campo fosse stato meno pesante, probabilmente la partita sarebbe stata diversa perché avremmo potuto imporre la nostra maggiore agilità.”

EPPURE I SUOI RAGAZZI per due volte (+) hanno avuto la possibilità prima di capitalizzare l’iniziale vantaggio di D’Antoni, e poi di chiudere probabilmente il match un attimo dopo il raddoppio di Kouko.

PROTAGONISTA LO STESSO L’IVORIANO. Esplosivo ma leggermente impreciso di seguito al gol di D’Antoni, con un tiro che ha sfiorato la traversa della rete molisana (+); invece confuso ed incerto (-) nell’altra azione. Quando, al vertice di un contropiede, lui e D’Antoni si sono trovati a stretto contatto nell’area avversaria, in mezzo solo un difendente di movimento avversario.

KOUKO PERO’ NON HA SAPUTO SCEGLIERE IN FRETTA fra calciare direttamente o servire il collega. La conseguenza è stata di perdere il prezioso possesso del pallone. “Ero molto stanco”, ha spiegato l’attaccante. Giustificazione superflua perché, come al solito, lui ha sgobbato da matto, moto perpetuo su e giù per il campo (+).

“IO VOGLIO LA PROMOZIONE ”, invece la riposta di D’Antoni ai medesimi. Uscito dal suo abituale riserbo per borbottare: ”contento, sì,per la mia rete e l’assist a Kouko. Ma non felice. E’ mancata la vittoria.”. Più istintivo del suo allenatore. Il che è tutto dire!(+)



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