Tardella-Gagliardini, aria di separazione
in casa Maceratese

SOMMA ALGERBICA - A fine stagione le strade della presidentessa e del direttore sportivo si dovrebbero dividere. La vittoria contro la Vis Pesaro porta a ventisei la striscia di risultati positivi dei biancorossi
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Perfetti abbracciato dai compagni dopo il gol

Perfetti abbracciato dai compagni dopo il gol

Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

LONTANO DAI MEDIA DELL’HELVIA RECINA GAGLIARDINI. Mi risulta che abbia assistito al derby dalla gradinata. Prossimo alla tifoseria. Più da spettatore qualunque che da dirigente biancorosso. Separazione di fatto con la Tardella, propedeutico al nuovo “divorzio veloce”, previsto per fine campionato (-). Poi possibile destinazione l’”Helvia Recina “del presidente Bove, se –come mi auguro-sarà promossa all’”Eccellenza”. O forse il più prestigioso ma più lontano Piacenza (galassia Bologna). Personalmente auspico ancora la riconciliazione (+). Magari per festeggiare la promozione, se ci sarà.

Il direttore sportivo della Maceratese Maurizio Gagliardini

Il direttore sportivo della Maceratese Maurizio Gagliardini

MI TROVO A SCRIVERE DI UNA MACERATESE (+++) che, battendo la Vis Pesaro (leggi la cronaca), ha ottenuto la diciottesima vittoria di campionato; ha allungato a ventisei partite l’incredibile striscia d’imbattibilità dall’inizio del campionato, che l’ha già portata all’attenzione del calcio italiano come record assoluto; ed ha mantenuto otto punti di vantaggio sull’unico competitor ad altrettanti turni dal termine, salendo quindi un altro scalino verso la promozione.

OLTRE, c’è solo la perfezione (+). Per definizione, però, non appartenente al nostro mondo di umani.

SAREBBE STATA COMUNQUE SFIORATA, nel contesto di questo strepitoso unicum, se i biancorossi non avessero denunciato più d’un imbarazzo (-) contro avversari certamente rigenerati dalla terapia Ceccarini – il loro nuovo mister-, ma pur sempre relegati in fondo alla classifica e con scarse possibilità di salvezza. Tanto da ridursi al massimo obiettivo di agganciare la zona play-out.

Il centrocampista della Maceratese Marco Croce

Il centrocampista della Maceratese Marco Croce

AI QUALI E’ INVECE RIUSCITO (+) di mettere in difficoltà l’opposta difesa non solo nell’occasione del loro immediato ma illusorio gol di vantaggio (Cordova), ma pure in altre fasi del derby.

MASSIME NELLA RIPRESA (-), quando l’insuperabile retroguardia maceratese (di altri incontri) ha traballato in due circostanze: la prima sventata da un bell’anticipo di Saitta su un pesarese solo nei pressi del suo primo palo; la seconda…glissata dall’arbitro che non ha non ha visto-o non ritenuto intenzionale-un fallo di mano di D’Alessio nell’area piccola.

VA DETTO CHE IL CENTROCAMPO non le ha dato sufficiente assistenza (-), troppo basso e poco coperto sulle fasce, fino a consentire scorrevolezza ed anche una certa incisività alla manovra del reparto offensivo ospite.

VANIFICATA PERO’ ALLO STATO POTENZIALE, salvo le due chances di cui sopra, per la sua cronica sterilità (-): 20 gol realizzati nei precedenti 29 incontri, di cui solo 7 in trasferta. Peggio soltanto Termoli e Celano. Gap per altro cancellato dai risultati di domenica scorsa.

Alessandro D'Antoni

Alessandro D’Antoni

CONSEGUENTEMENTE POCO PRODUTTIVO, per carenza di ossigenazione, il tridente maceratese (-), ancora una volta orfano di D’Antoni relegato sulla panca. Al punto da consigliare Magi di rinunciare a persistenti velleità offensive poco dopo l’avvio della seconda parte del match, quando ha sostituito l’evanescente Villanova con il redivivo Belkaid.

COMUNQUE I PROBLEMI DELLA SUA SQUADRA erano già stati abbondantemente risolti (+) dal calcio di rigore messo a segno da Kouko, e da un paio di regali di Teodorani -il portiere vissino-che hanno propiziato, soprattutto, il raddoppio di Ferri Marini e poi il bersaglio centrato da Perfetti con perfetto gesto tecnico (+).

ADDIRITTURA CLAMOROSO IL PRIMO (-). Divertente, ma significativa, la battuta in stretto
slang pistacoppo sfuggita ad uno spettatore della tribuna: ”ogghi ce feta anche lu gallu!”

Daniel Kouko

Daniel Kouko

OVVIAMENTE DI TUTT’ALTRO UMORE CECCARINI, che non ha digerito i suddetti accadimenti, a cui ne ha aggiunto un altro frutto di personale valutazione: inesistente il penalty trasformato da Kouko. Talmente incavolato, nonostante l’apparente aplomb, da arrivare a sconfessare (-) perfino i suoi pur lontani trascorsi di tecnico della Maceratese con un disinvolto ”…ma sì, mi sono trovato qui di passaggio con una formazione inadeguata, in particolare nel portiere:”

AL CONTRARIO IO HO IN CONTO UNA SQUADRA DI QUEL TEMPO MOLTO FORTE (+), in questo aiutato dalla memoria di Sauro Trillini. Incrociato ante inizio derby, mi aveva rammentato, in coincidenza con il ritorno di Ceccarini all’Helvia Recina, che era stato lui a sostituirlo a metà stagione, ”…la Maceratese realizzò più punti di tutti nel girone di ritorno, raggiunse il quarto posto, ma non fu ripescata come sperato”

FU L’INIZIO DELLA FINE. Primi anni 2000 (-). Dimissioni in blocco dell’allora manager Bonsignore e dei finanziatori che lo sostenevano. Di seguito una infinita serie di autentiche tribolazioni che comportarono retrocessioni ed anche un fallimento. Solo temporaneamente interrotte dalla intensa ma fugace parentesi in società di Malavolta.

BRUTTI PENSIERI fortunatamente ormai remoti (+). Grazie al successivo, storico salvataggio di Momo Mosca e Massimo Paci, ed all’attuale prestigiosa presidenza della dottoressa Tardella. Ma che è meglio non dimenticare perché non si sa mai cosa c’è dietro l’angolo. Tanto per usare una frase fatta, ma appropriata alla circostanza.

Belkaid in azione a centrocampo

Belkaid in azione a centrocampo

RICORDI DI TUTT’ALTRO GENERE hanno sfiorato anche Magi in sala stampa. La presenza dei cronisti pesaresi l’ha ricondotto ai due anni della sua splendida gestione tecnica vissina (+), inevitabilmente riannodata alla precaria situazione d’oggigiorno del club.

HO ALLORA CERCATO DI ALLEGGERIRE LA TENSIONE (+) con un’uscita di cui mi sono però pentito non appena pronunciata: “Con l’utilizzo di Belkaid, oltre ad irrobustire il centrocampo, oggi hai risolto anche i problemi con la dottoressa Tardella?”

VISIBILMENTE NON GRADITA DALL’INTERLOCUTORE (-), ma metabolizzata con uno scontato commento tattico, appunto sull’opportunità del cambio con Villanova.

NON HO RITENUTO D’INSISTERE, dal momento che molto distensive erano state le precedenti dichiarazioni del giocatore marocchino: “Io rispetto le scelte del trainer; l’importante è di farmi trovare pronto quando mi manda in campo.” Perfetto (+).

Giulio Spadoni

Giulio Spadoni

UN PO’ MENO COERENTI (-), invece, quelle di Spadoni. Incontrato nel corridoio degli spogliatoi e da me invitato in sala stampa. Richiesta però cortesemente rifiutata. “Perché no? Immagino che tu sia qui in veste ufficiale”, è stata la mia replica. “Certo che lo sono. Ma preferisco parlare a fine stagione.” “Il tuo ruolo è quello di Direttore Sportivo?” “No” “Quale allora?” “Di amico della dottoressa Tardella.” Ma non mi sembra che sia contemplato dalle carte federali.

INTANTO E’ PERO’ INIZIATO LO SPOILS SYSTEM. Primo bersaglio Simone Cicarè, preziosa spalla di Magi come allenatore in seconda (+). Da oltre un mese non più al suo fianco, in panchina. Ieri pomeriggio la definitiva conferma del suo isolamento (-).

Maceratese Vis Pesaro  (12)

I tifosi della Maceratese festeggiano dopo il gol di Ferri Marini

 

Maceratese Vis Pesaro  (6)



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