Il quartiere Scossicci-Del Sole
si aggiudica il Palio marinaro.
«La tradizione è il nostro patrimonio»
PORTO RECANATI - Successo per l'edizione 2026 della manifestazione. La sfida tra i sette quartiere. Il sindaco Michelini: «Quando la nostra comunità si ritrova nelle proprie radici, sa esprimere una forza, un entusiasmo e un senso di appartenenza straordinari»

I vincitori
Si chiude con un bilancio estremamente positivo il Palio Marinaro di San Giovanni che ha visto Porto Recanati raccogliersi attorno a una delle manifestazioni più profondamente legate alla propria storia. Ad aggiudicarsi il Drappo del Palio 2026 è stata la ciurma del quartiere Scossicci-Del Sole, protagonista della “Curza” conclusiva che ha acceso il tifo e la partecipazione dei sette quartieri.
Giorni intensi, vissuti tra rievocazione, tradizione, competizione e partecipazione, che hanno restituito l’immagine di una città capace di riconoscersi nelle proprie origini e di trasformarle in una grande festa collettiva. Il successo dell’edizione 2026 è stato prima di tutto il risultato di un lavoro corale. Nell’organizzazione e nella realizzazione del Palio sono stati direttamente impegnati il sindaco Andrea Michelini e il consigliere comunale Marino Ferraccioni, insieme a tutte le persone che, con ruoli diversi, hanno contribuito alla costruzione della manifestazione.
Al centro di tutto, naturalmente, i sette quartieri. Presidenti, collaboratori e soprattutto le Ciurme hanno dato vita alla competizione mettendo in campo preparazione, entusiasmo e un forte senso di appartenenza. La rivalità del Palio ha acceso il confronto tra i quartieri, ma lo ha fatto all’interno di un obiettivo comune: rendere omaggio alla storia di Porto Recanati e contribuire insieme alla riuscita della manifestazione. Proprio per questo, a tutti i presidenti dei quartieri, ai loro collaboratori e ai componenti delle Ciurme va il ringraziamento dell’amministrazione comunale per il tempo, l’impegno e le energie dedicati al Palio.
Accanto alla competizione, grande partecipazione ha accompagnato anche la rievocazione storica, resa possibile dai tantissimi figuranti che hanno riportato nelle strade la Porto Recanati di fine Ottocento attraverso costumi, mestieri, gesti e personaggi della vita quotidiana. «Un ringraziamento particolare – sottolinea l’amministrazione Michelini – va a chi ha curato l’allestimento della rievocazione con attenzione e passione: Maria Chiara Carelli, Giorgia Guercio, Diletta Pagano, Claudia, Giulia Monaldi, Francesca Cingolani e Silvia Andreani, insieme a Pina Zaccari, che ha messo a disposizione la propria conoscenza degli usi e dei costumi portorecanatesi. Un grazie anche a Leonardo Giachè e Leonardo Cifola, che hanno curato la comunicazione grafica e social del Palio. Dietro ciò che il pubblico ha visto c’è stato anche un lavoro meno visibile, ma altrettanto determinante».
L’amministrazione comunale rivolge quindi «un sentito ringraziamento ai volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, all’Associazione nazionale carabinieri, al New Social Group e a tutti i volontari che si sono resi disponibili, contribuendo alla sicurezza, alla logistica, agli allestimenti e alla realizzazione dei diversi appuntamenti che hanno composto il programma del Palio. Un ringraziamento particolare è rivolto anche al vescovo Nazareno Marconi, al parroco don Luca Beccacece e a tutte le autorità civili e militari intervenute, che con la loro presenza hanno accompagnato i momenti più significativi della manifestazione».
Il Palio ha ricordato ancora una volta quanto profondamente la storia di Porto Recanati sia legata al mare. Dietro le prove della competizione e dietro gli antichi strumenti tornati protagonisti ci sono infatti le vite dei pescatori, delle donne e delle famiglie che per generazioni hanno costruito la propria quotidianità attorno al lavoro marinaro. Una memoria fatta di fatica, attesa, capacità di affrontare le difficoltà e solidarietà, che il Palio riesce a trasformare in un patrimonio da condividere anche con le generazioni più giovani.
«Il Palio è di tutti – sottolinea il sindaco Andrea Michelini – perché è attraverso l’impegno di ciascuno che una tradizione diventa patrimonio dell’intera città. Grazie a chi ha tirato, a chi ha corso, a chi ha organizzato, a chi ha indossato un costume, a chi ha lavorato, a chi ha sostenuto i propri quartieri e a chi, semplicemente, ha scelto di esserci. Avete dimostrato ancora una volta che Porto Recanati, quando si ritrova nelle proprie radici, sa esprimere una forza, un entusiasmo e un senso di appartenenza straordinari. A tutti voi va la gratitudine dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Porto Recanati».