Villa Pini, “scelta la Croce Rossa
per avere ambulanza in sede fissa”
CIVITANOVA - Sulla vicenda di assegnazione del servizio prima ad opera della Croce Verde parla Enrico Brizioli, l'amministratore delegato del gruppo Santo Stefano che invita l'associazione di Cesare Bartolucci ad abbassare i toni criticando il ricorso a vie legali
di Laura Boccanera
Ci sarebbero questioni di mercato e di servizio dietro la motivazione di scegliere la Croce Rossa a svantaggio della Croce Verde di Civitanova. Dopo la presa di posizione dell’associazione no profit civitanovese che ieri tramite il suo presidente Cesare Bartolucci ha reso pubblica la “guerra delle croci” con ribasso dei prezzi per ottenere i servizi di Villa Pini (leggi l’articolo), oggi interviene anche Enrico Brizioli, amministratore delegato del gruppo Santo Stefano che parla di “toni minacciosi” e spiega le ragioni dell’interruzione del rapporto: «la disponibilità di servizio offerto dalla Croce Rossa ha finito per canalizzare in questi ultimi mesi la quasi totalità delle richieste di trasporto – sottolinea Brizioli – non tanto per motivi di carattere economico, quanto di flessibilità e prontezza dovuti allo stazionamento in sede di un’ambulanza. A fronte delle vibranti proteste della Croce Verde abbiamo dato la nostra piena disponibilità a tornare a coinvolgerla maggiormente, specificando tuttavia il livello di servizio di cui abbiamo bisogno sul quale è stata richiesta una loro proposta economica ed organizzativa. La proposta inoltrata, peraltro seguita da una nota dai toni minacciosi ed ultimativi, consente di raggiungere il medesimo livello di servizio con un aggravio di costi rilevante. Per questo motivo la direzione della clinica ha comunicato che la specifica voce dello stazionamento avrebbe dovuto essere rettificata in modo significativo per avvicinare la proposta a quella
degli altri interlocutori. La scomposta ed immotivata reazione del Presidente della Croce Verde, condita da minacce di ricorso alle vie legali che non hanno evidentemente alcun fondamento, non va certamente nella direzione di un contributo costruttivo e del tentativo di recuperare una serena collaborazione». Ieri sera nel frattempo, nel cda della Croce Verde si è discussa l’ipotesi di affidare ad un legale esperto in diritto societario tutta la vicenda per l’accertamento di eventuali danni. Non si esclude anche la possibilità di una segnalazione formale alla Croce Rossa nazionale per segnalare il comportamento dell’associazione locale.

