“Russi? Attento al cuore”
Un incontro sui disturbi del sonno
MORROVALLE - Simonetta Calamita, dottoressa dell'ospedale di Macerata, presenta i risultati della sua ricerca sulle patologie del riposo che affliggono milioni di italiani. Analizzati i piloti dell'Avio Club. Cure e rimedi sono possibili

I membri del Rotary Club di Fermo, i rappresentanti del’Avio club e dell’aereoclub di Ancona e la dottoressa Calamita al centro
di Marco Ribechi
Chi russa potrebbe nascondere patologie complesse che portano anche alla morte. Lo rivela lo studio “Cura e prevenzione dei disturbi respiratori del sonno” organizzato dal Rotary club di Fermo all’hotel San Crispino di Trodica di Morrovalle. Il Rotary ha finanziato lo studio dopo che un amico dell’ex presidente Alberto Valentini era morto per un’apnea notturna. Simonetta Calamita, dottoressa dell’ospedale di Macerata, ha esposto i risultati delle sue ricerche sull’Osas – sindrome delle apnee ostruttive del sonno – che costituisce una delle principali cause di incidenti dovuti a colpi di sonno. La ricercatrice, tra i primi medici italiani ad interessarsi della patologia, ha monitorato un campione di 30 piloti dell’aeronautica reclutati nell’Avio Club Macerata e nell’Aero Club Ancona per verificare se soffrissero di disturbi del sonno. «Oltre ai piloti di aerei abbiamo fatto una ricerca anche sugli autisti degli autobus del fermano (Steat) – spiega Calamita – sono proprio queste categorie che hanno delle responsabilità sui passeggeri a dover essere controllate. In America i test sulla Osas sono già obbligatori da anni per tutti i piloti». La patologia deriverebbe da un restringimento dei canali respiratori e causerebbe serie problematiche di carattere sociale, di sonnolenza diurna e di complicazioni cardiovascolari. Anche il 50% dei casi di ipertensione deriverebbe dall’Osas. «Questo campo racchiude tutta una serie di collegamenti interdisciplinari – continua Calamita – ma purtroppo a causa dei costi di ricerca molto elevati non desta troppo interesse nella comunità scientifica. Al contrario è una complicazione molto diffusa che con delle terapie o anche con dei piccoli interventi può essere notevolmente ridotta restituendo il benessere del sonno a chi ne soffre». Il progetto, grazie al sostegno del Rotary Club di Fermo, è destinato a proseguire con uno studio anche dei piloti di aerei di linea.